RAVENNA: Certificati ai migranti, i medici respingono le accuse | VIDEO
Torniamo sul caso dei medici indagati a Ravenna per falsi certificati durante le visite ai migranti. Gli 8 indagati del reparto malattie infettive hanno risposto alle accuse con una lettera inviata dai loro avvocati. Intanto la maggioranza in Regione si è schierata a loro fianco.
«Tutti i dati certificati corrispondono al vero» e «ciascuno dei medici rivendica di essersi attenuto scrupolosamente alla procedura». È questo il messaggio contenuto nella nota diffusa dagli avvocati dei medici del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna per ribadire l’innocenza dei loro assistiti rispetto alle accuse contestate.
Sono otto i sanitari indagati, sospettati di aver redatto certificati medici non veritieri con l’obiettivo di impedire il trasferimento di alcuni migranti nei centri di permanenza per il rimpatrio. L’inchiesta è emersa nella notte tra l’11 e il 12 febbraio, quando le forze dell’ordine hanno effettuato perquisizioni all’alba nel reparto e nelle abitazioni degli indagati. Un’operazione che ha suscitato immediate reazioni tra i colleghi, sfociate pochi giorni dopo in un sit-in davanti all’ospedale, organizzato per esprimere solidarietà ai medici accusati di falso ideologico in concorso.
Ora sono gli stessi indagati a far sentire la propria voce, rivendicando di aver svolto le visite nel pieno rispetto dei criteri e delle direttive stabilite dal governo. Al loro fianco si è schierata anche la maggioranza in Consiglio regionale: Partito Democratico e Alleanza Verdi Sinistra hanno infatti presentato una risoluzione per chiedere che la Regione affianchi i medici indagati, garantendo loro supporto e assistenza legale.
Tutto in attesa che la magistratura faccia piena luce sulla vicenda
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