16 MARZO 2026

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16 MARZO 2026 - 10:46


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RAVENNA: Caro carburanti, cruciale l’attività del rigassificatore | VIDEO

E’ sotto agli occhi e soprattutto nelle tasche di tutti  che il prezzo del carburante ha registrato un’impennata verso l’alto dopo l’inizio del conflitto in Medio Oriente. Dal 28 febbraio ad oggi il gasolio è aumentato del 40%, con le conseguenze altamente impattanti sul costo dell’elettricità che ancora da esso in buona parte dipende. Al distributore, la benzina ha superato 1,8 euro al litro e il diesel a 2.  In questo scenario complesso le infrastrutture come il rigassificatore di Ravenna diventano cruciali ed è stato annunciato di recente il nuovo piano strategico di Snam che conferma il ruolo centrale delle infrastrutture GNL nella sicurezza energetica italiana e in primo piano  c’è il rigassificatore offshore bizantino, già operativo e integrato nella rete nazionale del gas. Il piano industriale 2026-2030, prevede 14 miliardi di euro di investimenti entro il 2030 e nel documento Snam colloca esplicitamente il terminale offshore di Ravenna tra gli asset strategici già in esercizio. La nave rigassificatrice “BW Singapore”, installata al largo della costa ravennate, è entrata in funzione nel maggio 2025 e nel primo anno ha già mostrato un livello di utilizzo molto elevato in quanto ha rigassificato 1,72 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto, con 17 navi metaniere arrivate al largo di Ravenna e slot di scarico utilizzati quasi completamente fin dall’avvio dell’impianto.  Può stoccare fino a 170.000 metri cubi di GNL e immettere in rete almeno 5 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Nel piano strategico presentato da  Snam si inquadra il terminale di Ravenna in grado di aumentare la capacità italiana di importazione di gas liquefatto, affiancando gli altri impianti nazionali e rafforzando la flessibilità del sistema energetico.  Da sottolineare però che il gas liquefatto acquistato sul mercato spot durante una crisi geopolitica è strutturalmente più costoso del gas trasportato via tubo, contribuendo a mantenere i prezzi dell'energia su livelli superiori a quelli pre-crisi




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FORLI’: Alluvione, partiti i lavori di realizzazione delle due paratie in centro storico

Sono partiti in questi giorni i lavori, gestiti da Consap, per la realizzazione di opere idrauliche atte a ridurre il rischio allagamento nell’area del centro storico di Forlì, in prossimità del fiume Montone. L’intervento, resosi necessario dopo gli eventi alluvionali del maggio 2023, consiste nella realizzazione di due paratoie; la prima nel sottopasso ciclopedonale in prossimità di Porta Schiavonia, che collega via Decio Anzani (pista ciclabile sull’argine del fiume Montone) a Corso Garibaldi, la seconda dentro il sottopasso ciclopedonale in prossimità del Parco Urbano, che collega il Parcheggio dell’Argine a Piazza Guido da Montefeltro. “Il progetto, finanziato con risorse del Commissario Straordinario alla Ricostruzione (ordinanze 33 e 35/2024) - spiega l’Assessore Giuseppe Petetta - prevede l’installazione di due sistemi automatici di sbarramento delle dimensioni di 400X250 cm ciascuno, posizionati al livello delle rampe di accesso ai sottopassi, subito prima di via Livio Salinatore, per impedire all’acqua di raggiungere il centro cittadino. Per rendere pienamente efficaci le paratoie e isolare completamente la zona abitata, è stata prevista anche l’installazione di valvole Clapet di non ritorno sulle condotte fognarie esistenti. Si tratta di sistemi di sicurezza moderni ed efficienti, pensati per proteggere l’area del centro storico e prevenire futuri allagamenti. Durante l’alluvione del 2023, infatti, l’acqua raggiunse Corso Garibaldi sfiorando Piazza del Duomo. Le paratie di sbarramento sono state pensate per evitare che situazioni come questa si ripetano. In caso di pericolo, verranno immediatamente chiuse evitando così all’acqua di ‘risalire’ verso il centro.”