15 APRILE 2025

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15 APRILE 2025 - 16:28


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BOLOGNA: Consegnata la Turrita d’argento ai fondatori della Casa dei Risvegli | VIDEO

Il Comune di Bologna ha consegnato la Turrita d’argento ai fondatori della Casa dei Risvegli Luca De Nigris: un premio fortemente voluto dall’amministrazione per il loro impegno nel mondo sociale e sanitario a livello nazionale e europeo.

Un importante riconoscimento per l’impegno sociale e sanitario a Bologna e a livello nazionale e europeo. Il sindaco Matteo Lepore ha consegnato la Turrita d’argento a Fulvio De Nigris e Maria Vaccari fondatori della Casa dei Risvegli, creata dopo la scomparsa del figlio Luca. Un luogo divenuto struttura dell’Istituto di Scienze Neurologiche dell’Ausl di Bologna, nonché un centro di riabilitazione e ricerca d’eccellenza, in Italia e in Europa, che ospita 600 persone, che vede l’80% dei pazienti risvegliarsi dal coma e che ha nel suo segreto il ruolo e l’importanza della famiglia.

Le motivazioni del conferimento della Turrita d'argento a Fulvio De Nigris e Maria Vaccari

Fulvio De Nigris e Maria Vaccari rappresentano un esempio concreto di impegno civile e solidarietà nel campo dell'assistenza e della riabilitazione rivolta a persone con esiti di coma e gravi cerebrolesioni. Sono un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono fare la differenza nella società civile, promuovendo una cultura della cura, della ricerca e del sostegno alle famiglie che affrontano situazioni difficili.

Fulvio De Nigris giornalista professionista e Maria Vaccari insegnante. Due genitori che dopo la scomparsa del loro figlio Luca, a seguito di un periodo di coma e una gara di solidarietà che li aveva portati alle cure del figlio all’estero, non si sono abbandonati al dolore ma hanno messo al servizio della nostra città la loro esperienza di "familiari esperti”. Quel dolore li unisce ancora, dando loro la forza per continuare a rendersi protagonisti di una impresa straordinaria: il modello innovativo della "Casa dei Risvegli Luca De Nigris”, una struttura dell’Azienda Usl di Bologna IRCCS Istituto di Scienze Neurologiche, nata dall’impegno della loro associazione "Gli amici di Luca" ora diventata fondazione, un centro di riabilitazione e ricerca di eccellenza, riconosciuto in Italia e in Europa.

La "Casa dei Risvegli Luca De Nigris” è stata inaugurata nell'area dell’Ospedale Bellaria il 7 ottobre 2004 e pone in essere l'integrazione fra competenze medico-riabilitative e progetti professionali extra-sanitari supportati dall'associazione "Gli amici di Luca” con psicologi, educatori, operatori teatrali, musico terapeuti.

L'organismo di volontariato "Gli amici di Luca”, ora fondazione, ha svolto inoltre attività di ricerca attraverso il Centro Studi per la Ricerca sul Coma, di informazione e sensibilizzazione sul tema, di formazione di volontari qualificati che completano l'intervento dell'associazione nel percorso riabilitativo delle persone con esiti di coma per sorreggere le famiglie e lavorare insieme ad esse, per contrapporre una cultura della cura a una prassi dell'abbandono. La "Giornata Nazionale dei Risvegli per la ricerca sul coma - Vale La Pena” giunta alla ventisettesima edizione sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, anche undicesima Giornata europea dei risvegli con l'Alto patrocinio del Parlamento europeo (grazie alla diffusione della manifestazione tra nove paesi partner), è uno degli appuntamenti più importanti promossi dall'associazione. Il testimonial, l'artista Alessandro Bergonzoni, è ideatore e protagonista anche delle campagne sociali.

Fulvio De Nigris e Maria Vaccari hanno dato voce ai genitori e ai familiari di quasi 600 pazienti che in questi venti anni hanno popolato la "Casa dei Risvegli Luca De Nigris”, si sono resi protagonisti di un progetto straordinario portato avanti con il dott. Roberto Piperno e i professionisti dell’Azienda Usl di Bologna.

Il loro apporto alla nostra comunità è prezioso per molteplici motivi: per aver contribuito a creare un nuovo modello di assistenza, per aver sostenuto la qualità della vita e l'integrazione delle persone con esiti di coma, per avere dimostrato che la società civile può essere un motore di cambiamento e di innovazione nel settore sociale e sanitario.

Per queste motivazioni il Sindaco e l'Amministrazione comunale di Bologna conferiscono a Fulvio De Nigris e Maria Vaccari la Turrita d'argento.




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EMILIA-ROMAGNA: Sanità, patto Regione-sindacati per tutela servizio pubblico | VIDEO

