FAENZA: Alluvione, "I lavori non bastano", il comitato chiede tempi certi | VIDEO
“Faenza non è sicura”. È questo il messaggio emerso dalla riunione che si è svolta lunedì sera al cinema Europa per fare il punto sugli interventi di messa in sicurezza della città, la più colpita dalle alluvioni del 2023. La sala era gremita per ascoltare i membri del Comitato Borgo Alluvionato che, dopo aver raccolto 20 mila firme, continua a sollecitare le istituzioni – dalla Regione all’Autorità di Bacino, fino al Prefetto e al Comune – affinché si proceda con la realizzazione dei piani di sicurezza annunciati ormai da due anni e mezzo.
I rappresentanti del comitato riconoscono come positivi gli interventi di pulizia dei fiumi, il rinforzo degli argini e la realizzazione dell’area di resistenza in via Cimatti, sebbene non ancora completamente operativa. Ma sottolineano che tutto ciò non basta. Servono nuovi spazi di espansione per i corsi d’acqua, senza i quali Faenza rischia di ritrovarsi nuovamente sott’acqua in caso di nuove piene.
«L’opera più decisiva, cioè le casse di espansione, ancora non esiste – spiega Alessandro Trossero del Comitato Borgo Alluvionato –. È l’intervento che garantirebbe davvero la sicurezza della città, più di tutte le altre opere, pur importanti. Ma non è ancora stato avviato, nonostante l’urgenza».
A mancare è l’approvazione del piano di bacino, che – secondo quanto riferito al comitato – dovrebbe arrivare entro il 31 dicembre. Solo dopo questo passaggio sarà possibile procedere con il progetto. Tuttavia, tra espropri, assegnazione degli appalti e lavori, resta l’incertezza su quando tutto potrà essere completato.
«Il nostro obiettivo – aggiunge Trossero – è sollecitare tempi più rapidi. Quando parte un processo del genere deve essere veloce. Qualcosa si sta muovendo e la volontà sembra esserci, ma la domanda decisiva resta sempre la stessa: quando? Ogni stagione che passa è un “quando” in meno».
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