EMILIA-ROMAGNA: Sanità, Fabi, “curiamo l’Italia, ma così non regge” | VIDEO
“I cittadini devono trovare servizi di base vicino casa”. Così l’assessore regionale alla Sanità Massimo Fabi torna sul tema dei pazienti provenienti da fuori Regione. “No a stop, ma accordi fra Regioni”, è quanto propone.
I flussi di pazienti in entrata in Emilia-Romagna stanno diventando insostenibili economicamente. L’allarme lo ha di recente lanciato la Regione alle prese con tariffe che faticano a coprire i costi. L’assessore alla Salute Massimo Fabi mette un punto fermo: garantire le prestazioni di base vicino casa: “Abbiamo posto all'attenzione del Servizio Sanitario Nazionale di tutte le Regioni il tema della mobilità sanitaria, non tanto come partite economiche che si scambiano le Regioni per coprire i costi della mobilità, ma come diritto esigibile dei cittadini di questo Paese di trovare nel territorio in cui vivono la garanzia dell'accesso alle prestazioni sanitarie e sociosanitarie di base”.
Fabi rivendica il ruolo dell’Emilia-Romagna come centro di alta specializzazione. “Questi ambiti dove l'Emilia Romagna è un'eccellenza e dove cura l'Italia – prosegue l’assessore -, e questo è giusto che ci sia. E' anche giusto però che ci siano degli accordi di mobilità tra le Regioni che rendano esigibile il diritto dei cittadini ad avere delle prestazioni di base più vicino possibile alla propria residenza”.
L’assessore chiarisce: non ci saranno stop ai pazienti fuori regione. Si punta invece a nuovi accordi per evitare flussi impropri e tutelare sia l’accesso alle cure di base sia la libera scelta del cittadino. “Accoglieremo tutti – assicura Fabi -, soprattutto all'interno di accordi che devono disciplinare i rapporti tra le diverse Regioni”.
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