11 NOVEMBRE 2025

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11 NOVEMBRE 2025 - 10:59


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CESENA: Macfrut, scambio di accuse tra Lattuca e Piraccini | VIDEO

Non si fermano le polemiche a Cesena sul cambio di gestione di Macfrut dopo le dimissioni di Renzo Piraccini. Ieri in commissione il sindaco Lattuca ha usato parole molto dure nei confronti dell’ex presidente.

«Ad aprile ho convocato Piraccini per fargli sapere che questo sarebbe stato il suo ultimo mandato. A settembre ha chiesto un prolungamento di un anno e la possibilità di scegliere il successore. Dopo il rifiuto dei soci, il 26 settembre sono arrivate le dimissioni, proprio mentre prendevano piede le voci di un suo contatto con la Fiera di Parma».
È questa la ricostruzione del sindaco Enzo Lattuca sui mesi turbolenti che hanno portato al cambio dei vertici di Macfrut, con Renzo Piraccini sostituito dal nuovo presidente di Cesena Fiera Patrizio Neri.

La vicenda è stata discussa in commissione consiliare, dove l’opposizione ha incalzato il primo cittadino criticando il modo in cui è stato gestito il passaggio di consegne. Lattuca, da parte sua, ha puntato il dito sui presunti accordi tra Piraccini e la Fiera di Parma:
«Il rischio per la Fiera c’era – ha dichiarato il sindaco – ed è stato generato dal tentativo di creare un vuoto e di mandare Cesena Fiera a Madrid senza vertici, mentre nel frattempo si diffondeva la notizia di un possibile passaggio di una parte importante del management di Cesena Fiera a Parma e Milano, perché Parma e Milano insieme fanno TuttoFood».

Una versione respinta da Piraccini, che ha fornito la propria replica in una lettera letta in aula dal consigliere Enrico Sirotti Gaudenzi:
«Sono completamente false, oltre che strumentalmente ingenue – soprattutto per chi deve per forza conoscere le dinamiche della Fiera – le notizie secondo cui io avrei trattato già da tempo con altre realtà fieristiche un ipotetico trasferimento del Macfrut».

Resta, in ogni caso, da parte di tutti, il riconoscimento per il lavoro svolto da Piraccini in questi anni. Nel frattempo Macfrut prepara l’edizione 2026, che si terrà come sempre a Rimini, ma – ha precisato il nuovo presidente – conservando la propria autonomia:
«E questo è l’obiettivo che Cesena Fiera si pone – ha dichiarato Patrizio Neri – oltre a quello di sviluppare il Macfrut 2026 in maniera degna delle aspettative dei nostri clienti».




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ROMA: Valditara, "scrivere l'Italia agli italiani è condivisibile"

"L'affermazione 'l'Italia agli italiani' non solo non ha nulla di censurabile, ma è senz'altro condivisibile, poiché comprende tutti i cittadini del nostro Paese. È una frase più volte ripetuta dai movimenti politici che costituiscono il Governo". Lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara durante il question time alla Camera, rispondendo a un'interrogazione di Rossano Sasso (Futuro Nazionale). Il ministro ha aggiunto: "Dopo le decisioni assunte dal Consiglio di classe del Liceo Monti di Cesena sulla condotta dei due studenti che hanno esposto uno striscione con la scritta 'l'Italia agli italiani', ho avviato una verifica, in corso, con l'Ufficio Scolastico dell'Emilia-Romagna". Valditara ha premesso di non avere alcun potere sul processo valutativo del singolo Consiglio di classe, ma ha precisato che l'accertamento mira a chiarire se l'assegnazione di un approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio "Gli africani siamo noi" sia stata in qualche modo condizionata dalla vicenda dello striscione, oppure motivata unicamente dalla violazione delle regole di condotta scolastica, come previsto dalle norme recentemente introdotte. Qualora dall'ispezione emergesse un collegamento tra il contenuto dell'elaborato critico e l'espressione dello striscione — anziché con la violazione disciplinare — si tratterebbe, secondo il ministro, di "un episodio grave, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti". Valditara ha inoltre ricordato che la sua riforma del comportamento prevede provvedimenti disciplinari con finalità educativa, volti al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti nella comunità scolastica: "In nessun caso può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui. Lo stesso Statuto delle studentesse e degli studenti stabilisce che non si può sanzionare uno studente per il suo pensiero politico". Il ministro ha citato anche una circolare che invita a stimolare spirito critico, pluralismo e dibattito, contrastando ogni forma di indottrinamento, "partendo dal presupposto che la grande missione della scuola sia educare a essere liberi da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie". La replica del Pd Dura la reazione di Irene Manzi, responsabile scuola del Pd e capogruppo in commissione Istruzione alla Camera: "Un ministro della Repubblica, che rappresenta le istituzioni di tutti e non di una parte politica, ha giustificato la frase 'L'Italia agli italiani' affermando, anche nelle settimane scorse, che essa è patrimonio della destra italiana moderna e che l'hanno usata, fra gli altri, la Lega e Fratelli d'Italia. Come se il fatto che una frase sia nel vocabolario dei partiti di governo la rendesse automaticamente accettabile. Non è così: quella frase appartiene al lessico del peggior suprematismo, e nessuna appartenenza partitica la rende meno grave. Anzi, che venga sdoganata da un ministro la rende ancora più pericolosa". Manzi ha aggiunto: "C'è qualcosa di ancora più preoccupante: mandare ispettori negli istituti a contestare l'elaborato critico assegnato agli studenti di Cesena, in virtù di una legge che lui stesso ha voluto e scritto, banalizza costantemente il compito della funzione educativa e didattica che quotidianamente si compie nelle classi. Anzi, lo mette sotto accusa. Questo governo ha trasformato le istituzioni scolastiche in un terreno di controllo e perenne scontro politico, contrastando sistematicamente l'autonomia degli insegnanti e condizionando ogni voce libera con la minaccia della sanzione disciplinare".