16 MAGGIO 2026

08:00

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

403 visualizzazioni


16 MAGGIO 2026 - 08:00


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

403 visualizzazioni



EMILIA-ROMAGNA: Sanità inclusiva, al via corso per servizi a persone LGBTQIA+

In occasione del 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia, la Regione Emilia-Romagna rafforza le iniziative per il contrasto alle discriminazioni nei contesti di cura avviando un percorso di formazione rivolto alle professioniste e ai professionisti dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali.

Il corso a distanza “Salute e benessere delle persone LGBTQIA+”, promosso dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute e curato dal Settore ricerca e innovazione nei sistemi sanitari e sociali in collaborazione con le Università di Parma e Verona, approfondisce i temi legati all’orientamento sessuale, all’identità di genere e all’impatto che stereotipi, eteronormatività e binarismo possono avere nell’accesso alle cure e nella qualità dell’assistenza. L’obiettivo è fornire strumenti utili per migliorare l’accoglienza nei servizi, utilizzare linguaggi rispettosi delle identità individuali, prevenire discriminazioni implicite ed esplicite e favorire relazioni di cura fondate sulla fiducia e sul riconoscimento delle differenze. Il percorso formativo, disponibile sulla piattaforma regionale Self Pa, consente inoltre il rilascio di crediti Ecm e Oaser. L’iniziativa rientra nel progetto regionale “Il benessere delle persone LGBTQIA+ in Emilia-Romagna” ed è parte delle azioni previste dalla legge regionale 15 del 2019 contro le discriminazioni e le violenze determinate da orientamento sessuale e identità di genere. Il progetto è stato sviluppato attraverso il confronto tra istituzioni, università, professionisti del sistema sanitario e associazioni LGBTQIA+, con l’obiettivo di integrare competenze scientifiche, esperienze professionali e bisogni delle comunità coinvolte. Il percorso proseguirà il 17 giugno a Bologna con il seminario “Tra bisogni e diritti: l’accesso ai servizi sanitari e sociali delle persone LGBTQIA+”, in programma all’Auditorium Biagi della Biblioteca Salaborsa dalle 9.30 alle 13.30. Durante l’incontro saranno presentati gli esiti del tavolo intersettoriale metropolitano e del percorso formativo che ha coinvolto circa 50 operatori dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali del territorio bolognese.

All’organizzazione partecipano Comune di Bologna, Ausl di Bologna e Imola, Irccs Istituto Ortopedico Rizzoli, Policlinico Sant’Orsola e Città Metropolitana di Bologna, con l’obiettivo di consolidare una rete territoriale capace di promuovere il diritto alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione delle persone LGBTQIA+.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

EMILIA-ROMAGNA: Affitti brevi, Corte costituzionale conferma competenza delle Regioni a intervenire

“La sentenza riconosce la competenza delle Regioni a intervenire su una questione che riguarda da vicino la qualità della vita delle nostre città e il diritto all’abitare. Prendiamo atto dei rilievi formulati dalla Corte su due specifiche disposizioni e ne approfondiremo le motivazioni per procedere ai necessari adeguamenti. Resta fermo il nostro impegno a lavorare, insieme ai Comuni, per un equilibrio tra sviluppo turistico e tutela della residenzialità”. Così l’assessore regionale alla Casa, Giovanni Paglia, sulla sentenza con cui la Corte costituzionale si è pronunciata sul ricorso presentato dal Governo circa la legge regionale sugli affitti brevi, approvata lo scorso anno dall’Emilia-Romagna. La pronuncia, che riconosce la competenza delle Regioni a intervenire in materia anche attraverso strumenti urbanistici e respinge le censure relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza, riguarda due specifiche disposizioni della normativa, gli articoli 4 e 5. Le restanti disposizioni della legge regionale rimangono in vigore. La legge regionale ha introdotto la destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’ e previsto la possibilità per i Comuni di stabilire limiti percentuali alle locazioni turistiche nelle zone più sensibili, oltre a restrizioni sui frazionamenti e sulle demolizioni finalizzati a nuove destinazioni per affitti brevi. Nella sentenza, la Corte riconosce che il contrasto all’overtourism rappresenta un obiettivo meritevole di tutela, ma ritiene che l’articolo 4 sia sproporzionato rispetto alle finalità perseguite, poiché applicabile all’intero territorio regionale, senza distinzioni tra le diverse realtà locali. La Consulta rileva inoltre una disparità di trattamento tra chi gestisce locazioni turistiche e chi opera nel settore delle strutture ricettive extralberghiere. Quanto all’articolo 5, che disciplina l’insediamento della nuova destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’, la Corte osserva che le criticità individuate nell’articolo 4 si riflettono anche su questa disposizione. “La scelta dell’Emilia-Romagna nasce dalla necessità di affrontare un fenomeno che in alcune città e territori sta incidendo sempre di più sulla disponibilità di abitazioni per chi vi risiede stabilmente-afferma l’assessore Paglia-. Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per la nostra economia, ma la sua crescita deve potersi accompagnare alla tutela del diritto all’abitare e alla possibilità, per le comunità locali, di continuare a vivere nei propri centri urbani. È su questo equilibrio che abbiamo costruito il nostro intervento legislativo, nella convinzione che le Regioni debbano poter esercitare pienamente le proprie competenze per affrontare problemi concreti che interessano le comunità. La sentenza riconosce questa possibilità e respinge le contestazioni del Governo relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza. Allo stesso tempo, la Corte individua alcuni aspetti della disciplina che richiedono una revisione: approfondiremo le motivazioni insieme agli esperti che hanno seguito il percorso normativo, per individuare le soluzioni più appropriate, nel pieno rispetto delle indicazioni della Corte. L’obiettivo resta quello di mettere a disposizione dei Comuni strumenti efficaci e proporzionati, capaci di rispondere alle diverse esigenze dei territori, ma quando la Corte Costituzionale interviene- conclude Paglia- non si discute, ci si adegua”.