8 LUGLIO 2026

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8 LUGLIO 2026 - 07:45


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CESENA: Polizia locale, nel primo semestre dell’anno controllati oltre 870 veicoli

Con l’arrivo della stagione estiva, periodo in cui il territorio cesenate registra un rilevante incremento di presenze tra residenti, turisti e visitatori, la Polizia locale di Cesena intensifica ogni anno le attività di controllo e presidio del territorio. In questo contesto prosegue l’impegno degli agenti del Comando ‘Fiorini’ sul fronte della sicurezza stradale, attraverso un piano mirato di controlli volto a prevenire comportamenti pericolosi alla guida e a garantire una maggiore tutela della sicurezza di tutti gli utenti della strada.

Tra gli obiettivi strategici fissati per il 2026 rientra infatti un piano di controlli serali finalizzati al contrasto della guida in stato di alterazione dovuta all’abuso di alcol e sostanze stupefacenti, attraverso l’impiego della tecnica del ‘posto di blocco attrezzato’, che consente di sottoporre a verifica un elevato numero di veicoli in transito.

Il bilancio delle attività da gennaio a giugno 2026

Da gennaio a giugno sono stati effettuati 10 servizi sul territorio, durante i quali sono stati controllati complessivamente 870 veicoli. L’attività ha portato al ritiro di 14 patenti di guida e alla denuncia di 10 persone per reati legati alla circolazione stradale, tra cui guida in stato di ebbrezza, guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, forzamento del posto di blocco e guida senza patente. Nel corso dei controlli sono stati inoltre elevati 15 verbali per diverse violazioni al Codice della strada. Due cittadini stranieri, indagati nell’ambito delle attività di controllo, sono stati identificati mediante foto-segnalamento. Sul fronte del contrasto agli stupefacenti sono state contestate due sanzioni amministrative per detenzione di droga destinata all'uso personale, mentre un esercente di un pubblico esercizio è stato denunciato per la vendita di bevande alcoliche a minori. “La presenza della Polizia Locale sul territorio comunale – commenta l’Assessore alla Sicurezza e Legalità, Luca Ferrini – è quotidiana e interessa tutti gli ambiti di intervento, con particolare attenzione alle aree e ai fenomeni che richiedono un presidio costante, anche sulla base dei dati raccolti negli anni e in raccordo con le altre forze dell’ordine. La sicurezza stradale rappresenta una delle nostre priorità, ma altrettanto fondamentale è l’attività di prevenzione e controllo svolta all’interno o in prossimità degli istituti scolastici e dei luoghi maggiormente frequentati da giovani e studenti, dove è indispensabile garantire un ambiente sicuro, contrastando con determinazione ogni forma di illegalità. Si tratta di un lavoro quotidiano, fatto di presenza, ascolto e interventi concreti a tutela della comunità. Il lavoro dei nostri agenti non fatto di soli dati ma di presenza assidua attraverso controlli e monitoraggio del territorio per assicurare elevati livelli di sicurezza ai cittadini e a quanti scelgono Cesena come meta delle proprie vacanze”.




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ROMA: Valditara, "scrivere l'Italia agli italiani è condivisibile"

"L'affermazione 'l'Italia agli italiani' non solo non ha nulla di censurabile, ma è senz'altro condivisibile, poiché comprende tutti i cittadini del nostro Paese. È una frase più volte ripetuta dai movimenti politici che costituiscono il Governo". Lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara durante il question time alla Camera, rispondendo a un'interrogazione di Rossano Sasso (Futuro Nazionale). Il ministro ha aggiunto: "Dopo le decisioni assunte dal Consiglio di classe del Liceo Monti di Cesena sulla condotta dei due studenti che hanno esposto uno striscione con la scritta 'l'Italia agli italiani', ho avviato una verifica, in corso, con l'Ufficio Scolastico dell'Emilia-Romagna". Valditara ha premesso di non avere alcun potere sul processo valutativo del singolo Consiglio di classe, ma ha precisato che l'accertamento mira a chiarire se l'assegnazione di un approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio "Gli africani siamo noi" sia stata in qualche modo condizionata dalla vicenda dello striscione, oppure motivata unicamente dalla violazione delle regole di condotta scolastica, come previsto dalle norme recentemente introdotte. Qualora dall'ispezione emergesse un collegamento tra il contenuto dell'elaborato critico e l'espressione dello striscione — anziché con la violazione disciplinare — si tratterebbe, secondo il ministro, di "un episodio grave, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti". Valditara ha inoltre ricordato che la sua riforma del comportamento prevede provvedimenti disciplinari con finalità educativa, volti al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti nella comunità scolastica: "In nessun caso può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui. Lo stesso Statuto delle studentesse e degli studenti stabilisce che non si può sanzionare uno studente per il suo pensiero politico". Il ministro ha citato anche una circolare che invita a stimolare spirito critico, pluralismo e dibattito, contrastando ogni forma di indottrinamento, "partendo dal presupposto che la grande missione della scuola sia educare a essere liberi da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie". La replica del Pd Dura la reazione di Irene Manzi, responsabile scuola del Pd e capogruppo in commissione Istruzione alla Camera: "Un ministro della Repubblica, che rappresenta le istituzioni di tutti e non di una parte politica, ha giustificato la frase 'L'Italia agli italiani' affermando, anche nelle settimane scorse, che essa è patrimonio della destra italiana moderna e che l'hanno usata, fra gli altri, la Lega e Fratelli d'Italia. Come se il fatto che una frase sia nel vocabolario dei partiti di governo la rendesse automaticamente accettabile. Non è così: quella frase appartiene al lessico del peggior suprematismo, e nessuna appartenenza partitica la rende meno grave. Anzi, che venga sdoganata da un ministro la rende ancora più pericolosa". Manzi ha aggiunto: "C'è qualcosa di ancora più preoccupante: mandare ispettori negli istituti a contestare l'elaborato critico assegnato agli studenti di Cesena, in virtù di una legge che lui stesso ha voluto e scritto, banalizza costantemente il compito della funzione educativa e didattica che quotidianamente si compie nelle classi. Anzi, lo mette sotto accusa. Questo governo ha trasformato le istituzioni scolastiche in un terreno di controllo e perenne scontro politico, contrastando sistematicamente l'autonomia degli insegnanti e condizionando ogni voce libera con la minaccia della sanzione disciplinare".