9 SETTEMBRE 2025

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9 SETTEMBRE 2025 - 17:51


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RIMINI: Ripristinata la targa dedicata a Lucio Battisti

Il Comune di Rimini ha riposizionato la targa dedicata a Lucio Battisti che era stata vandalizzata lo scorso Ferragosto. L'operazione è avvenuta proprio nella giornata del 27/o anniversario della morte del cantautore, avvenuta il 9 settembre del 1998, grazie al finanziamento dell'associazione 'Firenze in Armonia' che ha coperto integralmente il costo della nuova targa in marmo.

Durante il weekend di Ferragosto vandali avevano divelto la targa dalla rotonda di piazzale Fellini, gettandola tra i cespugli di via Fiume. La cerimonia di ripristino ha visto la partecipazione dell'assessore comunale ai Servizi Civici, Francesco Bragani e dei rappresentanti dell'associazione toscana. La rotonda porta il nome di Lucio Battisti dal novembre 2023, quando venne intitolata alla presenza della vedova Grazia Letizia Veronese che si era spesa perché a Rimini, città amata dal cantautore, ci fosse un luogo a lui dedicato. Federico Faldi, presidente dell'associazione 'Firenze in Armonia', aveva scritto al sindaco della città romagnola chiedendo di poter sostenere i costi dopo aver saputo del vandalismo. Durante la cerimonia ha consegnato all'assessore Bragani due targhe di ringraziamento per l'impegno del Comune nel ricordare Battisti: una sarà consegnata alla vedova del cantautore. La rotonda è diventata punto di riferimento per i fan di Battisti, che si riuniscono per commemorarne la figura anche con rievocazioni musicali. 




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MILANO: Uno Bianca, interrogati i Savi, Roberto non risponde ma Fabio parla

Enigmatico e sibillino davanti alle telecamere di 'Belve Crime', ma silenzioso con i magistrati bolognesi che sono andati ad interrogarlo nel carcere milanese di Bollate. Roberto Savi, uno dei capi della Banda della Uno Bianca, conferma la sua natura misteriosa, e avvalendosi della facoltà di non rispondere lascia cadere nel vuoto le dichiarazioni rilasciate nello studio di Francesca Fagnani, dove tra le altre cose aveva detto che alcune azioni criminali erano state 'imbeccate' dai Servizi e che il vero obiettivo della rapina all'armeria bolognese di via Volturno non erano le armi, ma uccidere l'ex carabiniere Pietro Capolungo. Il fratello Fabio, assistito dall'avvocata Emanuela Sabbi, risponde invece ad alcune domande dei pm, così come aveva fatto a Quarto Grado, seppur in trasmissione non aveva aggiunto nulla di nuovo alla storia già scritta del gruppo criminale, che tra il 1987 e il 1994 fece 23 morti e oltre cento feriti. Non c'è stata nessuna protezione della banda, nessun livello superiore, né una strategia del terrore, la sintesi della sua intervista televisiva, dove aveva ridimensionato le parole di Roberto in una sorta di duello a distanza sul piccolo schermo. Le dichiarazioni di Fabio ai pm sono secretate, ma da quello che si è potuto capire non avrebbero aggiunto informazioni particolarmente utili. A trent'anni dalle sentenze della Cassazione che hanno reso definitive le loro condanne, c'era attesa per gli interrogatori dei due fratelli - sentiti nella posizione di imputati in procedimento connesso - in particolare per quello di Roberto, 'il corto', assistito dall'avvocata Donatella Degirolamo, che avrebbe potuto spiegare meglio al capo della Procura di Bologna, Paolo Guido, e alla procuratrice aggiunta, Lucia Russo, le sue 'nuove verità', in particolare le ipotetiche coperture del gruppo. Niente di tutto questo però, visto che l'incontro con i pm è durato pochi minuti: il tempo di dichiarare la volontà di avvalersi della facoltà di non rispondere. "E' vergognoso che uno vada in tv per lanciare messaggi biascicati senza alcuna sostanza o prova possibile e quando vanno i magistrati a sentirlo non dica nulla. Questo conferma la totale inattendibilità del criminale", ha commentato Alberto Capolungo, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime. "E' ancora più grave che due assassini che hanno partecipato a tutti gli eventi diano versioni così contrastanti. Questo dimostra - ha aggiunto - che non possiamo assolutamente fidarci delle loro parole, illazioni o dei loro silenzi". Mentre il 'corto' e il 'lungo' si sono presi la scena, tra rivelazioni tutte da verificare, attacchi reciproci e messaggi lanciati via etere, proseguono le indagini della Procura di Bologna che sentirà anche tutti gli altri componenti della Banda ed è in attesa delle analisi del Ris su alcuni importanti reperti e identikit dell'epoca che potrebbero dare una svolta alle nuove indagini. I familiari delle vittime, che proprio oggi si sono riuniti nell'assemblea annuale dell'associazione, rilanciano, chiedendo di dare impulso a "nuove e più incisive attività investigative" e di investire "maggiori risorse umane, economiche e tecnologiche" per gli accertamenti.