RIMINI Cinema, in mostra 'i sogni e le bugie' di Dante Ferretti | VIDEO
In mostra a Rimini 'i sogni e le bugie' di Dante Ferretti, scenografo tre volte premio Oscar. Al Grand Hotel una rassegna sui lavori del maestro che ci ha regalato anche aneddoti su Fellini e Scorsese.
Non solo l'omaggio a una carriera straordinaria, ma un vero e proprio 'one man show' all'insegna - è il caso di dirlo - dell'Amarcord. Nella cornice felliniana del Grand Hotel di Rimini è stata inaugurata la mostra 'Dante Ferretti. E la nave va' alla presenza dello scenografo tre volte premio Oscar.
L'esposizione offre un estratto dei bozzetti originali e dei disegni preparatori che hanno fruttato allo scenografo i tre prestigiosi riconoscimenti dell'Academy ('The Aviator', 'Sweeney Todd-Il diabolico barbiere di Fleet Street' e 'Hugo Cabret') e quelli nati dalla storica collaborazione con Federico Fellini in pellicole indimenticabili come 'La città delle donne', 'Ginger e Fred', ed 'E la nave va', che dà il titolo alla mostra (aperta fino al 3 settembre nella Sala Tonino Guerra). Presente al taglio del nastro insieme a Simona Ventura e Giovanni Terzi, l'ottantunenne artista maceratese ha regalato alla platea un carosello del dietro le quinte del grande cinema. Interrogato su quale sia la parte del suo lavoro che lo appassiona di più, risponde "Quando è finito tutto", e sul perché Fellini abbia abbattuto dei muri dice: "dovete chiederlo a lui, sta qui al cimitero di Rimini, sicuramente vi darà la risposta". Anche se - ricorda divertito - "io ne dicevo tante di bugie, ma lui ovviamente ne diceva molte più di me.
Mi ricordo che quando dicevamo la verità, diventavamo tutti e due bianchi. Lui diventava rosso in faccia quando diceva la verità". Con Fellini "dire le bugie era una cosa molto apprezzata", prosegue il maestro ricordando quanto fossero soliti raccontarsi i propri sogni. Il sodalizio col cineasta riminese fu intenso; i due condividevano persino gli uffici di Cinecittà (il regista all'ultimo piano, lo scenografo al piano terra del celebre Teatro 5). "E poi all'ora di pranzo andavo sempre da lui e mangiavamo insieme le cose che faceva la sua cameriera. Sono 44 anni che sono lì". Esilarante il retroscena sulla genesi della palla demolitrice in 'Prova d'orchestra'. Fellini voleva far abbattere il muro del conservatorio da un bulldozer. Ferretti, che aveva appena visto un film con Paul Newman dove una palla agganciata a una gru demoliva degli edifici, gli suggerì l'alternativa.
Fellini fece sua l'idea davanti ai produttori e allo scenografo stesso. "A me chiese: ti piace l'idea? Allora ho detto: Federico, è un'idea meravigliosa, bravo". Ferretti ricorda poi gli inizi a 17 anni quando, arrivato a Roma, vide per la prima volta 'Ben Hur'. "A quel punto ho detto: ecco quello che voglio fare. Ho convinto mio padre a iscrivermi all'Accademia di Belle Arte e Scenografia. Ed eccomi qua". Un altro sodalizio artistico è stato quello con Martin Scorsese, che gli è valso due Oscar. Racconta un episodio: "Io leggo la sceneggiatura, faccio i bozzetti, e il regista dice 'Ah sì, mi piace'. Scorsese veniva a vedere le scene un giorno prima di girare: 'Dante, great, great, see you tomorrow'. Ecco, questo è quanto".
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