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BOLOGNA: Passante, De Pascale, “un’opera che va realizzata totalmente” | VIDEO

A margine di un incontro sull’alluvione in Emilia Romagna, il Presidente della regione Michele De Pascale ha fatto il punto sulla realizzazione del passante di Bologna, dopo l’incontro con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

"Quello che costa costa, il Passante è un'opera che va fatta nelle modalità e con l'accordo raggiunto con la città di Bologna. L'opera va difesa nella sua interezza". Lo ha detto il presidente della Regione, Michele de Pascale, dopo l’incontro con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il Presidente, con Salvini che ha sottolineato come in questo momento c'è una trattativa serrata con Aspi su due grandi opere, come il Passante di Bologna e la Gronda di Genova, chiede che l'opera sia realizzata completamente, con il cantiere che è già partito, creando non pochi disagi alla città di Bologna.

  "Il ministro Salvini - dice il Presidente della regione E-R Michele De Pascale -  ci ha rappresentato che, comprensibilmente, in questo momento c'è una trattativa serrata con Aspi su due grandi opere, che sono il Passante di Bologna e la Gronda di Genova, che hanno visto una lievitazione dei costi come tutte le grandi opere che vediamo noi nel territorio. Non è un incremento patologico, ma purtroppo lo vediamo in tutta Italia. Noi chiediamo che l'opera sia realizzata nella sua interezza, che il cantiere che è già partito e ha già creato disagi alla città di Bologna, vada avanti e veda una sua consequenzialità. Siamo molto concreti e pragmatici e tutti siamo pronti con il Comune di Bologna a sederci ad un tavolo per definire tempi e compatibilità con altre opere" tra cui i cantieri del tram. Siamo davanti a una complessità molto molto avanzata - aggiunge de Pascale - e siamo pronti a ragionare nel merito, ma noi siamo perché l'opera prosegua esattamente come è stata definita. Le compensazioni non sono un orpello, ma parte integrante di quanto definito con la città di Bologna".




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ROMA: Valditara, "scrivere l'Italia agli italiani è condivisibile"

"L'affermazione 'l'Italia agli italiani' non solo non ha nulla di censurabile, ma è senz'altro condivisibile, poiché comprende tutti i cittadini del nostro Paese. È una frase più volte ripetuta dai movimenti politici che costituiscono il Governo". Lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara durante il question time alla Camera, rispondendo a un'interrogazione di Rossano Sasso (Futuro Nazionale). Il ministro ha aggiunto: "Dopo le decisioni assunte dal Consiglio di classe del Liceo Monti di Cesena sulla condotta dei due studenti che hanno esposto uno striscione con la scritta 'l'Italia agli italiani', ho avviato una verifica, in corso, con l'Ufficio Scolastico dell'Emilia-Romagna". Valditara ha premesso di non avere alcun potere sul processo valutativo del singolo Consiglio di classe, ma ha precisato che l'accertamento mira a chiarire se l'assegnazione di un approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio "Gli africani siamo noi" sia stata in qualche modo condizionata dalla vicenda dello striscione, oppure motivata unicamente dalla violazione delle regole di condotta scolastica, come previsto dalle norme recentemente introdotte. Qualora dall'ispezione emergesse un collegamento tra il contenuto dell'elaborato critico e l'espressione dello striscione — anziché con la violazione disciplinare — si tratterebbe, secondo il ministro, di "un episodio grave, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti". Valditara ha inoltre ricordato che la sua riforma del comportamento prevede provvedimenti disciplinari con finalità educativa, volti al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti nella comunità scolastica: "In nessun caso può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui. Lo stesso Statuto delle studentesse e degli studenti stabilisce che non si può sanzionare uno studente per il suo pensiero politico". Il ministro ha citato anche una circolare che invita a stimolare spirito critico, pluralismo e dibattito, contrastando ogni forma di indottrinamento, "partendo dal presupposto che la grande missione della scuola sia educare a essere liberi da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie". La replica del Pd Dura la reazione di Irene Manzi, responsabile scuola del Pd e capogruppo in commissione Istruzione alla Camera: "Un ministro della Repubblica, che rappresenta le istituzioni di tutti e non di una parte politica, ha giustificato la frase 'L'Italia agli italiani' affermando, anche nelle settimane scorse, che essa è patrimonio della destra italiana moderna e che l'hanno usata, fra gli altri, la Lega e Fratelli d'Italia. Come se il fatto che una frase sia nel vocabolario dei partiti di governo la rendesse automaticamente accettabile. Non è così: quella frase appartiene al lessico del peggior suprematismo, e nessuna appartenenza partitica la rende meno grave. Anzi, che venga sdoganata da un ministro la rende ancora più pericolosa". Manzi ha aggiunto: "C'è qualcosa di ancora più preoccupante: mandare ispettori negli istituti a contestare l'elaborato critico assegnato agli studenti di Cesena, in virtù di una legge che lui stesso ha voluto e scritto, banalizza costantemente il compito della funzione educativa e didattica che quotidianamente si compie nelle classi. Anzi, lo mette sotto accusa. Questo governo ha trasformato le istituzioni scolastiche in un terreno di controllo e perenne scontro politico, contrastando sistematicamente l'autonomia degli insegnanti e condizionando ogni voce libera con la minaccia della sanzione disciplinare".