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2 MARZO 2026 - 05:27


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FAENZA: Al Mic inaugurata l’installazione “World of Plenty” | VIDEO

Da oltre 15 anni, l'artista Itamar Gilboa (NL) è profondamente impegnato nelle questioni relative ai sistemi alimentari, alla responsabilità ambientale e alla disuguaglianza globale. La sua ricerca a lungo termine è iniziata con il Food Chain Project (FCP), un'indagine autobiografica sul consumo personale che si è evoluta in una riflessione critica sulla distribuzione alimentare globale, gli sprechi e la scarsità. Questo impegno costante nella ricerca sistemica lo ha portato a essere invitato a creare un'importante opera d'arte per la COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutasi a Glasgow, dove il suo lavoro ha contribuito al dibattito internazionale sul rapporto tra cambiamenti climatici e sprechi alimentari, raggiungendo milioni di persone in tutto il mondo e rafforzando il legame tra crisi ambientale e sistemi alimentari.

World of Plenty, curata da Alessandra Laitempergher e realizzata appositamente per il MIC Faenza, alllestita nella Project Room del MIC Faenza dal 1 marzo al  26 aprile, segna un nuovo capitolo in questa indagine in corso. L'installazione affronta il paradosso tra abbondanza e scarsità di cibo nel mondo contemporaneo. Utilizzando tecnologie neuroscientifiche all'avanguardia, Itamar Gilboa combina sculture in ceramica e video per indagare le dimensioni fisiche, neurologiche e sociali della fame. World of Plenty invita gli spettatori a confrontarsi con la devastante realtà della fame. Al centro dell'installazione ci sono 260 sculture in ceramica che rappresentano le cellule cerebrali, corrispondenti al numero di persone che muoiono di fame ogni 15 minuti, il tempo necessario per consumare un pasto veloce, fare una pausa tra una riunione e l'altra o visitare una mostra.

Utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI), l'artista analizza la propria attività cerebrale sotto stimolo della fame, sviluppando modelli tridimensionali che sono stati stampati in 3D e trasformati in sculture in ceramica. Le opere poggiano su piastrelle fatte a mano che rappresentano sezioni del cervello dell'artista, evocando sia la vulnerabilità biologica che il collasso sociale prodotto dalla disuguaglianza. Uno schermo mostra il conteggio in tempo reale delle vittime della fame - vite ridotte a numeri - mentre la prima parte, il primo capitolo del suo nuovo film World of Plenty, presentato in anteprima, è caratterizzata dal suono delle gocce che cadono e segnano il passare del tempo. L'installazione fonde l'esperienza personale e quella collettiva, spostando lo spettatore dalla percezione individuale alla consapevolezza condivisa, rendendo impossibile ignorare la crisi della fame.




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