7 DICEMBRE 2025

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7 DICEMBRE 2025 - 10:30


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FORLI’: Si concludono gli eventi per 80esimo di Legacoop Romagna | VIDEO

Nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, Legacoop associa 362 cooperative, che sviluppano un valore della produzione pari a 7,5 miliardi di euro e occupano più di 25mila lavoratori. Con questi numeri, Legacoop Romagna chiude l’anno che porta con sé un importante anniversario. 

Dopo un anno di eventi si concludono le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario di Legacoop Romagna. Tra i momenti più significativi, l’incontro tra Re Carlo, il Presidente Mattarella e le cooperative di braccianti. A Palazzo Sidera di Forlì, oltre duecento cooperatori da tutta la Romagna, rappresentanti del mondo istituzionale ed economico del territorio hanno partecipato all’appuntamento dal titolo, 80anni di futuro . Durante l’incontro è stato presentato anche il libro di Tito Menzani , quarantacinque la rinascita della lega delle cooperative nella Romagna del secondo dopo guerra. Il volume indaga, attraverso fonti inedite e un ampio corredo fotografico, gli anni successivi al conflitto, dal punto di vista di coloro che fecero ripartire le imprese cooperative, dopo la drammatica parentesi del ventennio e la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

Menzani ha presentato la propria ricerca al pubblico, mentre lo scrittore e attore Roberto Mercadini ha contestualizzato con il suo intervento come la cooperazione abbia rappresentato un pilastro fondamentale per la ricostruzione sociale ed economica della Romagna.




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EMILIA-ROMAGNA: Affitti brevi, Corte costituzionale conferma competenza delle Regioni a intervenire

“La sentenza riconosce la competenza delle Regioni a intervenire su una questione che riguarda da vicino la qualità della vita delle nostre città e il diritto all’abitare. Prendiamo atto dei rilievi formulati dalla Corte su due specifiche disposizioni e ne approfondiremo le motivazioni per procedere ai necessari adeguamenti. Resta fermo il nostro impegno a lavorare, insieme ai Comuni, per un equilibrio tra sviluppo turistico e tutela della residenzialità”. Così l’assessore regionale alla Casa, Giovanni Paglia, sulla sentenza con cui la Corte costituzionale si è pronunciata sul ricorso presentato dal Governo circa la legge regionale sugli affitti brevi, approvata lo scorso anno dall’Emilia-Romagna. La pronuncia, che riconosce la competenza delle Regioni a intervenire in materia anche attraverso strumenti urbanistici e respinge le censure relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza, riguarda due specifiche disposizioni della normativa, gli articoli 4 e 5. Le restanti disposizioni della legge regionale rimangono in vigore. La legge regionale ha introdotto la destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’ e previsto la possibilità per i Comuni di stabilire limiti percentuali alle locazioni turistiche nelle zone più sensibili, oltre a restrizioni sui frazionamenti e sulle demolizioni finalizzati a nuove destinazioni per affitti brevi. Nella sentenza, la Corte riconosce che il contrasto all’overtourism rappresenta un obiettivo meritevole di tutela, ma ritiene che l’articolo 4 sia sproporzionato rispetto alle finalità perseguite, poiché applicabile all’intero territorio regionale, senza distinzioni tra le diverse realtà locali. La Consulta rileva inoltre una disparità di trattamento tra chi gestisce locazioni turistiche e chi opera nel settore delle strutture ricettive extralberghiere. Quanto all’articolo 5, che disciplina l’insediamento della nuova destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’, la Corte osserva che le criticità individuate nell’articolo 4 si riflettono anche su questa disposizione. “La scelta dell’Emilia-Romagna nasce dalla necessità di affrontare un fenomeno che in alcune città e territori sta incidendo sempre di più sulla disponibilità di abitazioni per chi vi risiede stabilmente-afferma l’assessore Paglia-. Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per la nostra economia, ma la sua crescita deve potersi accompagnare alla tutela del diritto all’abitare e alla possibilità, per le comunità locali, di continuare a vivere nei propri centri urbani. È su questo equilibrio che abbiamo costruito il nostro intervento legislativo, nella convinzione che le Regioni debbano poter esercitare pienamente le proprie competenze per affrontare problemi concreti che interessano le comunità. La sentenza riconosce questa possibilità e respinge le contestazioni del Governo relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza. Allo stesso tempo, la Corte individua alcuni aspetti della disciplina che richiedono una revisione: approfondiremo le motivazioni insieme agli esperti che hanno seguito il percorso normativo, per individuare le soluzioni più appropriate, nel pieno rispetto delle indicazioni della Corte. L’obiettivo resta quello di mettere a disposizione dei Comuni strumenti efficaci e proporzionati, capaci di rispondere alle diverse esigenze dei territori, ma quando la Corte Costituzionale interviene- conclude Paglia- non si discute, ci si adegua”.