14 AGOSTO 2026

10:00

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

2074 visualizzazioni


14 AGOSTO 2026 - 10:00


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

2074 visualizzazioni



BAGNO DI ROMAGNA: Terme, Ferragosto sold-out con sempre più famiglie | VIDEO

Dopo una prima parte di estate a rilento a causa del grande caldo, sembra in netta ripresa la stagione turistica delle terme di Bagno di Romagna. Registrato il tutto esaurito nei mesi di agosto e settembre per un servizio che attira sempre più turisti in ogni periodo dell’anno.

Dotate di innate capacità antiparassitarie, terapeutiche e igieniche note fin dalla preistoria. Inesauribili e naturali medicine, cui riconoscere identità quasi sacrale agli albori della civiltà. E luoghi centrali nella letteratura di ogni tempo. Sono le acque termali. Oggi non più solo rimedio curativo, ma spazi sempre più ricercati dove immergersi per trascorrere periodi di vacanze. Meglio se avvolte in suggestivi contesti naturali. E se accompagnate da altri servizi adatti a tutte le esigenze.

Come accade a Bagno di Romagna. Immerse nei folti boschi dell’Appenino, le terme si confermano, anche quest’anno, una delle mete predilette per vivere un Feragosto in pieno relax. Ma soprattutto un importante volano per il turismo della Valle del Savio e non solo.

"Da questo fine settimana iniziamo a essere al completo fino alla metà di settembre. Siamo a circa 450 presenze al giorno". Ha esordito così, soddisfatta e orgogliosa, Federica Bernabini, direttirce del Ròseo Euroterme di Bagno di Romagna nel tracciare un primo e provvisorio bilancio della stagione estiva della sua struttura e del movimento termale della Valle del Savio. "Il 2026 ci sta soprendendo perchè stiamo avendo numeri veramente positivi - ha aggiunto -. E agosto, nonostante il caldo torrido ci sta facendo registrare molte più presenze dell'anno passato". 

Fanghi, massaggi rilassanti, bagni caldi e rigeneranti. Puro relax e buona cucina. Con punte di 20 mila presenze all’anno, i servizi termali del borgo si confermano una soluzione di vacanza valida per tutte le stagioni. Climatiche e anagrafiche. "Gennaio, febbraio e marzo sono stati mesi importanti sia nel numero di presenze che di fatturato", ha voluto sottolineare Bernabini. Che poi, sul range di visitatori  del suo albergo ha spiegato: "C'è un ritorno di interesse delle famiglie. La nostra clientela principale è composta da persone di 40/45 anni ormai". 

Fiori all’occhiello del comparto ricettivo della vallata, le sorgenti termali di Bagno di Romagna stanno iniziando a farsi il proprio spazio anche oltre i confini della Romagna. Con afflussi che arrivano da Toscana, Marche e Lazio. 




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

FORLÌ: Crisi Electrolux, i sindacati, "Siamo tornati al punto di partenza"

"L'incontro di questa mattina al Comune di Forlì, convocato dalla Regione Emilia-Romagna alla presenza dell'assessore Giovanni Paglia e del sindaco Gian Luca Zattini, ha confermato l'attenzione e la compattezza delle istituzioni e del territorio sulla vertenza Electrolux e una valutazione unanime: dopo mesi di confronto rischiamo, nei fatti, di essere tornati al punto di partenza". Lo affermano in un comunicato congiunto Cgil, Cisl, Uil forlivesi e la Rsu dell'azienda. "Dopo gli incontri del 3 e 4 settembre al Mimit, Electrolux non ha prodotto il cambio radicale del piano che si era impegnata a fare. Il piano resta inaccettabile e, su alcuni versanti, è ancora più preoccupante. I numeri complessivi - proseguono i sindacati - parlano chiaro: 1.450 esuberi in Italia, ai quali si aggiungono 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati e 91 già cessati senza rinnovo. Nel frattempo, l'organico a tempo indeterminato è già sceso da 4.279 a 4.200 dipendenti tra aprile e agosto. A Forlì sono previsti 297 esuberi: 214 nella produzione e 83 nello staff. Gli operai produttivi passerebbero da 584 a 370 nel 2028 e i volumi complessivi da circa 1,58 milioni a 1,187 milioni di pezzi, con i piani cottura più che dimezzati, da 452 mila a 207 mila. Con questi numeri non è in discussione soltanto l'occupazione: Forlì rischia di non reggere più i propri costi fissi e di essere accompagnata, nei fatti, verso la chiusura. In aggiunta a questo, resta anche il nodo della ricerca e sviluppo, settore strategico per il paese, e anche lo stabilimento forlivese". I firmatari della nota si rivolgono al governo, a cui "chiediamo di accelerare le risposte sul costo dell'energia, sul riconoscimento dell'elettrodomestico come settore strategico e sulla revisione del CBAM nel rapporto con l'Unione Europea. Ma a ogni sostegno pubblico devono corrispondere impegni precisi della multinazionale: produzioni, investimenti, ricerca e occupazione in Italia. È inoltre inaccettabile - conclude la nota - che proprio mentre presenta un piano con 1.450 esuberi e senza investimenti sufficienti a garantire una prospettiva agli stabilimenti, Electrolux chieda contemporaneamente di aumentare i ritmi di lavoro; un atteggiamento che riteniamo grave e quantomeno irrispettoso"