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12 MARZO 2026 - 10:22


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RAVENNA: Aree allagabili, i sindaci chiedono di rivedere il piano | VIDEO

I sindaci del ravennate chiedono un confronto con l’autorità di bacino del Po’ sul tema della nuove aree allagabili. Nel progetto, dicono i primi cittadini, ci sono ancora molti punti critici

“La variante Pai Po rappresenta un punto di svolta ma lascia irrisolte diverse questioni”. Con queste parole i primi cittadini della Bassa Romagna, con il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni in testa, hanno scritto all’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po chiedendo l’apertura di un confronto sulla variante al piano per l’assetto idrogeologico, il documento che ridisegna il territorio con l’obiettivo di difenderlo dalle alluvioni.

L’obiettivo è chiarire diversi aspetti ancora incerti del piano. Tra i punti più discussi ci sono le casse di espansione e soprattutto le aree allagabili, la cosiddetta “tracimazione controllata”. Nel territorio ravennate ne sono previste diverse: una a Castel Bolognese, un’altra tra Castel Bolognese e Solarolo e quella di Fossolo. Il piano comprende però anche interventi in territori vicini che potrebbero avere effetti indiretti sulla provincia, come l’area allagabile prevista a Villafranca di Forlì, dalla quale in caso di piena l’acqua del Montone potrebbe arrivare fino al Ravennate.

Allo stesso tempo restano diverse criticità. Il piano non stabilisce un ordine di priorità tra gli interventi previsti e risulta incompleto per quanto riguarda le aree montane, dove si parla quasi esclusivamente di frane senza prevedere opere per ridurre i tempi di corrivazione delle acque.

I sindaci chiedono quindi che l’individuazione delle aree di tracimazione avvenga attraverso un confronto preventivo con enti locali e consorzi di bonifica, anche per chiarire le ricadute urbanistiche e i criteri per eventuali delocalizzazioni.

Proprio per consentire un’analisi più approfondita del piano, l’Autorità di bacino ha nel frattempo deciso di prorogare il termine per la presentazione delle osservazioni: la scadenza slitta dal 30 marzo al 31 maggio.




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