5 NOVEMBRE 2025

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5 NOVEMBRE 2025 - 13:46


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SAN GIOVANNI IN M.: Si alza il sipario sulla nuova stagione del Teatro Massari

Si alza il sipario sulla stagione teatrale 2025/26 del Teatro Massari di San Giovanni in Marignano (Rimini). Quest’anno, però, i grandi artisti che si alterneranno sul palcoscenico, lo faranno in un ambiente rinnovato. Grazie, infatti, al bando al BANDO PR-FESR 2021-2027 – per il sostegno all’innovazione e agli investimenti delle imprese culturali e creative, che ha coperto l’80% del costo dei lavori che si aggira intorno ai 30mila euro, è stato realizzato un nuovo impianto di illuminazione e di efficientamento energetico, oltre ad una biglietteria più moderna e funzionale, che verrà completata entro fine 2025.

In cartellone 12 spettacoli: si partirà sabato 8 novembre con Aulularia di Plauto per finire l’11 aprile 2026 con Parole, Parole, Parole di Adriano Bennicelli.  Di queste 12 rappresentazioni, il Teatro Europeo Plautino, che gestisce il Teatro Massari, ha curato la produzione di 4 spettacoli: Aulularia (8 novembre), Sei personaggi in cerca d'autore (sabato 22 novembre), Medea (sabato 13 dicembre) e La Locandiera (sabato 17 gennaio). Da sottolineare anche gli abbonamenti al buio che, quest'anno, hanno raggiunto quota 70.

“È sempre emozionante inaugurare una nuova stagione teatrale, perché ogni volta è un invito ad intraprendere un’avventura fatta di incontri, scoperte ed emozioni – affermano la sindaca Bertuccioli e l’assessora Cioppi -. In questo caso lo è ancora di più, poiché il cartellone è ospitato in un gioiello architettonico che custodisce la nostra storia e si prepara a farne ascoltare moltissime altre, con linguaggi differenti, dai classici ai contemporanei”.

L’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni ha commentato: “Il Teatro Augusto Massari è una perla del panorama teatrale della nostra regione. Siamo particolarmente contenti per i lavori di ammodernamento realizzati con le risorse del PR-FESR 2021-2027 e che oggi restituiscono alla comunità un luogo della cultura così importante, rinnovato e più efficiente”.

“Non ci arrendiamo e non siamo disarmati. Le parole che continuiamo a pronunciare su un palcoscenico sono la miglior difesa possibile – spiega il direttore artistico Roccamo -. Non ci arrendiamo alla deriva sociale a cui assistiamo ogni giorno”.




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EMILIA-ROMAGNA: Affitti brevi, Corte costituzionale conferma competenza delle Regioni a intervenire

“La sentenza riconosce la competenza delle Regioni a intervenire su una questione che riguarda da vicino la qualità della vita delle nostre città e il diritto all’abitare. Prendiamo atto dei rilievi formulati dalla Corte su due specifiche disposizioni e ne approfondiremo le motivazioni per procedere ai necessari adeguamenti. Resta fermo il nostro impegno a lavorare, insieme ai Comuni, per un equilibrio tra sviluppo turistico e tutela della residenzialità”. Così l’assessore regionale alla Casa, Giovanni Paglia, sulla sentenza con cui la Corte costituzionale si è pronunciata sul ricorso presentato dal Governo circa la legge regionale sugli affitti brevi, approvata lo scorso anno dall’Emilia-Romagna. La pronuncia, che riconosce la competenza delle Regioni a intervenire in materia anche attraverso strumenti urbanistici e respinge le censure relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza, riguarda due specifiche disposizioni della normativa, gli articoli 4 e 5. Le restanti disposizioni della legge regionale rimangono in vigore. La legge regionale ha introdotto la destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’ e previsto la possibilità per i Comuni di stabilire limiti percentuali alle locazioni turistiche nelle zone più sensibili, oltre a restrizioni sui frazionamenti e sulle demolizioni finalizzati a nuove destinazioni per affitti brevi. Nella sentenza, la Corte riconosce che il contrasto all’overtourism rappresenta un obiettivo meritevole di tutela, ma ritiene che l’articolo 4 sia sproporzionato rispetto alle finalità perseguite, poiché applicabile all’intero territorio regionale, senza distinzioni tra le diverse realtà locali. La Consulta rileva inoltre una disparità di trattamento tra chi gestisce locazioni turistiche e chi opera nel settore delle strutture ricettive extralberghiere. Quanto all’articolo 5, che disciplina l’insediamento della nuova destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’, la Corte osserva che le criticità individuate nell’articolo 4 si riflettono anche su questa disposizione. “La scelta dell’Emilia-Romagna nasce dalla necessità di affrontare un fenomeno che in alcune città e territori sta incidendo sempre di più sulla disponibilità di abitazioni per chi vi risiede stabilmente-afferma l’assessore Paglia-. Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per la nostra economia, ma la sua crescita deve potersi accompagnare alla tutela del diritto all’abitare e alla possibilità, per le comunità locali, di continuare a vivere nei propri centri urbani. È su questo equilibrio che abbiamo costruito il nostro intervento legislativo, nella convinzione che le Regioni debbano poter esercitare pienamente le proprie competenze per affrontare problemi concreti che interessano le comunità. La sentenza riconosce questa possibilità e respinge le contestazioni del Governo relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza. Allo stesso tempo, la Corte individua alcuni aspetti della disciplina che richiedono una revisione: approfondiremo le motivazioni insieme agli esperti che hanno seguito il percorso normativo, per individuare le soluzioni più appropriate, nel pieno rispetto delle indicazioni della Corte. L’obiettivo resta quello di mettere a disposizione dei Comuni strumenti efficaci e proporzionati, capaci di rispondere alle diverse esigenze dei territori, ma quando la Corte Costituzionale interviene- conclude Paglia- non si discute, ci si adegua”.