EMILIA-ROMAGNA: Sanità, violenza su operatori, segnalazioni +1,2% nel 2025 | VIDEO
In Emilia-Romagna le aggressioni ai danni degli operatori sanitari e socio-sanitari restano un fenomeno diffuso e preoccupante. Secondo il nuovo report regionale 2025 curato dall’assessorato alle Politiche per la salute, lo scorso anno sono state registrate 2.715 segnalazioni, con un lieve aumento rispetto alle 2.682 del 2024 (+1,2%). La grande maggioranza degli episodi, quasi il 90%, si è verificata nel settore pubblico. La forma di violenza più frequente è quella verbale, che riguarda l’89,1% dei casi, seguita dalle aggressioni fisiche (28,1%) e dai danni alla proprietà (17,7%). Complessivamente sono stati coinvolti 2.877 operatori, in larga parte donne (73,8%), anche se la percentuale rispetto al totale dei dipendenti è molto simile tra i generi: 3,8% tra gli uomini e 3,7% tra le donne. Tra le categorie professionali, gli infermieri risultano i più colpiti, con il 59,6% degli episodi, seguiti dai medici, che registrano anche l’aumento più significativo passando dal 13,6% al 15,8% dei casi, e dagli operatori socio-sanitari, stabili all’11,4%. Dall’analisi emerge inoltre una diminuzione delle aggressioni negli ospedali e un aumento degli episodi nei servizi territoriali, segno di uno spostamento progressivo del fenomeno.
Per monitorare e contrastare le violenze, la Regione utilizza la piattaforma SegnalER, che consente agli operatori di segnalare in modo rapido e sicuro gli episodi subiti. Parallelamente le Aziende sanitarie hanno rafforzato le misure di prevenzione e tutela: potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e illuminazione, installazione di pulsanti di allarme e vetri antisfondamento, soprattutto nelle aree più esposte come i Pronto soccorso, e maggiore collaborazione con le Forze dell’ordine attraverso protocolli operativi con le Questure.
In occasione del 12 marzo, Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari, la Regione richiama l’attenzione su un fenomeno che incide non solo sulla sicurezza dei professionisti, ma anche sul clima di lavoro e sulla qualità complessiva dell’assistenza ai cittadini.
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