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12 SETTEMBRE 2026 - 12:02


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FORLI’: Interference, mostra intermediale fino all'11 ottobre alla Fondazione Dino Zoli | VIDEO

negli spazi della Fondazione Dino Zoli di Forlì Interference. The image is never just an image, mostra collettiva internazionale di arte contemporanea intermediale che farà da prologo a Ibrida Festival delle Arti Intermediali, in programma a Forlì dal 17 al 20 settembre.

Entrambi gli appuntamenti sono curati e diretti da Francesca Leoni e Davide Mastrangelo di Vertov Project, che spiegano: «Il progetto è nato attorno alla parola “interferenza”, intesa non come errore o disturbo da eliminare, ma come possibilità di deviazione, trasformazione e apertura verso qualcosa di inatteso. Pur nella diversità dei linguaggi e delle poetiche, le opere riunite in Interference attraversano alcune delle questioni più urgenti del presente: il corpo e le sue trasformazioni, la costruzione dell’identità, la memoria personale e collettiva, il rapporto con il paesaggio, le dinamiche del potere e il modo in cui le immagini influenzano la nostra percezione della realtà».

«Viviamo in un’epoca in cui le immagini, le informazioni e persino le relazioni sono sempre più filtrate dagli algoritmi, che tendono a mostrarci ciò che già conosciamo, ciò che ci somiglia e ciò che conferma le nostre preferenze» aggiungono «Interference vuole interrompere questa continuità prevedibile e invitare il pubblico a rallentare, osservare e incontrare qualcosa che non stava necessariamente cercando».

La mostra attraversa videoarte, installazioni interattive, realtà virtuale, realtà aumentata, intelligenza artificiale, mixed reality e sperimentazione audiovisiva, con opere di Chiara Passa, Rä di Martino, Rebecca Merlic, Anaisa Franco, Elena Bellantoni, Francesca Grilli, Giuliana Cunéaz, Debora Hirsch, Kika Nicolela, Aline Motta, biarritzzz e Özge Samancı.

«La scelta di riunire dodici artiste non nasce da un criterio puramente identitario, ma dalla volontà di rendere visibile la forza di ricerche artistiche femminili che operano da anni ai massimi livelli internazionali» concludono Leoni e Mastrangelo «Sono artiste che utilizzano tecnologie avanzate, dirigono gruppi interdisciplinari, collaborano con ricercatori, programmatori e istituzioni scientifiche e hanno costruito percorsi professionali autonomi e autorevoli. La mostra vuole rappresentare un’interferenza anche all’interno del sistema dell’arte, dove il contributo delle donne alla sperimentazione tecnologica non sempre riceve un riconoscimento proporzionato alla sua importanza. Queste artiste dimostrano che le donne non sono presenze marginali nell’arte digitale, ma protagoniste dell’invenzione dei suoi linguaggi».

La Fondazione Dino Zoli si trova in Viale Bologna 288 a Forlì.

La mostra resterà aperta fino a domenica 11 ottobre. Orari: dal martedì al giovedì 9.30-12.30, dal venerdì alla domenica 9.30-12.30 e 16.30-19.30.

 

Ingresso libero e gratuito.

 




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BELLARIA-IGEA MARINA: Giunta regionale visita immobile confiscato alla criminalità organizzata

"Chi sceglie di investire nel riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata deve poter contare sulla certezza del diritto e sul sostegno dello Stato. Non possiamo chiedere ai Comuni di recuperare immobili degradati, investire risorse pubbliche e costruire progetti sociali per poi lasciarli soli quando intervengono successive decisioni giudiziarie che modificano il destino di quei beni". Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l'assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni, quest’ultima in visita al Gruppo appartamento Reabita di Bellaria Igea Marina, immobile confiscato alla criminalità organizzata, assegnato per finalità sociali e completamente recuperato grazie all'impegno delle istituzioni e a importanti investimenti pubblici. La visita nell’ambito dell’iniziativa della Giunta regionale “Incontro ai territori” che è partita ieri da Rimini e che toccherà tutte le province dell’Emilia-Romagna. Il bene era stato confiscato nell'ambito delle operazioni antimafia "Coffee Break/Cartesio", per poi essere assegnato al Comune di Bellaria Igea Marina a fini sociali con decreto del 7 febbraio 2022 di Anbsc, Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, vigilata dal ministero dell’Interno. Successivamente l'immobile è stato recuperato attraverso investimenti pubblici regionali, comunali e nazionali per oltre 440mila euro ed è stato trasformato in un Gruppo Appartamento per persone con disabilità. A seguito della successiva revoca della confisca disposta dalla Corte d'Appello di Catanzaro, si è aperta una complessa vicenda che rischia di mettere in discussione anni di lavoro istituzionale e ingenti risorse pubbliche investite per restituire il bene alla collettività. “Questo caso dimostra il valore del riutilizzo sociale dei beni confiscati, ma evidenzia anche una criticità normativa che deve essere affrontata- aggiungono de Pascale e Mazzoni-. Gli enti locali accettano questi beni per restituirli alla collettività, non per assumersi rischi economici che potrebbero compromettere servizi, progetti e investimenti destinati ai cittadini. Quando un'amministrazione locale decide di investire centinaia di migliaia di euro per recuperare un bene confiscato, lo fa nell'interesse della comunità. È quindi giusto che, nei casi in cui una successiva decisione giudiziaria imponga la restituzione del bene o il riconoscimento di un equivalente economico, il peso finanziario non ricada sugli enti locali che hanno agito in buona fede e nell'interesse pubblico. Per questo auspichiamo che nell'ambito dell'esame del disegno di legge 433, attualmente al vaglio del Senato, venga introdotta una modifica all'articolo 46 del Codice Antimafia che preveda esplicitamente che il pagamento delle somme eventualmente dovute sia posto a carico del Fondo unico Giustizia”.