27 OTTOBRE 2025

10:02

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

911 visualizzazioni


27 OTTOBRE 2025 - 10:02


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

911 visualizzazioni



PREDAPPIO: 700 in corteo per la marcia su Roma, Fiore, “Denuncerò il questore” | VIDEO

«Denuncerò il questore di Forlì per aver spostato la nostra manifestazione al pomeriggio, perché il suo atto porta una firma digitale scaduta». Così il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, domenica mattina a Predappio, intento a elemosinare un po’ di attenzione e ad allestire una conferenza stampa improvvisata ai margini della commemorazione per i 103 anni dalla Marcia su Roma. Un’epoca in cui, a sentir qualcuno, il fascismo sembrava marciare dritto: oggi invece  inciampa perfino nei certificati digitali.

I cortei inizialmente dovevano essere due: uno organizzato dai familiari del dittatore e l’altro da Forza Nuova. Ma il gruppo di estrema destra ha rinunciato dopo la decisione della questura di separare le due manifestazioni, spostando la seconda al pomeriggio. I militanti, alcune decine, si sono comunque uniti alla sfilata che ha attraversato la città per alcuni chilometri fino al cimitero di San Cassiano, dove si trova la tomba di Mussolini.

Circa 700 le camicie nere che hanno reso omaggio al dittatore, con le consuete coreografie: tributi al Duce, appelli in stile scolastico e saluti romani, subito attenzionati dalle forze dell’ordine.

«Una manifestazione a scopo di preghiera» ha spiegato la pronipote di Mussolini, Orsola, fornendo poi una personale ricostruzione di quanto avvenuto 103 anni fa: «Il re, dopo la Marcia su Roma, chiamò Mussolini incaricandolo di formare il nuovo governo», ha dichiarato dalle scale della chiesa. Su quello che avvenne dopo — gli omicidi politici, la repressione di ogni forma di dissenso, le leggi razziali e l’entrata in guerra al fianco dei nazisti — meglio sorvolare, ancora una volta.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

ITALIA: Legge di Bilancio, taglio alle TV e radio locali, a rischio pluralismo e occupazione

Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, AERANTI-CORALLO e ALPI esprimono fortissima  preoccupazione e netta contrarietà per l’emendamento governativo alla Legge di Bilancio depositato nella  notte, che taglia di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 le risorse destinate all’emittenza  radiofonica e televisiva locale. La relazione tecnica chiarisce che l’incremento complessivo del Fondo per il pluralismo è ottenuto a vantaggio  esclusivo del comparto della carta stampata, mentre le emittenti locali subiscono un taglio strutturale, in un  momento già segnato da forti difficoltà economiche e da una concorrenza impari con grandi operatori nazionali  e piattaforme globali. Ancora più grave è la previsione che consente al Presidente del Consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del  Fondo con decreto, escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore radiotelevisivo locale. Una scelta che introduce instabilità, incertezza e marginalizzazione istituzionale del comparto. “In qualità di membro del consiglio nazionale di Aeranti e di direttore della emittente, devo lanciare un grido di allarme perché  siamo di fronte a una decisione che mette seriamente a rischio la sopravvivenza di centinaia di imprese, migliaia di posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione nei territori. È un atto in totale contraddizione con quanto affermato dal Ministro Adolfo Urso il 29 luglio 2025, quando aveva garantito la continuità delle risorse per le emittenti locali anche nella prossima Legge di Bilancio”, dichiara il direttore di Teleromagna, Gianluca Padovani Le Associazioni chiedono l’immediata modifica dell’emendamento, il ripristino delle risorse tagliate e il rispetto  del ruolo del MIMIT, evidenziando che, in assenza di correttivi urgenti entro la scadenza fissata per oggi alle ore  18, le conseguenze per il sistema dell’informazione locale saranno irreversibili