ROMAGNA: Turismo record, nel 2025 oltre 31 milioni di presenze
Nuovo primato storico per il turismo in Romagna. Nel 2025 sono stati registrati oltre 31 milioni di pernottamenti, dato addirittura superiore ai livelli pre-Covid. Il mercato estero è sempre più dinamico.
Un 2025 per il turismo romagnolo non solo positivo, ma con numeri addirittura superiore all’epoca pre Covid. Secondo il bilancio consuntivo presentato da Visit Romagna, il territorio ha totalizzato 7,6 milioni di visitatori, con un incremento del 5,5%, generando complessivamente 31,6 milioni di presenze. Quest’ultimo dato è quello ritenuto più rilevante dagli analisti, perché indica le notti dormite, le quali sono state 730 mila in più rispetto all’ultima stagione pre-pandemica, quella del 2019.
L’analisi dei flussi evidenza la dinamicità dei mercati internazionali. Il baricentro per la Romagna restano i turisti italiani, che hanno totalizzato 23 milioni di presenze nel 2025. Ma il segmento straniero è quello che cresce di più: +6% in un anno.
Il primo partner commerciale resta la Germania, ed accelerazione nuovi mercati a partire da Polonia, Romania e Regno Unito, tutti con incrementi a doppia cifra. Una Romagna che guarda con favore al turismo primaverile: da quanto emerso, infatti, il picco di ingressi giornalieri è stato registrato il 31 maggio, all’inizio del Ponte della Festa della Repubblica. Notte Rosa e festival sportivi hanno spinto il mese di Giugno. Ferragosto resta il periodo con la massima occupazione alberghiera. Performance ottime anche per i mesi ‘spalla’ di ottobre e dicembre, entrambi con crescite di presenze del 10%. Una Romagna – sottolineano dall’ente turistico -, percepita dunque non più solo come meta balneare, ma accessibile tutto l’anno.
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Presentato a Bologna l’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale di Nomisma, che fotografa la desertificazione commerciale in Emilia-Romagna. Tra il 2015 e il 2025, secondo lo studio, in regione si sono perse 8.019 unità locali, con una flessione del 9,5%. A Bologna il calo è dell’8,3%, mentre in Romagna Rimini contiene le perdite al 5,9%, Forlì-Cesena scende del 10,5% e Ravenna del 13,1%. Il commercio di prossimità resta il comparto più colpito, mentre la ristorazione si conferma il settore più dinamico. Sullo sfondo pesa anche il costo degli immobili: nel capoluogo emiliano i prezzi di compravendita dei negozi segnano un -13,9% tra 2015 e 2025, con canoni di locazione in aumento del 2,4%. “Dalla lettura dei dati risulta evidente come i settori del commercio locale che presentano le performance migliori, ristorazione, salute e cura della persona e articoli per l’edilizia, siano sostenuti da fattori esogeni, come il boom turistico e i bonus edilizi”, osserva Francesco Capobianco, responsabile Public Policy di Nomisma. L'assessora regionale al Turismo e al Commercio Roberta Frisoni ha aggiunto: “La crisi commerciale oggi è accentuata anche dagli scenari internazionali, e ogni territorio è chiamato a rispondere con le proprie leve. La Romagna ha sempre puntato sul turismo e l’obiettivo resta quello di rafforzare sempre di più i negozi di vicinato per contrastare la desertificazione sociale: in questa direzione va anche il bando da 14 milioni di euro dedicato agli hub urbani".