EMILIA-ROMAGNA: Piano povertà 2025-27, Regione investe 124mln | VIDEO
Più di una famiglia su quattro in Emilia-Romagna (25,7%) non riesce a risparmiare, il 14,4% non può far fronte a spese impreviste e l’8,8% non arriva a fine mese. In totale, il 31,1% dei nuclei giudica scarse o insufficienti le proprie risorse economiche.Da questi dati prende avvio il Piano regionale per il contrasto alla povertà 2025-2027, presentato dall’assessora Elena Mazzoni e approvato dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli. Il piano mette in campo 124 milioni di euro in tre anni, provenienti dal fondo nazionale povertà (62,5 milioni), dal fondo povertà estrema (5,2 milioni), dal PNRR (36,4 milioni) e dai fondi FSE-Integra (8 milioni). A queste risorse si aggiungono 12,3 milioni nel 2025 per il rafforzamento del servizio sociale professionale. Nel 2024 le famiglie in povertà relativa sono stimate in 132mila (6,4% del totale), più del doppio rispetto al 2019, mentre le persone in marginalità estrema sono circa 8.400, in prevalenza uomini (71,7%), di cui oltre il 70% stranieri. Dati che emergono anche in una regione dove il reddito medio familiare mensile è di 3.600 euro e il tasso di occupazione al 70,3%, tra i più alti d’Italia.
L’assessora Mazzoni sottolinea come il nuovo piano raccolga e integri le esperienze precedenti, aggiungendo risorse e obiettivi specifici per il triennio. L’intervento regionale intende affrontare la povertà nella sua dimensione multidimensionale, non solo economica ma anche sociale e relazionale, affinando la capacità delle istituzioni di intercettare tempestivamente le nuove forme di vulnerabilità generate dai mutamenti economici e culturali. Tra le priorità viene indicata la digitalizzazione dei servizi sociali, considerata leva strategica per una presa in carico più efficace e capillare.
Il presidente della commissione Muzzarelli richiama la necessità di un impegno collettivo per contrastare l’aumento della povertà anche in un territorio avanzato come l’Emilia-Romagna. L’obiettivo è sostenere le persone fragili, valorizzare il lavoro delle associazioni attive sul territorio e riconoscere che investire nella lotta alla povertà significa generare benefici per l’intera comunità, a partire dal sistema sanitario e dai servizi di welfare.
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