13 DICEMBRE 2025

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13 DICEMBRE 2025 - 01:15


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BOLOGNA: Attivisti in corteo per la sfida tra Virtus e Hapoel, disagi sui viali | VIDEO

E’ stato un corteo pacifico quello cha sfilato per le strade di Bologna per protestare contro la sfida di Eurolega tra Virtus e Hapoel Tel Aviv: alcuni fumogeni accesi, slogan e un po’ di disagi al traffico il bilancio della manifestazione.

Sono stati circa 200 gli attivisti che si sono riuniti ai giardini Parker Lennon di Bologna, in zona fiera, per manifestare contro lo svolgimento della sfida di Eurolega tra Virtus Bologna e Hapoel Tel Aviv. Una protesta, quella organizzata dai Giovani Palestinesi insieme a alcuni collettivi, a sostegno di Gaza e della Palestina e contro le istituzioni locali e nazionali in merito ai rapporti con Israele.Una manifestazione tranquilla, rispetto a quanto accaduto lo scorso 21 novembre per il match contro il Maccabi, con le forze dell’ordine schierate e con il corteo che è avanzato in modo pacifico: un po’ di disagi al traffico sui viali, fumogeni, botti e diversi slogan pro Palestina e contro Israele e la stampa presente, con la protesta che ha visto la sua conclusione in piazza 8 agosto.

Esponente Giovani Palestinesi: "Riteniamo inaccettabile che si continuino a tenere partite del genocidio in questa città e più in generale in questo paese, mentre in Palestina si continua a morire”, ha spiegato un attivista dei Giovani palestinesi. Al centro della critica c’è la scelta di disputare l’incontro in una struttura pubblica come l’Ente Fiera, controllata da Comune e Regione. Comune e Regione hanno detto di voler interrompere le relazioni con il governo israeliano, ma di concreto finora non abbiamo visto niente”, affermano, citando tra gli esempi i rapporti economici ancora in essere, la vendita dei farmaci Teva (prodotti in Israele) e il “transito di armi sul territorio regionale”.

 




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L'impennata del prezzo del gasolio agricolo sta mettendo a dura prova la tenuta economica delle aziende e dei contoterzisti del settore agricolo dell'Emilia-Romagna. Tra rincari che mettono in discussione la sostenibilità delle lavorazioni nei campi e margini ormai ridotti al minimo, lo shock energetico rischia di scaricarsi sull'intera filiera agroalimentare regionale. Per chi lavora ad alta intensità di meccanizzazione, ogni aumento sul carburante si traduce in migliaia di euro di costi extra a settimana, spingendo molti imprenditori a valutare perfino la sospensione delle attività. Per analizzare l'impatto reale di questa emergenza sui bilanci del settore e fare il punto sulle possibili misure di sostegno, abbiamo intervistato l’ Assessore all'Agricoltura dell'Emilia-Romagna: “Sono aumenti molto pesanti e nel medio periodo rischiano di diventare insostenibili per le nostre filiere agricole e agroalimentari perché poi potrebbero essere scaricati sul consumatore finale e quindi di portare a un aumento dell'inflazione una perdita del potere di acquisto per le nostre famiglie che peraltro negli ultimi 30 anni hanno i redditi fermi e quindi grandi difficoltà ad arrivare a fine mese. Noi stiamo pensando a un provvedimento per ridurre il costo dei carburanti in agricoltura, lo stiamo studiando dal punto di vista tecnico, sicuramente come giunta regionale metteremo risorse in particolar modo in alcuni settori penso a quello dell'assistenza pubblica che stanno avendo anche loro aumenti nei costi dei carburanti e anche quello del trasporto pubblico che è un altro settore che utilizza molto carburante ma stiamo pensando anche a un provvedimento per il mondo agricolo per ridurre di qualche centesimo il costo del gasolio”.