RIMINI: Attacchi di lupi, residenti stremati, “le istituzioni devono fare qualcosa” | VIDEO
Sono preoccupati i residenti della campagna di Rimini per i frequenti attacchi di lupi agli allevamenti. Dopo la raccolta firma, il comitato cittadino locale chiede alle istituzioni di evitare rimpalli di responsabilità.
Elio Ricci è solo uno dei piccoli allevatori della campagna riminese stremati dai continui attacchi di lupi al bestiame. I residenti della zona ne hanno contati a decine negli ultimi mesi. Animali selvatici che oramai si sono spinti alle soglie della città e che hanno imparato dove trovare cibo facile.
“Ha preso la capra, l'ha strisciata e ammazzata – spiega l’allevatore dall’aia della sua proprietà a Covignano -. Due sere dopo hanno cominciato a dare l'attacco alle oche, me ne hanno fatte fuori tre la prima sera e la sera successiva altre sei, quindi una decina di oche. Qui non si salva più niente, non puoi più detenere un animale fuori nell'aia. Non c'è orario, il lupo si presenta anche di giorno, non ha più paura. Qui siamo terrorizzati”.
Stefano Albori, altro residenti della zona, mette in guardia dai pericoli per gli umani: “Quando hanno predato le nostre pecore, mio babbo di 90 anni, sentendo i cani abbaiare e le pecore urlare, è uscito fuori e tre lupi gli sono corsi dietro. Uno l'ha seguito fino alla porta di casa”.
I residenti della zona si sono attivati per presentare alle istituzioni, dal Comune al ministero, il report degli attacchi “dove vengono documentati decine e decine di assalti anche ad animali d'affezione – spiega Giorgio Urbinati del Comitato residenti del forese -. Sono stati ammazzati diversi cani, gatti, la gente è allarmata, non esce più di casa, ha paura la sera a stare nel giardino, io stesso ho paura ad andare a fare il running in giro. Quindi c'è una situazione incredibile, abbiamo raccolto più di 1017 firme, le abbiamo mandate il ministero”.
“Noi stiamo vivendo un momento di terrore, nessuno ci sta aiutando – denuncia Marco Succi, portavoce del comitato -. Noi non stiamo puntando il dito chi deve fare, chi non deve fare. Noi diciamo solo che è ora di far basta di rimpallarsi il problema, che sia lo Stato, che sia la Regione, che sia la Provincia, che sia il Comune, a noi non ci interessa. Ci sediamo in un tavolo e cerchiamo di trovare una soluzione nell'immediato”.
ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