3 OTTOBRE 2025

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3 OTTOBRE 2025 - 07:59


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RAVENNA: Infrastrutture, Priolo su porto, “risorsa strategica”

Si è svolta a Ravenna, nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, la conferenza europea dedicata alle strategie e soluzioni Ict per l’integrazione del porto con l’entroterra nella regione Adriatica e Ionica. L’iniziativa, promossa dalla Regione Emilia-Romagna insieme all’Istituto sui trasporti e la logistica e all’Autorità portuale con il supporto del progetto europeo Crossfreight, rientra nel piano di lavoro 2025 della Strategia macroregionale Ue Eusair. L’incontro ha posto l’accento sulla digitalizzazione dei porti, sull’integrazione tra infrastrutture ferroviarie, retroportuali e interportuali e sul ruolo dell’intermodalità per rafforzare competitività e sostenibilità.  In questo contesto, il porto di Ravenna si conferma un nodo strategico: nel 2024 ha movimentato 25,5 milioni di tonnellate di merci, posizionandosi al sesto posto a livello nazionale, e ha registrato un traffico ferroviario in costante crescita con 7.750 treni in arrivo e partenza, pari a oltre 3,5 milioni di tonnellate trasportate su rotaia. Più della metà dei flussi riguarda Mediterraneo e Mar Nero, mentre quote significative interessano anche Estremo Oriente, Oceania e America. Lo scalo, reso più competitivo dall’istituzione della Zona Logistica Semplificata, ha inoltre ottenuto un milione di euro dal Ministero delle Infrastrutture per lo sviluppo del Port Community System, la piattaforma digitale che rende più rapidi e sicuri i flussi documentali e logistici tra operatori pubblici e privati.

L’assessora regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Irene Priolo ha rimarcato come il porto di Ravenna sia una risorsa strategica per tutta la Regione e come la digitalizzazione, la sostenibilità e l’integrazione europea dei sistemi logistici siano elementi indispensabili per accrescere l’efficienza proprio del porto e dei nodi intermodali, consolidando il ruolo dell’Emilia-Romagna nei grandi corridoi di trasporto continentali.

 




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RIMINI: Cadono i vincoli alberghieri, ma solo 26 hotel saranno appartamenti

La città di Rimini rivede alcune regolamentazioni per favorire la riconversione di vecchi hotel in disuso. Ecco le novità.   Con una variante urbanistica destinata a incidere sul futuro della Riviera, il Comune di Rimini archivia lo storico vincolo alberghiero e introduce un nuovo vincolo turistico, con l'obiettivo di favorire la riqualificazione delle strutture ricettive senza aprire in modo indiscriminato al mercato residenziale. Sono 154 gli alberghi attualmente chiusi sul territorio comunale. La trasformazione in abitazioni private sarà consentita soltanto a 26 strutture situate a monte della ferrovia tra Bellariva e Marebello, a condizione che venga dimostrata l'antieconomicità dell'attività alberghiera. A queste si aggiungono cinque piccole strutture con meno di sette camere. Per tutti gli altri immobili si aprono invece nuove opportunità legate al turismo e all'accoglienza: via libera a condhotel, residenze turistico-alberghiere, ostelli, cohousing, studentati e alloggi per lavoratori stagionali. Possibili anche riconversioni in centri benessere, strutture sportive, servizi e parcheggi. Secondo il sindaco Jamil Sadegholvaad, la variante rappresenta un'occasione concreta per rilanciare gli investimenti privati dopo gli ingenti interventi pubblici realizzati negli ultimi anni. L'assessora all'Urbanistica Valentina Ridolfi sottolinea invece la necessità di ripensare interi quartieri turistici, oggi caratterizzati da una forte saturazione edilizia. A sostenere il progetto anche la Camera di Commercio della Romagna. Il presidente Carlo Battistini ha ricordato che nel territorio riminese sono presenti circa 11 miliardi di euro di depositi bancari, risorse che potrebbero contribuire alla rigenerazione del patrimonio turistico e urbano della città.