10 SETTEMBRE 2026

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10 SETTEMBRE 2026 - 12:08


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FORLI’: Archiviazione inchiesta alluvione, Vittime del Fango, “vogliamo altre indagini” | VIDEO

Il Comitato degli alluvionati di Forlì si oppone all’archiviazione dell’inchiesta sull’alluvione del maggio 2023. Secondo le perizie, l’evento non sarebbe stato eccezionale sotto il profilo idrogeologico e molte criticità erano note da anni. Argini insufficienti, scarsa manutenzione e sedimenti avrebbero aggravato i danni.

Il Comitato chiede nuove indagini, l’accertamento delle responsabilità e la messa in sicurezza del territorio: 

«Non cerchiamo un colpevole a tutti i costi, cerchiamo risposte. Ma la ricerca della verità e la messa in sicurezza del territorio non sono due battaglie diverse: sono la stessa battaglia». È con questa premessa che il Comitato Unitario Vittime del Fango di Forlì esprime contrarietà alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla devastante alluvione del maggio 2023.

Assieme al legale Francesco Farolfi e al geologo Riccardo Galassi, l'associazione guidata dalla presidente Alessandra Bucchi ha analizzato nel dettaglio la perizia redatta dai consulenti tecnici della Procura (i docenti Becciu, Bocchiola e Di Prisco del Politecnico di Milano). Ed è proprio tra le pagine di quella relazione che emergono, secondo il Comitato, contraddizioni insanabili rispetto all'ipotesi di chiudere il caso.

Il punto chiave: piena non eccezionale e criticità note dal 2001

Il nodo centrale risiede nella natura stessa dell'evento idrico. Se è vero che le piogge cumulate sono state straordinarie, la consulenza tecnica precisa che per determinare la portata delle piene conta la risposta del bacino nelle 12 ore. Risultato: per il fiume Montone la piena del 16 maggio ha avuto un tempo di ritorno stimato in circa 30 anni.

«L'evento, pur significativo, non aveva carattere di eccezionalità idrologica», si legge nella perizia, che riconduce le esondazioni all'insufficiente capacità di convogliamento dell'alveo e a debolezze strutturali. Un deficit idraulico – rimarcano le vittime – già ampiamente documentato e cartografato nei PAI e PGRA fin dal 2001, con punti critici mai risolti come la strettoia di Ponte Braldo o la vulnerabilità dell'argine in sponda sinistra in corrispondenza del Cavo Fontana (Via Locchi).

 




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CESENA: Test per sistema acustico di allertamento della cittadinanza

Venerdì 9 ottobre, dalle ore 8:00 alle ore 13:30, saranno effettuate alcune prove del sistema acustico di allertamento della Protezione Civile del Comune di Cesena. I test interesseranno diverse aree della città, a partire dalla zona di San Rocco/Campino, per poi proseguire nelle altre aree individuate. Nel corso delle operazioni sarà quindi possibile sentire il suono intermittente delle sirene. Le nuove sirene utilizzate per queste prove sono di dimensioni molto più contenute rispetto a quelle installate in passato, ma offrono una maggiore flessibilità di impiego. La sperimentazione servirà in particolare a verificare se questi dispositivi possono essere utilizzati per aumentare il numero di punti di diffusione del segnale e migliorare la copertura nelle aree del territorio in cui il suono delle sirene arriva con maggiore difficoltà. Si tratta esclusivamente di prove tecniche e sperimentali. I test infatti sono necessari per valutare l’efficacia delle nuove sirene e capire se il loro impiego può contribuire a rendere più capillare ed efficace il sistema di allertamento nel suo complesso. Cosa fare durante il test I cittadini potranno proseguire normalmente le proprie attività, senza allarmarsi. In particolare, si raccomanda di mantenere la calma e rassicurare le persone eventualmente più sensibili al rumore, come bambini e anziani; non interpretare il segnale acustico come un'allerta reale, poiché si tratta di una prova programmata; non chiamare i numeri di emergenza (112, 115 e 118) per chiedere informazioni sulla prova, così da non sovraccaricare le linee destinate alle emergenze. L’obiettivo della sperimentazione è migliorare il sistema di allertamento della Protezione Civile, verificando sul campo l’efficacia di queste nuove sirene e valutando la possibilità di utilizzarle in numero maggiore e in punti strategici, così da ridurre le zone del territorio in cui il segnale acustico risulta meno percepibile.