EMILIA-ROMAGNA: 8 marzo, le iniziative della Regione per la parità di genere
Una battaglia dopo l’altra, come un filo che lega generazioni, storie, diritti conquistati e nuove sfide ancora da affrontare. In occasione della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo, la Regione Emilia-Romagna ha presentato questa mattina la nuova campagna di comunicazione istituzionale dedicata ai diritti delle donne, affiancandola a un gesto simbolico forte: l’intitolazione di tre sale delle sedi regionali di viale Aldo Moro, a Bologna, a Nilde Iotti, Irma Bandiera e Grazia Cherchi, figure emiliano-romagnole che hanno lasciato un segno profondo nella storia politica, civile e culturale del Paese.
La campagna, curata dall’Agenzia di informazione e comunicazione della Giunta regionale, è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa alla presenza del presidente della Regione Michele de Pascale e dell’assessora regionale alla Cultura e alle Pari opportunità Gessica Allegni. Sono intervenute anche Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti, Anna Cocchi, e Stefania Cherchi, che ha annunciato la volontà di trasferire l’intero Archivio Cherchi all’interno della Biblioteca della Regione.
“Le ricorrenze hanno senso se diventano occasione di responsabilità collettiva – ha sottolineato de Pascale –. I gesti simbolici restano impressi, alimentano curiosità e tengono viva la memoria. Intitolare spazi istituzionali a tre grandi donne dell’Emilia-Romagna significa offrire un esempio concreto alle nuove generazioni, raccontare storie di impegno civile e passione che parlano ancora al presente”. Un presente che, ha aggiunto il presidente, “richiama tutti e tutte all’urgenza di una parità piena e concreta, in politica, nel lavoro, nella cultura e nella vita quotidiana”.
Un messaggio che si intreccia con il cuore della campagna “Una battaglia dopo l’altra”, pensata per raccontare come ogni conquista sia il risultato di un percorso collettivo e come, accanto a ogni diritto ottenuto, restino ancora spazi di disuguaglianza da colmare. “Negli anni, grazie soprattutto alle lotte delle donne, molti passi avanti sono stati compiuti – ha spiegato Allegni – ma i dati ci dicono che non possiamo fermarci”. In Emilia-Romagna, secondo gli ultimi numeri disponibili relativi al terzo trimestre 2025, il tasso di occupazione femminile nella fascia 20-64 anni ha raggiunto il 68,7%, uno dei valori più alti a livello nazionale e oltre 12 punti sopra la media italiana. Resta però un divario strutturale con l’occupazione maschile, che si attesta intorno all’85%, con un gap di circa 16 punti percentuali.
“Dietro questi numeri – ha aggiunto l’assessora – si nascondono criticità che conosciamo bene: le donne sono ancora sovrarappresentate nel part-time involontario, nei contratti precari e continuano a subire differenze salariali significative. Spesso lavorare meno ore non è una scelta libera, ma una necessità legata ai carichi di cura”. Da qui l’impegno della Regione su conciliazione vita-lavoro, servizi per l’infanzia, sostegno all’imprenditoria femminile e contrasto alle disuguaglianze retributive, all’interno di un approccio definito “trasversale e strutturale”.
La cerimonia di intitolazione delle sale ha voluto rendere visibile questo impegno anche negli spazi fisici delle istituzioni. L’Aula Magna di viale Aldo Moro 30 porta ora il nome di Irma Bandiera, partigiana e medaglia d’oro al valor militare; la sala polifunzionale al piano terra di viale Aldo Moro 52 è dedicata a Nilde Iotti, figura centrale della storia repubblicana; la sala stampa della Giunta regionale è stata intitolata a Grazia Cherchi, giornalista ed editor di riferimento per intere generazioni di autori e autrici. Accanto a ciascuna sala è stata collocata una targa con foto e profilo biografico.
La campagna di comunicazione si articola anche in un manifesto, affisso nei Comuni della regione con oltre 15mila abitanti, e in quattro video brevi destinati ai social istituzionali. Protagoniste sono quattro cittadine emiliano-romagnole che raccontano in prima persona le loro battaglie vinte, quelle ancora aperte e quelle future: Elsa Antonioni, tra le fondatrici della Casa delle Donne di Bologna; Stella Joncoux Pisi, studentessa di Reggio Emilia; Lorena Linari, lavoratrice de La Perla; e Zouhaira Mahmoudi, cuoca e ambasciatrice di Aiw, Association for the integration of women. Racconti diversi, uniti da una visione collettiva dei diritti e dell’impegno.
A completare il quadro, l’8 marzo sarà pubblicato online il Bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna, per la prima volta completamente digitalizzato. Nel 2024, il documento rendiconta oltre 805 milioni di euro di risorse dedicate a politiche che incidono direttamente sulla vita delle donne: dai 9 milioni per l’imprenditoria femminile al rafforzamento dei servizi per la prima infanzia – oggi presenti nel 93,6% dei Comuni – fino ai 550 milioni del Fondo per la non autosufficienza, che contribuisce ad alleggerire un carico di cura che grava ancora in larga parte sulle donne.
“Una battaglia dopo l’altra” non è solo uno slogan, ma una dichiarazione di intenti: ricordare i diritti conquistati, difenderli e continuare a lottare perché quelli ancora incompiuti trovino finalmente piena attuazione.
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