3 FEBBRAIO 2025

10:44

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

1609 visualizzazioni


3 FEBBRAIO 2025 - 10:44


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

1609 visualizzazioni



TV: Su Teleromagna, il documentario sulle lacrimazioni della Madonna di Fatima | FOTO

Verrà messo in onda su Teleromagna, il documentario «Non mi hanno accolta», che  ricostruisce gli eventi straordinari della parrocchia San Pier Damiani all'epoca dell'episcopato di monsignor Tonini. La messa in onda sul canale 14 del digitale terrestre, avverrà nei seguenti orari:4 febbraio alle 19:30; 5 febbraio alle 23:30; 6 febbraio alle 18:00. Il documentario, realizzato da Simone Ortolani, Antonella Rustignoli, Ludovica Amati e Luigi Schiavoni, ripercorre gli straordinari eventi accaduti presso la chiesa di San Pier Damiano a Ravenna a partire dagli anni '70. La narrazione si concentra sulla statua in gesso della Madonna di Fatima, che il 12 settembre 1972, alle 10:30, iniziò a lacrimare, attirando l'attenzione di fedeli e pellegrini provenienti da tutta Europa. La statua divenne oggetto di particolare venerazione da parte di padre Guglielmo Gattiani, recentemente proclamato venerabile servo di Dio da papa Francesco, e di don Stefano Gobbi, fondatore del Movimento sacerdotale mariano. Il documentario fa inoltre riferimento alla guarigione inspiegabile di Giordano Valenti di Lugo, il cui rene prodigiosamente ricrebbe dopo che la moglie e la figlia avevano pregato davanti alla statua. Questo evento fu ritenuto scientificamente inspiegabile dal professor Pietro Zucchelli, nefrologo dell'Ospedale Malpighi di Bologna e successivamente presidente della Società Italiana di Nefrologia.

«Il nostro obiettivo è ricostruire la vicenda con obiettività, basandoci su documenti e testimonianze», afferma Antonella Rustignoli. «Riteniamo che una ricostruzione equilibrata dei fatti possa essere utile per l'autorità ecclesiastica, per favorire la verità storica e una comprensione approfondita di quanto accaduto. Auspichiamo che la chiesa di San Pier Damiano possa diventare un santuario mariano».

 

«Abbiamo esplorato le vicende sulla base delle fonti disponibili», sottolinea Simone Ortolani. «Alcune di esse sono pubblicabili, mentre altre è più corretto che rimangano riservate per ragioni di privacy. Tuttavia, è fondamentale distinguere i fatti dai pettegolezzi che circolavano in alcuni ambienti locali, i quali hanno influenzato la narrazione dell'intera vicenda. La documentazione e le testimonianze dirette, invece, sono essenziale per fare luce anche su questa situazione».




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

EMILIA-ROMAGNA: La giunta regionale conferma che le diesel Euro 5 non saranno bloccate

Come anticipato, l’Emilia-Romagna sospende dal primo ottobre il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5 previsto nei nove Comuni con più di 100mila abitanti, misura che avrebbe coinvolto circa 90mila mezzi. La decisione, condivisa con le altre Regioni del bacino Padano, prevede un pacchetto di interventi alternativi per ridurre le emissioni inquinanti, con l’obiettivo di ottenere risultati almeno equivalenti a quelli del blocco. Tra le misure principali il posticipo al primo novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento nelle aree di pianura, l’estensione dalle 8 alle 19 delle limitazioni emergenziali alla circolazione e il divieto, sempre nelle fasi di maggiore criticità, di utilizzare impianti domestici a biomassa inferiori alla classe emissiva 5 stelle, includendo quindi anche quelli a 4 stelle. La Regione ha inoltre previsto un progetto da 10 milioni di euro per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate al fotovoltaico. “Utilizziamo fino in fondo gli strumenti previsti dalla normativa senza arretrare di un passo sulla qualità dell’aria e senza scaricare sulle famiglie, le fasce più fragili della popolazione e le imprese una limitazione che coinvolgerebbe circa 90mila veicoli”, affermano il presidente Michele de Pascale e l’assessora all’Ambiente e alla Mobilità Irene Priolo. Dal 2021, intanto, la Regione ha già stanziato circa 40,6 milioni di euro per sostituire generatori a biomassa inquinanti con impianti più efficienti o pompe di calore.