26 NOVEMBRE 2025

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26 NOVEMBRE 2025 - 14:15


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BOLOGNA: “Sette anni di disagi”, famiglia presenta esposto in Procura

Una famiglia che abita all’ultimo piano di un condominio in via Porrettana a Bologna ha presentato un esposto in Procura dopo anni di presunti disagi all’interno della propria abitazione. Secondo quanto riferito, dal 2018 l’appartamento sarebbe interessato da infiltrazioni d’acqua provenienti dal lastrico solare, con danni che avrebbero reso inutilizzabile una delle camere.

Nella relazione del CTU nominato dal Tribunale emergerebbe inoltre un possibile rischio legato alla dispersione di amianto nell’area danneggiata. Nel gennaio 2024 un’ordinanza avrebbe imposto al condominio l’esecuzione di lavori specifici, ma la famiglia sostiene che, nonostante l’avvio del cantiere, molte delle criticità non sarebbero state risolte.

Un ulteriore punto contestato riguarda la demolizione di un vano situato sul lastrico di uso esclusivo, intervento che – stando

all’esposto – sarebbe stato eseguito senza autorizzazione dei proprietari e senza successivo ripristino.

Tra lavori ritenuti incompleti, responsabilità contestate e comunicazioni giudicate insufficienti, la vicenda arriva ora all’attenzione dell’autorità giudiziaria. La famiglia dichiara di aver raccolto documentazione tecnica, foto, PEC e atti legali che saranno valutati dagli inquirenti.




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FORLÌ: Crisi Electrolux, i sindacati, "Siamo tornati al punto di partenza"

"L'incontro di questa mattina al Comune di Forlì, convocato dalla Regione Emilia-Romagna alla presenza dell'assessore Giovanni Paglia e del sindaco Gian Luca Zattini, ha confermato l'attenzione e la compattezza delle istituzioni e del territorio sulla vertenza Electrolux e una valutazione unanime: dopo mesi di confronto rischiamo, nei fatti, di essere tornati al punto di partenza". Lo affermano in un comunicato congiunto Cgil, Cisl, Uil forlivesi e la Rsu dell'azienda. "Dopo gli incontri del 3 e 4 settembre al Mimit, Electrolux non ha prodotto il cambio radicale del piano che si era impegnata a fare. Il piano resta inaccettabile e, su alcuni versanti, è ancora più preoccupante. I numeri complessivi - proseguono i sindacati - parlano chiaro: 1.450 esuberi in Italia, ai quali si aggiungono 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati e 91 già cessati senza rinnovo. Nel frattempo, l'organico a tempo indeterminato è già sceso da 4.279 a 4.200 dipendenti tra aprile e agosto. A Forlì sono previsti 297 esuberi: 214 nella produzione e 83 nello staff. Gli operai produttivi passerebbero da 584 a 370 nel 2028 e i volumi complessivi da circa 1,58 milioni a 1,187 milioni di pezzi, con i piani cottura più che dimezzati, da 452 mila a 207 mila. Con questi numeri non è in discussione soltanto l'occupazione: Forlì rischia di non reggere più i propri costi fissi e di essere accompagnata, nei fatti, verso la chiusura. In aggiunta a questo, resta anche il nodo della ricerca e sviluppo, settore strategico per il paese, e anche lo stabilimento forlivese". I firmatari della nota si rivolgono al governo, a cui "chiediamo di accelerare le risposte sul costo dell'energia, sul riconoscimento dell'elettrodomestico come settore strategico e sulla revisione del CBAM nel rapporto con l'Unione Europea. Ma a ogni sostegno pubblico devono corrispondere impegni precisi della multinazionale: produzioni, investimenti, ricerca e occupazione in Italia. È inoltre inaccettabile - conclude la nota - che proprio mentre presenta un piano con 1.450 esuberi e senza investimenti sufficienti a garantire una prospettiva agli stabilimenti, Electrolux chieda contemporaneamente di aumentare i ritmi di lavoro; un atteggiamento che riteniamo grave e quantomeno irrispettoso"