3 LUGLIO 2025

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3 LUGLIO 2025 - 14:14


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EMILIA-ROMAGNA: Tutta la Riviera torna a essere balneabile

Tutta la Riviera dell'Emilia-Romagna è tornata ad essere balneabile. In base agli esiti degli esami di Arpae, l'agenzia per la protezione ambientale, è rientrato nella norma anche il tratto di Lido di Savio, nei pressi della foce del fiume, che martedì era risultato non balneabile




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EMILIA-ROMAGNA: Sanità, patto Regione-sindacati per tutela servizio pubblico | VIDEO

La regione Emilia Romagna e i segretari regionali delle tre sigle sindacali hanno firmato un patto per la difesa della sanità pubblica regionale: al centro la tutela di pazienti e lavoratori, il miglioramento dei servizi e la creazione di un confronto continuo su tutte le scelte per il futuro. Valorizzazione dei professionisti, medicina di territorio e sostenibilità economica: sono i punti dell’Agenda sanità, il patto firmato tra la regione Emilia Romagna e i sindacati Cgil, Cisl e Uil per difendere il servizio regionale pubblico e condividere tutte le scelte strategiche per il futuro.Tra i punti principali la valorizzazione delle competenze, assunzioni mirate e migliori condizioni contrattuali per fronteggiare la crisi occupazionale, la valutazione degli investimenti sotto l’aspetto organizzativo, tecnologico e clinico, la digitalizzazione dei sistemi e il rafforzamento della medicina territoriale con le Case di Comunità. "La sanità pubblica è il pilastro fondante dell'Emilia-Romagna: noi vogliamo difenderla e rafforzarla e per farlo serve l'aiuto di tutte e tutti- sottolinea de Pascale-. Oggi sigliamo un patto per un equo finanziamento, nel segno della giustizia sociale e dell'appropriatezza. Abbiamo fortemente voluto condividere questo documento con i sindacati, frutto di un anno di confronto e di lavoro insieme, perché senza il loro contributo non possiamo vincere questa battaglia: di fronte alla necessità di scelte importanti e complesse, non più rinviabili, serve un metodo partecipato, basato su un lavorocostante di discussione con i rappresentanti dei professionisti sanitari, così come con gli enti locali, le comunità e il terzo settore. È la cifra di questa Regione- prosegue il presidente-, alla quale non vogliamo rinunciare, convinti che la scelta di lavorare insieme sia uno dei segreti che ha permesso all'Emilia-Romagna di raggiungere i risultati che può vantare". "Di fronte al progressivo sottofinanziamento del servizio sanitario pubblico, l'Emilia-Romagna risponde mettendo in campo una strategia di scelte forti sia dal punto di vista organizzativo, sia da quello sanitario- spiega Fabi-: vogliamo investire in una medicina che sia sempre più di territorio e domiciliare, che punti sulla tecnologia per migliorare il rapporto con i pazienti e metta in campo nuove forme e strutture al passo con i tempi. Abbiamo bisogno, però, anche di un maggiore protagonismo delle donne e degli uomini della nostra sanità- aggiunge l'assessore-: in Emilia-Romagna medici, infermieri e operatori sanitari hanno una professionalità che va sempre di più valorizzata e l'intesa nasce proprio dalla consapevolezza di voler puntare su questo patrimonio di competenze che rappresenta la miglior ricchezza che abbiamo a disposizione". "L'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle forme di malessere sociale ci pongono di fronte a un profondo mutamento delle politiche in ambito sociosanitario- rimarca Conti-. Con la firma di oggi poniamo le basi per un confronto insieme ai sindacati che nei prossimi mesi porterà a un importante aggiornamento delle politiche regionali, a partire dall'aggiornamento del sistema di remunerazione dei servizi sociosanitari e successivamente a nuove modalità di accreditamento. Ne abbiamo bisogno- conclude l'assessora-, perché bisogni nuovi necessitano di misure nuove, più efficaci e al passo con i tempi, che sappiano valorizzare ancora di più l'indispensabile contributo delle realtà del Terzo settore e consolidano il rapporto tra sociale e sanitario in modo sempre più virtuoso". "Il protocollo di relazioni sindacali e l'Agenda sanità, letti insieme, declinano un metodo partecipativo e democratico di governo della sanità regionale che vede i sindacati confederali coinvolti in tutte le scelte più importanti dentro un'idea di sanità pubblica e universalistica, che parte dalla soddisfazione dei bisogni di cura e in base a quelli calibra gli investimenti- sottolinea Bussandri-. Al centro c'è la persona e la valorizzazione dei lavoratori del sistema in termini di formazione, carriera e salario. Questo metodo e questi contenuti vanno in netta controtendenza rispetto alle politiche del governo nazionale su salute e sanità e mirano al rafforzamento del sistema pubblico. In questa Regione, con queste tre intese- conclude il segretario della Cgil-, abbiamo messo le basi per difendere e rilanciare il modello emiliano-romagnolo nella sua essenza più profonda di garanzia dei diritti universali alla cura, alla salute e all'assistenza". "Firmiamo oggi delle intese che recuperano un metodo, che avevamo chiesto già in occasione della manovra fiscale dell'anno scorso- spiega Pieri-. Un confronto incentrato sui temi della sanità e del sociosanitario e della loro necessaria integrazione per dare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. Programmare e organizzare la sanità ospedaliera e territoriale, garantendo accesso alle cure in modo adeguato e uniforme in tutta la regione, gestendo anche l'annoso problema delle liste d'attesa, deve essere un obiettivo da realizzare senza rinvii. Perché non è solo un tema di risorse-aggiunge il segretario regionale Cisl-, ma di garantire servizi di qualità. Una qualità che deve tradursi anche in qualità dell'organizzazione e qualità del lavoro, dove aumentare i parametri di personale in servizio nelle Cra, ad esempio, significa dare una prima risposta nella giusta direzione. E' quindi fondamentale per la tenuta dell'intero sistema sanitario e socio sanitario puntare inoltre sulla valorizzazione del personale, che ha bisogno di risposte concrete e segnali tangibili immediati". "Questi accordi sono un passo importante, perché dopo tanto tempo si cerca di costruire una visione unica per la sanita regionale da Piacenza a Rimini- rimarca Borghetti, affrontando le sfide dell'innovazione e nel contempo di una gestione delle risorse che sappia tenere insieme le esigenze degli utenti, valorizzando il ruolo fondamentale del personale dipendente sanitario e integrando la sanità ospedaliera con la sanità di territorio. Sottolineiamo come elemento positivo il metodo della partecipazione alla riorganizzazione, che riconosce il valore di un vero confronto con Cgil, Cisl e Uil in tutto il territorio regionale. Nel quadro Nazionale molto critico sulla sanità- aggiunge il segretario regionale della Uil- e di fronte ad un sottofinanziamento nazionale che rimane un tema aperto sul quale la Uil è impegnata, è bene che la Regione provi a tenere la barra al centro ribadendo il ruolo del pubblico e cercando di mettere al centro i bisogni di Cittadini e Personale rispetto a modelli organizzativi astratti".