12 FEBBRAIO 2025

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12 FEBBRAIO 2025 - 17:38


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EMILIA-ROMAGNA: Nel 2025 saranno raddoppiati stanziamenti per la manutenzione di corsi d’acqua, costa e frane

La Regione anticipa l’approvazione del bilancio 2025-27 dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile dandole così piena operatività e disponibilità dei fondi, senza dover aspettare il termine dell’esercizio provvisorio, previsto per fine aprile. Un passaggio al quale si aggiunge il raddoppio nel prossimo bilancio di previsione della Regione dei fondi dedicati alla manutenzione dei corsi d’acqua, della costa e delle frane: passeranno, infatti, da quasi 24 a circa 50 milioni di euro, rappresentando così uno degli stanziamenti più importanti di sempre, per quest’ambito, in Emilia-Romagna.

A confermarlo la sottosegretaria alla Presidenza, con delega alla Protezione Civile, Manuela Rontini, che oggi ha presentato la relazione gestionale 2024 e il bilancio di previsione 2025-27 dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile nelle commissioni Bilancio e Territorio, Ambiente e Mobilità dell’Assemblea Legislativa, riunite in seduta congiunta e che hanno dato parere favorevole.

“A una situazione di emergenza dobbiamo rispondere con misure straordinarie, come ci chiede chi è stato pesantemente colpito dal maltempo di questo ultimo anno e mezzo- ha spiegato Rontini-. Approvare il bilancio 2025-27 dell’Agenzia tra i primi atti nella nuova legislatura rappresenta un gesto significativo e concreto che ci permetterà di continuare con gli interventi di manutenzione e messa in sicurezza del territorio”.

Quanto al raddoppio dei fondi, prosegue la sottosegretaria, “si tratta di risorse inizialmente non previste a fine 2024, quando il bilancio dell’Agenzia andava chiuso, e che abbiamo scelto di aggiungere in vista del prossimo bilancio di previsione della Regione, perché la manutenzione dei fiumi, delle frane e della costa è una delle condizioni imprescindibili per la messa in sicurezza del nostro territorio. Manteniamo, dunque- ha concluso Rontini- con un atto concreto la promessa, più volte espressa anche dal presidente de Pascale, di indicare la ricostruzione e la lotta al dissesto idrogeologico come priorità di questo mandato”.

L’aumento dei fondi andrà in gran parte a coprire spese e progetti di manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre a finanziare anche il potenziamento del personale dell’Agenzia.

Il bilancio nel dettaglio

Per il 2025 il bilancio, tra spese correnti e spese in conto capitale, è di oltre 39 milioni di euro, trasferiti dalla Regione in attesa delle ulteriori risorse del bilancio regionale. A questi si aggiungono fondi già programmati del Governo, fondi europei e del Pnrr: tutte risorse gestite dall'Agenzia stessa. In dettaglio, per le annualità 2025-27 saranno gestiti, oltre ai fondi regionali, fondi Fsc per 27 milioni di euro, 16,5 milioni di fondi Fesr e 61 milioni dal Pnrr, oltre a 285 milioni di euro dal commissario straordinario per l’alluvione di maggio 2023.

Per le attività di presidio sulla trasformazione del territorio, nel 2024 si sono concluse 2.454 istanze. In particolare, relativamente a procedimenti connessi al rischio idraulico, sono pervenute 2017 istanze, 34 relative alle attività estrattive e 87 per la navigazione interna.

Per approfondire la conoscenza del territorio, utile a gestire i rischi e affrontare efficacemente le emergenze, l’Agenzia ha in corso 10 convenzioni con Università e Centri di competenza, oltre a quella con il Centro funzionale di Arpae sull’allertamento; il tutto per un investimento complessivo annuo di 775mila euro.

A questi si aggiungono 223mila euro per piattaforme di gestione dati sul rischio idraulico. Tra tutte si segnala la nuova piattaforma per la simulazione degli allagamenti, che sarà ospitata dal supercalcolatore Margherita.    

Per il potenziamento delle strutture del sistema regionale di Protezione civile sono stati investiti circa 704mila euro. Inoltre, sono 11 le convenzioni attive e 39 i poli logistici strategici. Tutte le prefetture hanno sottoscritto un accordo per la gestione operativa e sale operative integrate, caso unico a livello nazionale.

Fondamentale, fra le attività dell’Agenzia, quella della gestione delle emergenze, con ben 155 allerte emesse sul territorio regionale da inizio 2024 a fine ottobre, in aumento rispetto agli anni precedenti. Nel corso dell’anno la Sala operativa regionale è stata aperta in via straordinaria in occasione di 14 eventi emergenziali.