La regione Emilia Romagna e i segretari regionali delle tre sigle sindacali hanno firmato un patto per la difesa della sanità pubblica regionale: al centro la tutela di pazienti e lavoratori, il miglioramento dei servizi e la creazione di un confronto continuo su tutte le scelte per il futuro. Valorizzazione dei professionisti, medicina di territorio e sostenibilità economica: sono i punti dell’Agenda sanità, il patto firmato tra la regione Emilia Romagna e i sindacati Cgil, Cisl e Uil per difendere il servizio regionale pubblico e condividere tutte le scelte strategiche per il futuro.Tra i punti principali la valorizzazione delle competenze, assunzioni mirate e migliori condizioni contrattuali per fronteggiare la crisi occupazionale, la valutazione degli investimenti sotto l’aspetto organizzativo, tecnologico e clinico, la digitalizzazione dei sistemi e il rafforzamento della medicina territoriale con le Case di Comunità. "La sanità pubblica è il pilastro fondante dell'Emilia-Romagna: noi vogliamo difenderla e rafforzarla e per farlo serve l'aiuto di tutte e tutti- sottolinea de Pascale-. Oggi sigliamo un patto per un equo finanziamento, nel segno della giustizia sociale e dell'appropriatezza. Abbiamo fortemente voluto condividere questo documento con i sindacati, frutto di un anno di confronto e di lavoro insieme, perché senza il loro contributo non possiamo vincere questa battaglia: di fronte alla necessità di scelte importanti e complesse, non più rinviabili, serve un metodo partecipato, basato su un lavorocostante di discussione con i rappresentanti dei professionisti sanitari, così come con gli enti locali, le comunità e il terzo settore. È la cifra di questa Regione- prosegue il presidente-, alla quale non vogliamo rinunciare, convinti che la scelta di lavorare insieme sia uno dei segreti che ha permesso all'Emilia-Romagna di raggiungere i risultati che può vantare". "Di fronte al progressivo sottofinanziamento del servizio sanitario pubblico, l'Emilia-Romagna risponde mettendo in campo una strategia di scelte forti sia dal punto di vista organizzativo, sia da quello sanitario- spiega Fabi-: vogliamo investire in una medicina che sia sempre più di territorio e domiciliare, che punti sulla tecnologia per migliorare il rapporto con i pazienti e metta in campo nuove forme e strutture al passo con i tempi. Abbiamo bisogno, però, anche di un maggiore protagonismo delle donne e degli uomini della nostra sanità- aggiunge l'assessore-: in Emilia-Romagna medici, infermieri e operatori sanitari hanno una professionalità che va sempre di più valorizzata e l'intesa nasce proprio dalla consapevolezza di voler puntare su questo patrimonio di competenze che rappresenta la miglior ricchezza che abbiamo a disposizione". "L'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle forme di malessere sociale ci pongono di fronte a un profondo mutamento delle politiche in ambito sociosanitario- rimarca Conti-. Con la firma di oggi poniamo le basi per un confronto insieme ai sindacati che nei prossimi mesi porterà a un importante aggiornamento delle politiche regionali, a partire dall'aggiornamento del sistema di remunerazione dei servizi sociosanitari e successivamente a nuove modalità di accreditamento. Ne abbiamo bisogno- conclude l'assessora-, perché bisogni nuovi necessitano di misure nuove, più efficaci e al passo con i tempi, che sappiano valorizzare ancora di più l'indispensabile contributo delle realtà del Terzo settore e consolidano il rapporto tra sociale e sanitario in modo sempre più virtuoso". "Il protocollo di relazioni sindacali e l'Agenda sanità, letti insieme, declinano un metodo partecipativo e democratico di governo della sanità regionale che vede i sindacati confederali coinvolti in tutte le scelte più importanti dentro un'idea di sanità pubblica e universalistica, che parte dalla soddisfazione dei bisogni di cura e in base a quelli calibra gli investimenti- sottolinea Bussandri-. Al centro c'è la persona e la valorizzazione dei lavoratori del sistema in termini di formazione, carriera e salario. Questo metodo e questi contenuti vanno in netta controtendenza rispetto alle politiche del governo nazionale su salute e sanità e mirano al rafforzamento del sistema pubblico. In questa Regione, con queste tre intese- conclude il segretario della Cgil-, abbiamo messo le basi per difendere e rilanciare il modello emiliano-romagnolo nella sua essenza più profonda di garanzia dei diritti universali alla cura, alla salute e all'assistenza". "Firmiamo oggi delle intese che recuperano un metodo, che avevamo chiesto già in occasione della manovra fiscale dell'anno scorso- spiega Pieri-. Un confronto incentrato sui temi della sanità e del sociosanitario e della loro necessaria integrazione per dare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. Programmare e organizzare la sanità ospedaliera e territoriale, garantendo accesso alle cure in modo adeguato e uniforme in tutta la regione, gestendo anche l'annoso problema delle liste d'attesa, deve essere un obiettivo da realizzare senza rinvii. Perché non è solo un tema di risorse-aggiunge il segretario regionale Cisl-, ma di garantire servizi di qualità. Una qualità che deve tradursi anche in qualità dell'organizzazione e qualità del lavoro, dove aumentare i parametri di personale in servizio nelle Cra, ad esempio, significa dare una prima risposta nella giusta direzione. E' quindi fondamentale per la tenuta dell'intero sistema sanitario e socio sanitario puntare inoltre sulla valorizzazione del personale, che ha bisogno di risposte concrete e segnali tangibili immediati". "Questi accordi sono un passo importante, perché dopo tanto tempo si cerca di costruire una visione unica per la sanita regionale da Piacenza a Rimini- rimarca Borghetti, affrontando le sfide dell'innovazione e nel contempo di una gestione delle risorse che sappia tenere insieme le esigenze degli utenti, valorizzando il ruolo fondamentale del personale dipendente sanitario e integrando la sanità ospedaliera con la sanità di territorio. Sottolineiamo come elemento positivo il metodo della partecipazione alla riorganizzazione, che riconosce il valore di un vero confronto con Cgil, Cisl e Uil in tutto il territorio regionale. Nel quadro Nazionale molto critico sulla sanità- aggiunge il segretario regionale della Uil- e di fronte ad un sottofinanziamento nazionale che rimane un tema aperto sul quale la Uil è impegnata, è bene che la Regione provi a tenere la barra al centro ribadendo il ruolo del pubblico e cercando di mettere al centro i bisogni di Cittadini e Personale rispetto a modelli organizzativi astratti".