ROMAGNA: Infortuni e malattie professionali, CISL, “forte criticità” | VIDEO
Nel 2024, nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini sono stati accertati complessivamente 11.973 infortuni sul lavoro e 1.051 malattie professionali, secondo i dati INAIL. I casi mortali riconosciuti sono stati 12, distribuiti equamente tra le tre province. I numeri confermano una situazione ancora critica sul fronte della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Rispetto all’anno precedente, si registra un incremento degli infortuni in tutte le province: +1,87% a Forlì-Cesena (4.299 casi), +3,48% a Ravenna (4.396) e +2,36% a Rimini (3.248). Anche le malattie professionali mostrano una tendenza in crescita: +23,3% a Forlì-Cesena (708 casi), +20,7% a Rimini (169), mentre Ravenna segna un calo del 16,3% (174 casi). Le malattie professionali accertate riguardano patologie legate a esposizioni prolungate a fattori di rischio come sostanze nocive, movimentazione manuale dei carichi, posture scorrette e microtraumi ripetitivi. Si tratta di condizioni che si sviluppano nel tempo e che spesso richiedono iter complessi per il riconoscimento e l’accesso alle tutele. I settori più esposti risultano essere agricoltura, edilizia, manifattura e servizi alla persona. Il quadro generale evidenzia la necessità di interventi mirati sul piano della prevenzione, della formazione continua, del rafforzamento dei controlli e del coinvolgimento dei rappresentanti per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo l’analisi della CISL Romagna, è necessario considerare la sicurezza non come un costo ma come un investimento prioritario. Il sindacato sottolinea l’importanza di adottare sistemi di gestione avanzati, aumentare l’efficacia dei controlli e costruire una vera cultura della sicurezza che parta dalle scuole e coinvolga tutti i livelli aziendali.
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