EMILIA-ROMAGNA: Doppio stop a Israele, dal porto di Ravenna alla fiera di Rimini | VIDEO
L’Emilia-Romana prende posizione contro Israele. Dalla Regione, come da Ravenna e Rimini arrivano due segnai forti contro il massacro che si sta compiendo a Gaza
Da una parte Ravenna, che blocca un carico di armi destinate all’esercito, dall’altra Rimini, che chiude le porte della fiera internazionale del turismo. Dall’Emilia-Romagna arriva un doppio segnale politico e simbolico contro Israele. Giovedì pomeriggio, nel porto di Ravenna, due container di munizioni provenienti dalla Repubblica Ceca e diretti a Haifa sono stati fermati prima dell’imbarco. L’intervento del sindaco Alessandro Barattoni, della presidente della Provincia Valentina Palli e del presidente della Regione Michele De Pascale, che hanno inviato una comunicazione formale alla società Sapir, ha impedito che i camion varcassero i cancelli dello scalo.
La decisione è arrivata dopo le proteste di martedì 16 settembre, quando migliaia di persone avevano sfilato lungo le banchine per chiedere lo stop al transito di armi verso Israele. Poche ore più tardi, a Rimini, un altro strappo: lo stand dell’ente del turismo israeliano non sarà presente al TTG Travel Experience, una delle principali fiere internazionali del settore, in programma dall’8 al 10 ottobre. La decisione è arrivata dopo la lettera inviata dal sindaco Jamil Sadegholvaad e dal presidente De Pascale, con cui si chiedeva di rivedere la partecipazione israeliana perché «inopportuna». «Non crediamo davvero che oggi sia eticamente e moralmente accettabile proporre come destinazioni di vacanza luoghi di guerra, terrore e morte», ha scritto il primo cittadino.
Dentro i confini italiani, il dibattito si è acceso: la segretaria del Pd Elly Schlein ha elogiato la presa di posizione delle amministrazioni locali, sottolineando come stiano «facendo quello che il governo non fa», mentre la ministra del Turismo Daniela Santanchè ha parlato di «decisione sorprendente e sbagliata» ricordando che «il turismo deve essere un ponte di pace». Una critica a cui ha risposto De Pascale: «In Emilia-Romagna sappiamo da che parte stare: con le vittime innocenti e gli ostaggi, mai con i governi criminali e le organizzazioni terroristiche»
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