4 SETTEMBRE 2025

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4 SETTEMBRE 2025 - 14:58


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FORLÌ: Gruppo 8, flash mob in Comune contro i licenziamenti | VIDEO

Continua la protesta dei lavoratori di Gruppo 8 e Sofalegname dopo la minaccia dei licenziamenti collettivi. Oggi c’è stato un flash mob davanti al Comune di Forlì in attesa della grande manifestazione di protesta di sabato.

«Per quanto anche le cartacce per terra possano rappresentare un problema, cerchiamo di lanciare un messaggio: lo sfruttamento è forse un problema più grande».
Ci sono tanti modi per amare Forlì, e uno di questi è difendere i diritti dei lavoratori. Con questo messaggio, gli operai di Sofalegname insieme al sindacato Sudd Cobas si sono presentati davanti all’ingresso del Comune con un volantino che riprende uno slogan lanciato dall’amministrazione alcune settimane fa.

Si tratta di un appello rivolto alle istituzioni per chiedere una maggiore partecipazione nella battaglia che riguarda i 40 operai pachistani di Sofalegname, ma soprattutto il sistema di subappalti messo in piedi dalla ditta madre, Gruppo 8, che ora minaccia lo stop alla produzione e un licenziamento di massa.
«Chiediamo – spiega Sarah Caudiero di Sudd Cobas – che venga presa una posizione comune sulla vertenza Gruppo 8: rispettare gli accordi, far ripartire la produzione, pagare gli stipendi ai lavoratori, saldare i debiti fiscali e con l’Inps, e quindi tutelare i posti di lavoro di tutti i lavoratori e le lavoratrici».

Un appello che è già stato accolto da molte realtà del territorio, che si ritroveranno sabato pomeriggio in Piazza della Vittoria per una grande manifestazione: «Difendere questi lavoratori vuol dire difendere il lavoro dignitoso, vuol dire difendere un futuro diverso per Forlì. La manifestazione ha ricevuto tantissime adesioni, ci aspettiamo una giornata importante e speriamo che le istituzioni possano cogliere anche questa occasione».




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EMILIA-ROMAGNA: La giunta regionale conferma che le diesel Euro 5 non saranno bloccate

Come anticipato, l’Emilia-Romagna sospende dal primo ottobre il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5 previsto nei nove Comuni con più di 100mila abitanti, misura che avrebbe coinvolto circa 90mila mezzi. La decisione, condivisa con le altre Regioni del bacino Padano, prevede un pacchetto di interventi alternativi per ridurre le emissioni inquinanti, con l’obiettivo di ottenere risultati almeno equivalenti a quelli del blocco. Tra le misure principali il posticipo al primo novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento nelle aree di pianura, l’estensione dalle 8 alle 19 delle limitazioni emergenziali alla circolazione e il divieto, sempre nelle fasi di maggiore criticità, di utilizzare impianti domestici a biomassa inferiori alla classe emissiva 5 stelle, includendo quindi anche quelli a 4 stelle. La Regione ha inoltre previsto un progetto da 10 milioni di euro per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate al fotovoltaico. “Utilizziamo fino in fondo gli strumenti previsti dalla normativa senza arretrare di un passo sulla qualità dell’aria e senza scaricare sulle famiglie, le fasce più fragili della popolazione e le imprese una limitazione che coinvolgerebbe circa 90mila veicoli”, affermano il presidente Michele de Pascale e l’assessora all’Ambiente e alla Mobilità Irene Priolo. Dal 2021, intanto, la Regione ha già stanziato circa 40,6 milioni di euro per sostituire generatori a biomassa inquinanti con impianti più efficienti o pompe di calore.