16 DICEMBRE 2025

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16 DICEMBRE 2025 - 19:00


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BOLOGNA: Agricoltura, 2025 difficile, in regione ok il parmigiano, alti e bassi per la frutticoltura | VIDEO

La Confagricoltura di Bologna ha fatto un bilancio di fine anno del settore: nel 2025 troppe ombre e poche luci per l’agricoltura  locale, mentre in regione buoni segnali arrivano dal settore caseario. 

Un anno particolarmente difficile per l’agricoltura bolognese, segnato da forti incertezze economiche e produttive derivanti dal cambiamento climatico che ha penalizzato le semine, portando a raccolti non soddisfacenti e la crisi di alcuni settori con la conseguente difficoltà di  diverse imprese sul mercato. Importante il tema del dissesto idrogeologico e la mancanza di un piano nazionale insieme a quello delle risorse, con i tagli alla Pac da parte dell’Europa di quasi il 20%.Tiene invece in regione il comparto del parmigiano reggiano, mentre la frutticoltura vive momenti di alti e bassi a causa della crisi dei mercati.

"Il 2025 è stato un anno particolarmente difficile per l'agricoltura bolognese. Le imprese hanno dovuto affrontare un contesto segnato da forti incertezze economiche e produttive oltre che da un progressivo indebolimento delle politiche di sostegno e da un quadro normativo spesso instabile, che rende sempre più complesso programmare il futuro".E questo un riassunto amaro di fine 2025 tracciato da Davide Venturi, presidente di Confagricoltura Bologna, che richiama con forza l'attenzione delle istituzioni europee, nazionali e regionali sulla necessità di un deciso cambio di passo per salvaguardare e rilanciare il settore primario. Uno dei nodi centrali resta quello della politica agricola europea (PAC). "Dalla revisione delle priorità dell'Unione Europea arrivano segnali preoccupanti: la riduzione delle risorse destinate all'agricoltura e l'ipotesi di un fondo unico - da cui attingeranno altri settori produttivi creando così una competizione dannosa per il sistema primario - rischiano di penalizzare ulteriormente un settore già messo a dura prova. Anche per questo motivo abbiamo deciso di scendere in piazza giovedì 18 dicembre a Bruxelles insieme al Copa Cogeca, in concomitanza con il Consiglio Europeo, per difendere la stabilità della PAC - che di fatto è stata l'unica politica comune da parte dell'Unione Europea - e cercare così di difendere il futuro dell'agricoltura e anche di rimando il futuro di tutti. È necessario, infatti, sostenere il settore primario, capace di garantire a tutta Europa quella sicurezza alimentare spesso menzionata dai politici e che deve essere quindi difesa e tutelata, e non tagliare, destinando queste risorse ad altri settori" spiega Venturi in occasione dell'Aperitivo di Natale con la stampa tenutosi presso il FienileFluó a Bologna.




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RAVENNA: 16 mesi dopo l'alluvione riapre la Caserma di Traversara | VIDEO

La caserma dei carabinieri ha riaperto le sue porte al pubblico a 16 mesi dalla devastante alluvione che nel settembre del 2024 mise in ginocchio la frazione di Traversara di Bagnacavallo, nel Ravennate. Il 19 settembre la piccola frazione romagnola, a causa della rottura improvvisa dell'argine del fiume Lamone, venne invasa da un'enorme quantità di acqua, fango e detriti: ciò causò ingenti danni alle abitazioni e alle attività commerciali così come allo stabile della caserma dell'Arma.  In poco tempo l'acqua allagò completamente gli uffici della struttura militare rendendoli inagibili. Solo qualche giorno dopo fu possibile quantificare i danni: da subito ci si rese conto che erano superiori rispetto alle prime stime e che un'importante opera di ripristino doveva essere messa in campo. Per mantenere la caserma quale punto di riferimento per la comunità, era stata impiegata una Stazione mobile che riuscì a garantire un servizio di controllo del territorio e di prossimità.  Il reparto fu ripiegato nella vicina Stazione di Villanova di Bagnacavallo. Ma ogni giorno, soprattutto nelle prime settimane, i carabinieri di Traversara effettuarono continui servizi esterni, soprattutto in ore serali, per evitare lo sciacallaggio delle abitazioni rimaste isolate. Il Provveditorato, sensibilizzato dall'Arma, ha finanziato e iniziato i lavori nel gennaio 2025 affidandoli a una società edile del territorio che in meno di un anno ha concluso gli interventi su piano terra, archivi, sistemi di comunicazione, consolidamento delle fondamenta, rifacimento degli impianti elettrici e idraulici e sanificazione degli ambienti.