8 GENNAIO 2026

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8 GENNAIO 2026 - 18:07


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SANT’AGATA FELTRIA: Comune scrive a Enel, “Basta blackout a ogni nevicata”

Una comunità stanca di ritrovarsi isolata dal punto di vista energetico con una rete elettrica fragile e continui black-out provocati dal maltempo. Sant’Agata Feltria, località montana del Riminese, ha vissuto gli ultimi disagi con la nevicata dell’Epifania, e così il Comune ha deciso di scrivere una lettera aperta ai vertici di Enel per chiedere l’ammodernamento delle linee.

Il 6 gennaio la perturbazione nevosa ha provocato in alcuni quartieri l’interruzione dell’elettricità. Il ripristino è stato rapido; per la giunta comunale “resta però evidente che non si può continuare a gestire una problematica strutturale ricorrendo esclusivamente all’emergenza”.

I disservizi si verificano soprattutto su “una linea ben definita” che comprende non solo abitazioni, ma anche una casa di riposo, un asilo e l’area industriale. “Riteniamo pertanto che proprio da questa direttrice debba prendere avvio un piano di investimento strutturale e prioritario, considerata la concentrazione di servizi essenziali ed attività produttive”, esorta l’amministrazione comunale.

Una richiesta che vuole essere posta “in modo costruttivo ma con altrettanta fermezza”. In particolare si chiede un piano di sostituzione dei cavi obsoleti e una manutenzione a cadenza annuale. “Difendere la qualità della vita nei territori montani significa garantire servizi essenziali affidabili, a partire dall’energia elettrica”, conclude la missiva.

 




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

FORLÌ: Crisi Electrolux, i sindacati, "Siamo tornati al punto di partenza"

"L'incontro di questa mattina al Comune di Forlì, convocato dalla Regione Emilia-Romagna alla presenza dell'assessore Giovanni Paglia e del sindaco Gian Luca Zattini, ha confermato l'attenzione e la compattezza delle istituzioni e del territorio sulla vertenza Electrolux e una valutazione unanime: dopo mesi di confronto rischiamo, nei fatti, di essere tornati al punto di partenza". Lo affermano in un comunicato congiunto Cgil, Cisl, Uil forlivesi e la Rsu dell'azienda. "Dopo gli incontri del 3 e 4 settembre al Mimit, Electrolux non ha prodotto il cambio radicale del piano che si era impegnata a fare. Il piano resta inaccettabile e, su alcuni versanti, è ancora più preoccupante. I numeri complessivi - proseguono i sindacati - parlano chiaro: 1.450 esuberi in Italia, ai quali si aggiungono 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati e 91 già cessati senza rinnovo. Nel frattempo, l'organico a tempo indeterminato è già sceso da 4.279 a 4.200 dipendenti tra aprile e agosto. A Forlì sono previsti 297 esuberi: 214 nella produzione e 83 nello staff. Gli operai produttivi passerebbero da 584 a 370 nel 2028 e i volumi complessivi da circa 1,58 milioni a 1,187 milioni di pezzi, con i piani cottura più che dimezzati, da 452 mila a 207 mila. Con questi numeri non è in discussione soltanto l'occupazione: Forlì rischia di non reggere più i propri costi fissi e di essere accompagnata, nei fatti, verso la chiusura. In aggiunta a questo, resta anche il nodo della ricerca e sviluppo, settore strategico per il paese, e anche lo stabilimento forlivese". I firmatari della nota si rivolgono al governo, a cui "chiediamo di accelerare le risposte sul costo dell'energia, sul riconoscimento dell'elettrodomestico come settore strategico e sulla revisione del CBAM nel rapporto con l'Unione Europea. Ma a ogni sostegno pubblico devono corrispondere impegni precisi della multinazionale: produzioni, investimenti, ricerca e occupazione in Italia. È inoltre inaccettabile - conclude la nota - che proprio mentre presenta un piano con 1.450 esuberi e senza investimenti sufficienti a garantire una prospettiva agli stabilimenti, Electrolux chieda contemporaneamente di aumentare i ritmi di lavoro; un atteggiamento che riteniamo grave e quantomeno irrispettoso"