13 SETTEMBRE 2024

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13 SETTEMBRE 2024 - 12:51


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RIMINI: Giornata storica, l'ex nuova questura di via Ugo Bassi non c'è più | VIDEO

Venerdì 13 settembre sarà ricordato come una giornata storica per Rimini. Nonostante la pioggia, l’ultimo pezzo dell’imponente scheletro dell'ex nuova Questura, lungo viale Ugo Bassi, è stato abbattuto, segnando la fine di un’era per un’area che per anni era diventata sinonimo di degrado, spaccio e vandalismo. I mezzi da cantiere, sin dalle prime ore del mattino, hanno demolito le ultime mura e i solai dell’edificio, riducendo tutto in macerie. Ora, al posto di quell’area abbandonata, si apre un futuro di riqualificazione e rigenerazione urbana.

Un progetto ambizioso per il quartiere
Il giorno prima, il 12 settembre, l’amministrazione comunale ha dato il via libera all’accettazione della donazione proposta dalla società Asi srl, che prevede il Progetto di Fattibilità Tecnico Economica per la creazione di un nuovo quartiere. Si tratta di un intervento ambizioso che includerà 36 nuovi alloggi distribuiti in due edifici e che sarà parte di un più ampio Programma Integrato di Edilizia Residenziale Sociale (Piers). L'intero compendio sarà oggetto di una radicale trasformazione, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza urbana e restituire dignità a una zona a lungo trascurata.

Riqualificazione urbana e nuovi spazi pubblici
Il piano di riqualificazione prevede, oltre alla demolizione degli edifici fatiscenti, la creazione di nuove residenze pubbliche e sociali, una revisione della viabilità con l’introduzione di una rotatoria tra via Ugo Bassi e via Damerini, e un aumento delle dotazioni pubbliche. Parcheggi e parchi attrezzati completeranno l’opera, contribuendo a migliorare la qualità della vita dei residenti. Tra le prime operazioni che prenderanno il via c’è la costruzione di un nuovo supermercato, con l’intenzione di completare il progetto entro il 2026. Nonostante Asi non abbia ufficializzato il nome, si parla con insistenza del possibile arrivo della catena Esselunga.

Un quartiere tra residenziale e commerciale
Il progetto complessivo prevede la costruzione di circa 250 appartamenti, distribuiti attorno a un boulevard alberato in stile francese con parcheggi sia sotterranei che all’aperto. Oltre al supermercato di circa 1.500 metri quadrati, ci saranno altre attività commerciali per supportare i residenti del nuovo quartiere. 

Spazio anche per studenti e università
Parte del progetto riguarda anche lo sviluppo di strutture destinate agli studenti e all’università. È previsto un sudentato con 150 stanze e, grazie alla proposta di Ariminum, la creazione di un polo universitario dedicato alla facoltà di scienze motorie, in grado di ospitare fino a 1.500 studenti 

 

(foto-video Migliorini/Adriapress)




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ROMA: Valditara, "scrivere l'Italia agli italiani è condivisibile"

"L'affermazione 'l'Italia agli italiani' non solo non ha nulla di censurabile, ma è senz'altro condivisibile, poiché comprende tutti i cittadini del nostro Paese. È una frase più volte ripetuta dai movimenti politici che costituiscono il Governo". Lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara durante il question time alla Camera, rispondendo a un'interrogazione di Rossano Sasso (Futuro Nazionale). Il ministro ha aggiunto: "Dopo le decisioni assunte dal Consiglio di classe del Liceo Monti di Cesena sulla condotta dei due studenti che hanno esposto uno striscione con la scritta 'l'Italia agli italiani', ho avviato una verifica, in corso, con l'Ufficio Scolastico dell'Emilia-Romagna". Valditara ha premesso di non avere alcun potere sul processo valutativo del singolo Consiglio di classe, ma ha precisato che l'accertamento mira a chiarire se l'assegnazione di un approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio "Gli africani siamo noi" sia stata in qualche modo condizionata dalla vicenda dello striscione, oppure motivata unicamente dalla violazione delle regole di condotta scolastica, come previsto dalle norme recentemente introdotte. Qualora dall'ispezione emergesse un collegamento tra il contenuto dell'elaborato critico e l'espressione dello striscione — anziché con la violazione disciplinare — si tratterebbe, secondo il ministro, di "un episodio grave, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti". Valditara ha inoltre ricordato che la sua riforma del comportamento prevede provvedimenti disciplinari con finalità educativa, volti al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti nella comunità scolastica: "In nessun caso può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui. Lo stesso Statuto delle studentesse e degli studenti stabilisce che non si può sanzionare uno studente per il suo pensiero politico". Il ministro ha citato anche una circolare che invita a stimolare spirito critico, pluralismo e dibattito, contrastando ogni forma di indottrinamento, "partendo dal presupposto che la grande missione della scuola sia educare a essere liberi da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie". La replica del Pd Dura la reazione di Irene Manzi, responsabile scuola del Pd e capogruppo in commissione Istruzione alla Camera: "Un ministro della Repubblica, che rappresenta le istituzioni di tutti e non di una parte politica, ha giustificato la frase 'L'Italia agli italiani' affermando, anche nelle settimane scorse, che essa è patrimonio della destra italiana moderna e che l'hanno usata, fra gli altri, la Lega e Fratelli d'Italia. Come se il fatto che una frase sia nel vocabolario dei partiti di governo la rendesse automaticamente accettabile. Non è così: quella frase appartiene al lessico del peggior suprematismo, e nessuna appartenenza partitica la rende meno grave. Anzi, che venga sdoganata da un ministro la rende ancora più pericolosa". Manzi ha aggiunto: "C'è qualcosa di ancora più preoccupante: mandare ispettori negli istituti a contestare l'elaborato critico assegnato agli studenti di Cesena, in virtù di una legge che lui stesso ha voluto e scritto, banalizza costantemente il compito della funzione educativa e didattica che quotidianamente si compie nelle classi. Anzi, lo mette sotto accusa. Questo governo ha trasformato le istituzioni scolastiche in un terreno di controllo e perenne scontro politico, contrastando sistematicamente l'autonomia degli insegnanti e condizionando ogni voce libera con la minaccia della sanzione disciplinare".