RIMINI: Assistenza per l'Alzheimer, più risorse e servizi per le famiglie
Il Comune di Rimini accelera sul supporto alla non autosufficienza. Grazie ai fondi regionali, nel 2026 aumentano i giorni di apertura dei centri dedicati all'Alzheimer e si consolida il progetto "Il Colibrì" per le demenze giovanili per un investimento totale di 460 mila euro.
L’obiettivo – spiegano dall’Ente – è di favorire l’autonomia personale, promuovere l’inclusione sociale, contrastare l’isolamento e sostenere la permanenza delle persone nel proprio ambiente domestico.
Previste più risorse per i Centri dedicati alle persone con demenza. Protagonista di lunga data di questi interventi è l'ASP Valloni Marecchia, che da anni gestisce sul territorio distrettuale Centri dedicati alle persone con difficoltà di memoria e ai loro familiari. Tra i progetti in campo, spicca il Centro "Il Colibrì", primo nel distretto dedicato specificamente alle persone con demenza a esordio giovanile. Proposto un approccio multidisciplinare con azioni diversificate e mirate, capaci di rispondere alla specificità di una malattia dal decorso spesso rapido e ingravescente, che colpisce persone ancora in età lavorativa e le loro famiglie.
Accanto all'ASP, opera sul territorio anche l'Associazione Alzheimer Rimini ODV, che gestisce il progetto "Alzheimer", articolato in numerose azioni rivolte a persone con demenza e ai loro caregiver.
Ogni anno vengono approvati progetti, prevalentemente proposti da soggetti del Terzo Settore, finanziati attraverso il F.R.N.A. – Fondo regionale per la non autosufficienza, nell’ambito del Piano di zona per la salute e il benessere sociale. Si tratta di interventi realizzati in sinergia con i Servizi sociali per anziani e disabili adulti, con l’AUSL della Romagna, con l’ASP Valloni Marecchia e con diverse associazioni del Terzo Settore.
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Presentato a Bologna l’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale di Nomisma, che fotografa la desertificazione commerciale in Emilia-Romagna. Tra il 2015 e il 2025, secondo lo studio, in regione si sono perse 8.019 unità locali, con una flessione del 9,5%. A Bologna il calo è dell’8,3%, mentre in Romagna Rimini contiene le perdite al 5,9%, Forlì-Cesena scende del 10,5% e Ravenna del 13,1%. Il commercio di prossimità resta il comparto più colpito, mentre la ristorazione si conferma il settore più dinamico. Sullo sfondo pesa anche il costo degli immobili: nel capoluogo emiliano i prezzi di compravendita dei negozi segnano un -13,9% tra 2015 e 2025, con canoni di locazione in aumento del 2,4%. “Dalla lettura dei dati risulta evidente come i settori del commercio locale che presentano le performance migliori, ristorazione, salute e cura della persona e articoli per l’edilizia, siano sostenuti da fattori esogeni, come il boom turistico e i bonus edilizi”, osserva Francesco Capobianco, responsabile Public Policy di Nomisma. L'assessora regionale al Turismo e al Commercio Roberta Frisoni ha aggiunto: “La crisi commerciale oggi è accentuata anche dagli scenari internazionali, e ogni territorio è chiamato a rispondere con le proprie leve. La Romagna ha sempre puntato sul turismo e l’obiettivo resta quello di rafforzare sempre di più i negozi di vicinato per contrastare la desertificazione sociale: in questa direzione va anche il bando da 14 milioni di euro dedicato agli hub urbani".