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10 NOVEMBRE 2025 - 10:20


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BOLOGNA: La Clai riscopre la Mortadella del Tanara del 1644 | VIDEO

Un viaggio a ritroso nel tempo, fino al 1644, per riscoprire e valorizzare un caposaldo della tradizione gastronomica emiliana: la Mortadella. Si è tenuto sabato 8 novembre, presso la splendida Villa La Babina della Clai a Sasso Morelli, il convegno di grande rilievo storico e culinario intitolato "La Mortadella del Tanara 1644". L'evento, inserito nel calendario del Baccanale 2025 a tema "Un Mondo di Spezie", ha celebrato il frutto di una profonda collaborazione tra la cooperativa agroalimentare Clai e l'Università di Bologna.

Come ha spiegato il Presidente di Clai, Giovanni Bettini, intervistato a margine del convegno, l'iniziativa nasce da una ricerca "molto importante" avviata nel 2023. L'obiettivo era ambizioso: recuperare e riprendere la ricetta originale della Mortadella di Bologna come documentata nel 1644. "Abbiamo pensato che fosse il momento giusto per presentare una ricerca molto importante, una collaborazione che è partita alcuni anni fa... per riprendere una ricetta originale della Mortadella di Bologna," ha dichiarato Bettini. "È la ricetta del Tanara 1644, perciò una riscoperta di un prodotto che poi ancora oggi rappresenta il meglio della salumeria italiana." Il convegno, che ha registrato il tutto esaurito, ha visto la partecipazione non solo degli addetti ai lavori e dei responsabili del salumificio Clai, ma anche di un pubblico numeroso e appassionato, desideroso di conoscere i dettagli di questa operazione di recupero storico-gastronomico. Bettini ha sottolineato come la base di questa riscoperta risieda nella grande qualità, competenza e anche apertura all'innovazione che rappresenta la Clai.

La capacità della cooperativa di bilanciare il rispetto per la tradizione con la spinta all'innovazione è ciò che ha reso possibile riportare in vita la ricetta secolare. L'evento si è concluso con una straordinaria degustazione del prodotto riscoperto, permettendo ai presenti di assaporare direttamente il risultato di questo lodevole lavoro di ricerca. La riscoperta della Mortadella del Tanara 1644 non è solo un omaggio al passato, ma un’affermazione della ricchezza e della profondità della cultura salumiera italiana.




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FORLI’: Boom di prestiti di opere d’arte, Bongiorno, “riconoscimento del nostro patrimonio artistico”

Centottanta prestiti in meno di sei anni. I pregevoli capolavori forlivesi, custoditi presso i Musei Civici del San Domenico o facenti parte delle altre collezioni cittadine, sono sempre di più protagonisti di grandi eventi espositivi nazionali ed internazionali. Ultimo in ordine di tempo è il famoso dipinto di Lorenzo di Credi, “Ritratto di giovane donna”, più noto come la Dama dei Gelsomini, che fino al prossimo 18 ottobre potrà essere ammirato nell’ambito della mostra intitolata "Bellezza e Bruttezza. Reale, ideale, caricaturale nel Rinascimento", allestita presso la nota Galleria d'Italia di Milano. “La richiesta di prestiti pervenuta in questi ultimi 6 anni al Comune di Forlì” – afferma il vicesindaco, Vincenzo Bongiorno – “testimonia l’importanza e il valore dei capolavori conservati nelle nostre collezioni comunali e il riconoscimento di Forlì come città d’arte e di cultura a livello nazionale ed internazionale. Un aspetto da non sottostimare, ma anzi di cui essere orgogliosi, continuando a curarlo e a farlo crescere.” Firenze con la Galleria degli Uffizi e il Museo Nazionale di San Marco, Parigi con il Louvre, Varsavia con il Castello Reale, Milano con il Castello Sforzesco e le Gallerie d’Italia, Torino con il GAM, Bologna con la Pinacoteca Nazionale, Ferrara con Palazzo dei Diamanti, Trento e Rovereto con il Mart, Genova con Palazzo Reale, Mantova con Palazzo Te, Siena con Santa Maria della Scala, Gubbio con Palazzo dei Consoli, Macerata con Palazzo Buonaccorsi, Ravenna con il MAR, sono solo alcune delle città e degli istituti culturali in cui sono approdate in prestito le opere forlivesi, senza dimenticare le grandi mostre del San Domenico organizzate dalla Fondazione Cassa dei Risparmi in collaborazione con il Comune. “La particolare attenzione al nostro straordinario patrimonio artistico” – aggiunge il Vicesindaco – “è il frutto di un lungo e attento percorso di relazioni e collaborazione con i più importanti musei e istituzioni culturali di tutto il mondo. Questo significativo interesse del mondo espositivo per le nostre opere e la conseguente partecipazione a grandi mostre d’arte ha plurimi benefici: consolida il posizionamento del Museo Civico San Domenico nel panorama culturale italiano e internazionale, costituisce uno strumento importante di valorizzazione e promozione di Forlì e permette alle opere forlivesi di essere studiate ed apprezzate all’interno di nuovi ed inediti contesti.”