Sul fonte della prevenzione, è proseguita anche nel 2024 la fase di sperimentazione del sistema di allarme pubblico IT-Alert con test su specifiche tipologie di rischio (incidente industriale rilevante e collasso grandi dighe). Complessivamente, sono state sei le giornate di test alla popolazione che hanno coperto tutte le province dell’Emilia-Romagna.

A oggi, in regione sono in vigore 10 stati di emergenza, di cui 4 dichiarati nel 2024, a cui si aggiunge uno stato di crisi regionale. Per gli interventi urgenti e di messa in sicurezza connessi a stati emergenziali sono stati investiti oltre 252 milioni per il periodo 2020-24.

Uno dei pilastri dell’attività dell’Agenzia è rappresentato dal volontariato di Protezione civile. Dopo il leggero calo del numero totale dei volontari registrato nel 2023, oggi il numero è cresciuto arrivando a quota 19.423, di cui 16.129 operativi, che afferiscono a 449 organizzazioni. Lo scorso anno sono stati assegnati contributi per più di 2 milioni e 746mila euro alle 7 organizzazioni regionali e ai 9 coordinamenti provinciali del volontariato.




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EMILIA-ROMAGNA: Affitti brevi, Corte costituzionale conferma competenza delle Regioni a intervenire

“La sentenza riconosce la competenza delle Regioni a intervenire su una questione che riguarda da vicino la qualità della vita delle nostre città e il diritto all’abitare. Prendiamo atto dei rilievi formulati dalla Corte su due specifiche disposizioni e ne approfondiremo le motivazioni per procedere ai necessari adeguamenti. Resta fermo il nostro impegno a lavorare, insieme ai Comuni, per un equilibrio tra sviluppo turistico e tutela della residenzialità”. Così l’assessore regionale alla Casa, Giovanni Paglia, sulla sentenza con cui la Corte costituzionale si è pronunciata sul ricorso presentato dal Governo circa la legge regionale sugli affitti brevi, approvata lo scorso anno dall’Emilia-Romagna. La pronuncia, che riconosce la competenza delle Regioni a intervenire in materia anche attraverso strumenti urbanistici e respinge le censure relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza, riguarda due specifiche disposizioni della normativa, gli articoli 4 e 5. Le restanti disposizioni della legge regionale rimangono in vigore. La legge regionale ha introdotto la destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’ e previsto la possibilità per i Comuni di stabilire limiti percentuali alle locazioni turistiche nelle zone più sensibili, oltre a restrizioni sui frazionamenti e sulle demolizioni finalizzati a nuove destinazioni per affitti brevi. Nella sentenza, la Corte riconosce che il contrasto all’overtourism rappresenta un obiettivo meritevole di tutela, ma ritiene che l’articolo 4 sia sproporzionato rispetto alle finalità perseguite, poiché applicabile all’intero territorio regionale, senza distinzioni tra le diverse realtà locali. La Consulta rileva inoltre una disparità di trattamento tra chi gestisce locazioni turistiche e chi opera nel settore delle strutture ricettive extralberghiere. Quanto all’articolo 5, che disciplina l’insediamento della nuova destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’, la Corte osserva che le criticità individuate nell’articolo 4 si riflettono anche su questa disposizione. “La scelta dell’Emilia-Romagna nasce dalla necessità di affrontare un fenomeno che in alcune città e territori sta incidendo sempre di più sulla disponibilità di abitazioni per chi vi risiede stabilmente-afferma l’assessore Paglia-. Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per la nostra economia, ma la sua crescita deve potersi accompagnare alla tutela del diritto all’abitare e alla possibilità, per le comunità locali, di continuare a vivere nei propri centri urbani. È su questo equilibrio che abbiamo costruito il nostro intervento legislativo, nella convinzione che le Regioni debbano poter esercitare pienamente le proprie competenze per affrontare problemi concreti che interessano le comunità. La sentenza riconosce questa possibilità e respinge le contestazioni del Governo relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza. Allo stesso tempo, la Corte individua alcuni aspetti della disciplina che richiedono una revisione: approfondiremo le motivazioni insieme agli esperti che hanno seguito il percorso normativo, per individuare le soluzioni più appropriate, nel pieno rispetto delle indicazioni della Corte. L’obiettivo resta quello di mettere a disposizione dei Comuni strumenti efficaci e proporzionati, capaci di rispondere alle diverse esigenze dei territori, ma quando la Corte Costituzionale interviene- conclude Paglia- non si discute, ci si adegua”.