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RIMINI: Chiusure domenicali, inedita alleanza Cgil-Confcommercio | VIDEO

Inedita sintonia tra Confcommercio e Cgil sulle chiusure domenicali della grande distribuzione. Se i commercianti lamentano lo spopolamento dei centri storici, i lavoratori chiedono migliori condizioni di lavoro.

 

Chi l’avrebbe mai detto che datori di lavoro e lavoratori fossero sulla stessa lunghezza d’onda in merito alle chiusure domenicali. Eppure, a 15 anni dal decreto ‘Salva Italia’, il fronte del “sempre aperto” vacilla. A Rimini, il presidente di Confcommercio Giammaria Zanzini lancia l’allarme: 140 mila imprese perse in Italia dal 2012 e centri storici svuotati. Un declino riscontrato anche da Filcams Cgil.

“Si è scoperto quello che sosteniamo dal 2011, il fatto che liberalizzare le aperture non portasse alcun tipo di beneficio ai consumi né alla qualità di vita dei lavoratori – afferma Francesco Guitto, segretario generale Filcams Cgil Rimini -. Quando le ore di lavoro sono aumentate siamo di fronte a lavoro precari o part-time involontari”.

Numeri alla mano, per Confcommercio le liberalizzazioni non hanno aiutato il commercio di vicinato. In dieci anni solo in provincia di Rimini sono state oltre 700 le serrande abbassate. Per Guitto, la competizione attuale è diventata una forma di dumping che penalizza tutti. “Non vogliamo fare i ‘talebani’ – precisa il sindacalista -, cioè non diciamo che bisogna chiudere tutto indistintamente la domenica, però è arrivato il momento un attimino di regolamentare”.

Eppure c’è chi obietta. In una zona turistica come la Romagna, è possibile chiudere la domenica? “Non è vera la narrazione secondo la quale, essendo un territorio a vocazione turistica, dobbiamo essere aperti dappertutto – dice Guitto -. Il bacino di consumatori ai quali ci si rivolge sarebbe distribuito nell'arco di più weekend. È chiaro che il bilancio va fatto su base annua”.




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FORLI’: Boom di prestiti di opere d’arte, Bongiorno, “riconoscimento del nostro patrimonio artistico”

Centottanta prestiti in meno di sei anni. I pregevoli capolavori forlivesi, custoditi presso i Musei Civici del San Domenico o facenti parte delle altre collezioni cittadine, sono sempre di più protagonisti di grandi eventi espositivi nazionali ed internazionali. Ultimo in ordine di tempo è il famoso dipinto di Lorenzo di Credi, “Ritratto di giovane donna”, più noto come la Dama dei Gelsomini, che fino al prossimo 18 ottobre potrà essere ammirato nell’ambito della mostra intitolata "Bellezza e Bruttezza. Reale, ideale, caricaturale nel Rinascimento", allestita presso la nota Galleria d'Italia di Milano. “La richiesta di prestiti pervenuta in questi ultimi 6 anni al Comune di Forlì” – afferma il vicesindaco, Vincenzo Bongiorno – “testimonia l’importanza e il valore dei capolavori conservati nelle nostre collezioni comunali e il riconoscimento di Forlì come città d’arte e di cultura a livello nazionale ed internazionale. Un aspetto da non sottostimare, ma anzi di cui essere orgogliosi, continuando a curarlo e a farlo crescere.” Firenze con la Galleria degli Uffizi e il Museo Nazionale di San Marco, Parigi con il Louvre, Varsavia con il Castello Reale, Milano con il Castello Sforzesco e le Gallerie d’Italia, Torino con il GAM, Bologna con la Pinacoteca Nazionale, Ferrara con Palazzo dei Diamanti, Trento e Rovereto con il Mart, Genova con Palazzo Reale, Mantova con Palazzo Te, Siena con Santa Maria della Scala, Gubbio con Palazzo dei Consoli, Macerata con Palazzo Buonaccorsi, Ravenna con il MAR, sono solo alcune delle città e degli istituti culturali in cui sono approdate in prestito le opere forlivesi, senza dimenticare le grandi mostre del San Domenico organizzate dalla Fondazione Cassa dei Risparmi in collaborazione con il Comune. “La particolare attenzione al nostro straordinario patrimonio artistico” – aggiunge il Vicesindaco – “è il frutto di un lungo e attento percorso di relazioni e collaborazione con i più importanti musei e istituzioni culturali di tutto il mondo. Questo significativo interesse del mondo espositivo per le nostre opere e la conseguente partecipazione a grandi mostre d’arte ha plurimi benefici: consolida il posizionamento del Museo Civico San Domenico nel panorama culturale italiano e internazionale, costituisce uno strumento importante di valorizzazione e promozione di Forlì e permette alle opere forlivesi di essere studiate ed apprezzate all’interno di nuovi ed inediti contesti.”