EMILIA-ROMAGNA: Alluvione, De Pascale, "C'è un clima di maggiore coesione fra le varie istituzioni'
"Ho avuto una telefonata con Meloni che ci ha è espresso solidarietà e con il commissario Curcio stiamo lavorando molto bene: questo clima di maggiore coesione fra le istituzioni è importante, però i cittadini vogliono vedere i fatti, quindi adesso siamo tutti chiamati a trasformare questo clima di coesione istituzionale in un'accelerazione vera". Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, che ha parlato dei lavori post alluvione a margine di un'iniziativa dei vigili del fuoco a Bologna. "Adesso - dice - attendiamo a giorni il decreto che dovrebbe fondere le due emergenze, quella del '23 e del '24, per Bologna è molto rilevante, visto che i danni maggiori li ha avuti nel '24. Noi come regione siamo impegnati a migliorarci e dare allerte tempestive e corrette, sempre col principio di precauzione, Io ho fatto il sindaco per tanti anni, ho preso i rimbrotti e proteste quando c'era l'allerta e l'evento non si verificava, ma ho sempre pensato che fosse mio dovere prendere quei rimbrotti perché la tutela delle persone fondamentale". Il maltempo che ha interessato l'Emilia-Romagna nei giorni scorsi, "è stato un evento di minore intensità rispetto ai precedenti, quindi non dobbiamo farci prendere da ottimismi ingiustificati. D'altra parte però tutti gli interventi, le manutenzioni e il rifacimento degli argini hanno dato buona prova di sé e anzi le criticità, tipo il Lamone a Bagnacavallo, sono legate alle parti dove si sarebbe dovuti intervenire ma non si è ancora intervenuti". Lo ha detto, commentando il maltempo dei giorni scorsi, il presidente dell'Emilia-Romagna Michele de Pascale
"Un'altra ordinanza molto urgente è quella che riguarda le delocalizzazioni": lo ha ribadito il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale a proposito dei provvedimenti sul post alluvione. "Le delocalizzazioni - ha detto - in pianura praticamente non hanno senso perché tutta l'area esterna agli argini è in condizioni di pericolo, con i fiumi che attraversano le città. Stiamo parlando soprattutto della zona collinare, di quelle abitazioni che sono dentro la golena del fiume e che è impossibile proteggere: in quei casi è doveroso e sensato offrire la possibilità alle persone di avere un indennizzo e magari investire in una casa in una posizione più sicura".
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