A Bologna per presentare il libro “Dalla parte delle divise”, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi affronta i principali temi di sicurezza nazionale, dal Centro di permanenza per i rimpatri agli attacchi alle infrastrutture ferroviarie.
Sul Cpr, senza citare direttamente il sindaco Matteo Lepore, il ministro rivendica la competenza statale: “È una funzione dello Stato” e “non si può dire sempre no”. Per Piantedosi si tratta di uno strumento necessario per rendere effettive le espulsioni, mentre le opposizioni sarebbero dettate da “ragioni ideologiche”. Il Viminale intende andare avanti con il progetto anche in Emilia-Romagna.
Ampio il passaggio sull’ordine pubblico. “Non amo né i feriti né gli arrestati, amo molto di più una società in cui la libertà di manifestazione del pensiero possa essere garantita senza che ci siano né feriti né arresti”, ha dichiarato. E ha aggiunto: “Gli arresti da una parte e i feriti dall’altra non sono quello che perseguiamo. Dobbiamo fare in modo che queste cose siano prevenute il più possibile”. Un riferimento anche ad alcune decisioni giudiziarie sugli arresti durante le manifestazioni: “Mi pare di aver letto che in qualche caso è stato combinato a qualcuno di sottoporsi all’obbligo di firma compatibilmente con gli impegni che aveva”.
Sicurezza al centro anche per quanto riguarda le infrastrutture ferroviarie. I dati diffusi dal Viminale parlano di 49 attacchi alle linee delle Ferrovie dello Stato nel 2025, contro i 9 del 2024 e nessuno nel 2023