BOLOGNA: Dal corteo Mubasta minacce contro il sindaco, Lepore, “Non vanno sottovalutati” | VIDEO
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore, a margine di un’iniziativa in fiera, ha commentato quanto accaduto durante la manifestazione Mubasta con cori e minacce contro di lui.
Scritte offensive, minacce e frasi shock contro il sindaco di Bologna Matteo Lepore. Il corteo Mubasta che ha sfilato per le strade del quartiere San Donato per dire "no" a Futura il museo delle bambine e dei bambini al Pilastro, ha preso di mira il primo cittadino, creando danni anche ai cantieri del tram. Una situazione preoccupante per Lepore che, a margine dell’inaugurazione della fiera Bologna Children’s Book Fair, ha sottolineato la pericolosità di questi gruppi estremisti, ribadendo l’importanza del dialogo e chiedendo anche alle altre forze politiche di condannare questi gesti, “che vanno oltre le prossime elezioni amministrative”.
Secondo Lepore, negli ultimi anni si è assistito a una progressiva escalation: “È evidente che ormai da tempo c’è una radicalizzazione di alcuni gruppi che, più vengono marginalizzati, più estremizzano le loro posizioni. Siamo tutti i giorni alle prese con questa minaccia e questi eventi rappresentano una vergogna per la nostra città”, afferma il primo cittadino, sottolineando come il fenomeno non sia isolato ma inserito in un contesto più ampio di tensione e radicalizzazione.Come sempre la Bologna democratica risponderà portando avanti le proprie iniziative, mettendo da parte chi usa la violenza per imporre le proprie idee”. Il sindaco ricorda anche come le minacce non siano un fatto nuovo: “Il mio mandato è iniziato con scritte in cui si diceva che mi avrebbero chiuso dentro un cofano. Non è da oggi che questi gruppi si fanno sentire”. Lepore ringrazia le istituzioni e le realtà che hanno espresso solidarietà, evidenziando il ruolo attivo della società civile: “La Bologna che scende in piazza per la pace, per Gaza e per tante iniziative dimostra di essere lontana da questi gruppi. E questo è un bene”. Un segnale che, secondo il primo cittadino, conferma la distanza tra la città reale e le frange più radicali.