21 GENNAIO 2026

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21 GENNAIO 2026 - 10:15


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BOLOGNA: Città 30, Lepore, “nuova ordinanza con divieto strada per strada”

Il sindaco di Bologna non cede il passo sulla questione dei limiti di velocità nel capoluogo. “Abbiamo già pronto il nuovo provvedimento, con un'istruttoria eseguita su migliaia di strade, per motivare strada per strada come ci chiede il Tar. Per questo motivo la Città 30 non si ferma, è quanto afferma Matteo Lepore rilanciando il progetto Città 30 dopo la sentenza del Tar dell'Emilia-Romagna che ha annullato, per profili formali, il Piano particolareggiato del traffico urbano e le ordinanze istitutive delle zone a 30 km/h. Il Comune non impugnerà la sentenza. Il primo cittadino chiarisce che "la pronuncia non mette in discussione il merito della misura", ricordando come nella stessa sentenza il Tar abbia escluso ogni valutazione sull'"opportunità e convenienza" della scelta, riconoscendo invece "il potere del Comune di riesercitare la funzione pianificatoria e di disciplina dei limiti di velocità". Il punto contestato riguarda infatti esclusivamente la modalità di redazione degli atti: il Comune, spiega Lepore, "ha già predisposto schede tecniche dettagliate, strada per strada, secondo i criteri indicati dal Tar e dalla direttiva ministeriale del 1 febbraio 2024". Per questo Palazzo d'Accursio valuta di non impugnare la sentenza, ritenendo "più rapido ed efficace" riemettere le ordinanze. Intanto restano attive tutte le zone 30 già esistenti al 31 dicembre 2023, a partire dal centro storico. L'amministrazione annuncia inoltre l'avvio della "fase 2" di Bologna Città 30, con un piano di interventi per il biennio 2026-27 che prevede opere di moderazione del traffico, riqualificazione urbana e messa in sicurezza in almeno 100 punti della città già nel 2026. Le risorse già stanziate nel Programma triennale dei lavori pubblici ammontano a circa 16 milioni di euro, tra fondi comunali ed europei.




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RIMINI: Capitale cultura, Comune sostiene candidatura di Forlì e Cesena

Anche Rimini scende in campo a sostegno della candidatura di Forlì e Cesena a Capitale della Cultura 2028, aderendo al ‘Patto tra i Sindaci’. La Giunta comunale nell’ultima seduta ha approvato la sottoscrizione dell’accordo promosso dal Comune di Forlì che, insieme a Cesena, è in corsa per l’importante riconoscimento del Ministero della Cultura. Obiettivo del Patto, per il quale sono stati coinvolti una trentina di comuni delle Province di Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna e il Comune di Marradi, è allargare la proposta del dossier al territorio della Romagna e valorizzarne il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico della Romagna, rafforzando la cooperazione istituzionale e promuovendo un modello di sviluppo capace di generare crescita culturale, sociale ed economica. Attraverso il Patto, che ha una durata triennale, i Comuni firmatari si impegnano a collaborare nella progettazione e nell’attuazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura, a condividere strumenti di coordinamento e monitoraggio e ad attivarsi per reperire le risorse necessarie alla realizzazione dei progetti. “Un percorso che Rimini conosce e condivide, forte dell’intensa e arricchente esperienza vissuta due anni fa con la candidatura della Città a Capitale italiana della cultura 2026 –sottolinea l’assessore alla Cultura Michele Lari - che ha visto Rimini arrivare tra le dieci finaliste e presentare a Roma, al Ministero, il proprio dossier, oggi peraltro alla base del lavoro che si sta portando avanti sul primo Piano Strategico della Cultura. Al fianco della delegazione riminese, quel 4 marzo 2024, erano presenti anche i rappresentanti dei comuni di Ravenna, Faenza, Lugo, Cesena e Forlì, a testimoniare come attraverso le relazioni tra città e la valorizzazione delle specificità di ogni territorio, sia possibile creare un grande racconto capace di affermare l’identità della Romagna a livello nazionale e non solo, nelle sue diverse sfaccettature. Ecco perché sosteniamo con convinzione la candidatura di Forlì e Cesena a Capitale Italiana della Cultura 2028”.