EMILIA-ROMAGNA: 8 marzo, online il primo Bilancio di Genere digitalizzato
In occasione della Giornata internazionale della donna, la Regione Emilia-Romagna pubblica online il primo Bilancio di genere completamente digitalizzato, uno strumento pensato per analizzare l’impatto delle politiche pubbliche su donne e uomini e promuovere una maggiore parità. Nel 2024 sono stati rendicontati 66 interventi, per un investimento complessivo di circa 805 milioni di euro, destinati sia ad azioni dirette per la parità sia a misure con effetti indiretti sul superamento delle disuguaglianze. Gli ambiti principali riguardano lavoro e imprenditorialità, formazione e cultura, welfare e cura, accesso ai servizi e partecipazione alla vita pubblica. La nuova versione digitale introduce un cruscotto interattivo che semplifica la consultazione dei dati e delle analisi, supportate da oltre 80 indicatori statistici utilizzati per monitorare il contesto sociale e valutare l’efficacia degli interventi. “Vogliamo sostenere sempre più la prospettiva di genere nelle politiche regionali – commenta l’assessora alle Pari opportunità e Cultura Gessica Allegni –. Il Bilancio di genere digitalizzato rappresenta un passo importante per valutare meglio l’impatto delle politiche pubbliche sul benessere delle persone”. Tra le principali misure, 9 milioni di euro sono stati destinati all’imprenditoria femminile, mentre risorse significative riguardano il diritto allo studio, i servizi sociali e il sostegno ai centri antiviolenza. Per l’8 marzo la Regione lancia anche la campagna “Una battaglia dopo l’altra”, con manifesti e video social che raccontano le storie di quattro cittadine emiliano-romagnole impegnate in diverse sfide personali e collettive per la parità.
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EMILIA-ROMAGNA: Crisi commercio locale, in 10 anni spariti 8mila negozi | VIDEO
Presentato a Bologna l’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale di Nomisma, che fotografa la desertificazione commerciale in Emilia-Romagna. Tra il 2015 e il 2025, secondo lo studio, in regione si sono perse 8.019 unità locali, con una flessione del 9,5%. A Bologna il calo è dell’8,3%, mentre in Romagna Rimini contiene le perdite al 5,9%, Forlì-Cesena scende del 10,5% e Ravenna del 13,1%. Il commercio di prossimità resta il comparto più colpito, mentre la ristorazione si conferma il settore più dinamico. Sullo sfondo pesa anche il costo degli immobili: nel capoluogo emiliano i prezzi di compravendita dei negozi segnano un -13,9% tra 2015 e 2025, con canoni di locazione in aumento del 2,4%. “Dalla lettura dei dati risulta evidente come i settori del commercio locale che presentano le performance migliori, ristorazione, salute e cura della persona e articoli per l’edilizia, siano sostenuti da fattori esogeni, come il boom turistico e i bonus edilizi”, osserva Francesco Capobianco, responsabile Public Policy di Nomisma. L'assessora regionale al Turismo e al Commercio Roberta Frisoni ha aggiunto: “La crisi commerciale oggi è accentuata anche dagli scenari internazionali, e ogni territorio è chiamato a rispondere con le proprie leve. La Romagna ha sempre puntato sul turismo e l’obiettivo resta quello di rafforzare sempre di più i negozi di vicinato per contrastare la desertificazione sociale: in questa direzione va anche il bando da 14 milioni di euro dedicato agli hub urbani".