3 NOVEMBRE 2025

10:36

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

1417 visualizzazioni


3 NOVEMBRE 2025 - 10:36


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

1417 visualizzazioni



ROMAGNA: Tornano le trivelle in Adriatico, dal Governo nuove licenze | VIDEO

Torna la corsa agli idrocarburi. Il governo ha autorizzato l’installazione di nuove trivelle per l’estrazione di petrolio e gas metano. Tra le zone interessate anche il mare Adriatico, al largo delle coste romagnole.

Più di 30 nuove licenze per condurre nuove esplorazioni alla ricerca di giacimenti di petrolio e metano. È la decisione appena presa dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ha dato il via libera a una nuova stagione di trivellazioni in Italia, dal Canale di Sicilia fino al mare Adriatico dove le coste della Romagna tornano al centro della scena. La mossa segna la fine di un lungo stop iniziato nel 2019, quando l’allora governo Conte aveva introdotto una moratoria sulle nuove perforazioni, sospendendo tutte le richieste di concessione e avviando la redazione del Pitesai, il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee. Tuttavia, nel 2022 il Tar del Lazio ha annullato il Pitesai, accogliendo i ricorsi delle compagnie energetiche, che ne contestavano i criteri di esclusione. Da allora il quadro normativo è tornato incerto, e oggi il governo ha deciso di sbloccare le pratiche rimaste sospese.

Le trivellazioni nell’Adriatico non sono certo una novità: già negli anni ’80 e ’90, al largo di Ravenna e Cesenatico, erano state installate decine di piattaforme, simbolo di un’epoca in cui la ricerca di gas e petrolio rappresentava una voce importante dell’economia locale. Molte di quelle strutture sono ancora operative, altre sono state dismesse o sono in attesa di bonifica. Ma il tema resta altamente sensibile. Il governo assicura che si tratta, per ora, solo di licenze esplorative e che ogni progetto dovrà superare le valutazioni d’impatto ambientale.

Tuttavia, resta forte la sensazione che il ritorno delle trivellazioni rischi di andare in direzione opposta rispetto al percorso verso una transizione verde che il territorio, negli ultimi anni, ha cercato di intraprendere.

Un paradosso che si coglie bene guardando al progetto Agnes, il grande parco eolico e fotovoltaico offshore proposto proprio al largo di Ravenna. Un’iniziativa interamente dedicata alle energie rinnovabili, che promette di produrre energia pulita per centinaia di migliaia di famiglie, ma che da mesi è ferma in attesa delle autorizzazioni definitive.

 




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

ROMA: Valditara, "scrivere l'Italia agli italiani è condivisibile"

"L'affermazione 'l'Italia agli italiani' non solo non ha nulla di censurabile, ma è senz'altro condivisibile, poiché comprende tutti i cittadini del nostro Paese. È una frase più volte ripetuta dai movimenti politici che costituiscono il Governo". Lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara durante il question time alla Camera, rispondendo a un'interrogazione di Rossano Sasso (Futuro Nazionale). Il ministro ha aggiunto: "Dopo le decisioni assunte dal Consiglio di classe del Liceo Monti di Cesena sulla condotta dei due studenti che hanno esposto uno striscione con la scritta 'l'Italia agli italiani', ho avviato una verifica, in corso, con l'Ufficio Scolastico dell'Emilia-Romagna". Valditara ha premesso di non avere alcun potere sul processo valutativo del singolo Consiglio di classe, ma ha precisato che l'accertamento mira a chiarire se l'assegnazione di un approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio "Gli africani siamo noi" sia stata in qualche modo condizionata dalla vicenda dello striscione, oppure motivata unicamente dalla violazione delle regole di condotta scolastica, come previsto dalle norme recentemente introdotte. Qualora dall'ispezione emergesse un collegamento tra il contenuto dell'elaborato critico e l'espressione dello striscione — anziché con la violazione disciplinare — si tratterebbe, secondo il ministro, di "un episodio grave, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti". Valditara ha inoltre ricordato che la sua riforma del comportamento prevede provvedimenti disciplinari con finalità educativa, volti al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti nella comunità scolastica: "In nessun caso può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui. Lo stesso Statuto delle studentesse e degli studenti stabilisce che non si può sanzionare uno studente per il suo pensiero politico". Il ministro ha citato anche una circolare che invita a stimolare spirito critico, pluralismo e dibattito, contrastando ogni forma di indottrinamento, "partendo dal presupposto che la grande missione della scuola sia educare a essere liberi da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie". La replica del Pd Dura la reazione di Irene Manzi, responsabile scuola del Pd e capogruppo in commissione Istruzione alla Camera: "Un ministro della Repubblica, che rappresenta le istituzioni di tutti e non di una parte politica, ha giustificato la frase 'L'Italia agli italiani' affermando, anche nelle settimane scorse, che essa è patrimonio della destra italiana moderna e che l'hanno usata, fra gli altri, la Lega e Fratelli d'Italia. Come se il fatto che una frase sia nel vocabolario dei partiti di governo la rendesse automaticamente accettabile. Non è così: quella frase appartiene al lessico del peggior suprematismo, e nessuna appartenenza partitica la rende meno grave. Anzi, che venga sdoganata da un ministro la rende ancora più pericolosa". Manzi ha aggiunto: "C'è qualcosa di ancora più preoccupante: mandare ispettori negli istituti a contestare l'elaborato critico assegnato agli studenti di Cesena, in virtù di una legge che lui stesso ha voluto e scritto, banalizza costantemente il compito della funzione educativa e didattica che quotidianamente si compie nelle classi. Anzi, lo mette sotto accusa. Questo governo ha trasformato le istituzioni scolastiche in un terreno di controllo e perenne scontro politico, contrastando sistematicamente l'autonomia degli insegnanti e condizionando ogni voce libera con la minaccia della sanzione disciplinare".