9 AGOSTO 2024

15:20

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

1795 visualizzazioni


9 AGOSTO 2024 - 15:20


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

1795 visualizzazioni



SARSINA: Elena di Euripide arriva al Plautus Festival | VIDEO

Tra tutte le tragedie euripidee, quella dedicata a Elena è la più trasgressiva e innovativa: rovescia il mito di Elena.
Euripide mette in scena la personificazione della traditrice per eccellenza e ne fa una donna ideale, fedele a Menelao e madre piena di rimpianti per aver abbandonato la figlia Ermione.
Spogliata dal mito e dalla tradizione, la vera Elena per Euripide è stata condotta per volere degli dèi in Egitto dove, protetta dal re Proteo, è rimasta fedele al marito mentre a Troia, con Paride, vive un fantasma, fabbricato d’aria, in tutto e per tutto identico ad Elena.
Euripide si diverte a complicare la trama, già di per sé sorprendente nell’incostante oscillazione delle responsabilità divine e umane, creando un crescendo di situazioni al limite del surreale, fino ad un imbroglio che permette ad Elena e Menelao, nel frattempo entrato anche lui nel vortice della trama, di lasciare l’Egitto.
L’impossibilità di distinguere tra apparenza e realtà e di conoscere la verità, che emerge dal prologo, si rivelerà un vero e proprio leitmotiv della tragedia.
Menelao è, suo malgrado, il protagonista di una delle scene più umoristiche e allo stesso tempo riflessive della tragedia: quella del riconoscimento con Elena.
E’ una tragedia anomala dato che la sua struttura drammaturgica l’allontana dalle altre tragedie sia per contenuti che per forma. Di satira e di scene brillanti ne sono piene le pagine di questa Elena euripidea.
Il lieto fine imposto dal deus ex machina, ricompone la tragedia tra le fila del Mito, presagendo l’immortalità di Elena e la vita sull’isola dei Beati di Menelao.

CURIOSITA'
Euripide è il drammaturgo greco più rappresentato al Plautus Festival: sono state ben 25 le rappresentazioni dei suoi spettacoli.
Elena è andata precedentemente in scena in altre 5 edizioni del Plautus, l'ultima risale al 2004 con attrice protagonista Eleonora Brigliadori.
Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini hanno in precedenza calcato le scene del Plautus Festival, rispettivamente, per 8 e 6 volte.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

EMILIA-ROMAGNA: Sanità, patto Regione-sindacati per tutela servizio pubblico | VIDEO

La regione Emilia Romagna e i segretari regionali delle tre sigle sindacali hanno firmato un patto per la difesa della sanità pubblica regionale: al centro la tutela di pazienti e lavoratori, il miglioramento dei servizi e la creazione di un confronto continuo su tutte le scelte per il futuro. Valorizzazione dei professionisti, medicina di territorio e sostenibilità economica: sono i punti dell’Agenda sanità, il patto firmato tra la regione Emilia Romagna e i sindacati Cgil, Cisl e Uil per difendere il servizio regionale pubblico e condividere tutte le scelte strategiche per il futuro.Tra i punti principali la valorizzazione delle competenze, assunzioni mirate e migliori condizioni contrattuali per fronteggiare la crisi occupazionale, la valutazione degli investimenti sotto l’aspetto organizzativo, tecnologico e clinico, la digitalizzazione dei sistemi e il rafforzamento della medicina territoriale con le Case di Comunità. "La sanità pubblica è il pilastro fondante dell'Emilia-Romagna: noi vogliamo difenderla e rafforzarla e per farlo serve l'aiuto di tutte e tutti- sottolinea de Pascale-. Oggi sigliamo un patto per un equo finanziamento, nel segno della giustizia sociale e dell'appropriatezza. Abbiamo fortemente voluto condividere questo documento con i sindacati, frutto di un anno di confronto e di lavoro insieme, perché senza il loro contributo non possiamo vincere questa battaglia: di fronte alla necessità di scelte importanti e complesse, non più rinviabili, serve un metodo partecipato, basato su un lavorocostante di discussione con i rappresentanti dei professionisti sanitari, così come con gli enti locali, le comunità e il terzo settore. È la cifra di questa Regione- prosegue il presidente-, alla quale non vogliamo rinunciare, convinti che la scelta di lavorare insieme sia uno dei segreti che ha permesso all'Emilia-Romagna di raggiungere i risultati che può vantare". "Di fronte al progressivo sottofinanziamento del servizio sanitario pubblico, l'Emilia-Romagna risponde mettendo in campo una strategia di scelte forti sia dal punto di vista organizzativo, sia da quello sanitario- spiega Fabi-: vogliamo investire in una medicina che sia sempre più di territorio e domiciliare, che punti sulla tecnologia per migliorare il rapporto con i pazienti e metta in campo nuove forme e strutture al passo con i tempi. Abbiamo bisogno, però, anche di un maggiore protagonismo delle donne e degli uomini della nostra sanità- aggiunge l'assessore-: in Emilia-Romagna medici, infermieri e operatori sanitari hanno una professionalità che va sempre di più valorizzata e l'intesa nasce proprio dalla consapevolezza di voler puntare su questo patrimonio di competenze che rappresenta la miglior ricchezza che abbiamo a disposizione". "L'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle forme di malessere sociale ci pongono di fronte a un profondo mutamento delle politiche in ambito sociosanitario- rimarca Conti-. Con la firma di oggi poniamo le basi per un confronto insieme ai sindacati che nei prossimi mesi porterà a un importante aggiornamento delle politiche regionali, a partire dall'aggiornamento del sistema di remunerazione dei servizi sociosanitari e successivamente a nuove modalità di accreditamento. Ne abbiamo bisogno- conclude l'assessora-, perché bisogni nuovi necessitano di misure nuove, più efficaci e al passo con i tempi, che sappiano valorizzare ancora di più l'indispensabile contributo delle realtà del Terzo settore e consolidano il rapporto tra sociale e sanitario in modo sempre più virtuoso". "Il protocollo di relazioni sindacali e l'Agenda sanità, letti insieme, declinano un metodo partecipativo e democratico di governo della sanità regionale che vede i sindacati confederali coinvolti in tutte le scelte più importanti dentro un'idea di sanità pubblica e universalistica, che parte dalla soddisfazione dei bisogni di cura e in base a quelli calibra gli investimenti- sottolinea Bussandri-. Al centro c'è la persona e la valorizzazione dei lavoratori del sistema in termini di formazione, carriera e salario. Questo metodo e questi contenuti vanno in netta controtendenza rispetto alle politiche del governo nazionale su salute e sanità e mirano al rafforzamento del sistema pubblico. In questa Regione, con queste tre intese- conclude il segretario della Cgil-, abbiamo messo le basi per difendere e rilanciare il modello emiliano-romagnolo nella sua essenza più profonda di garanzia dei diritti universali alla cura, alla salute e all'assistenza". "Firmiamo oggi delle intese che recuperano un metodo, che avevamo chiesto già in occasione della manovra fiscale dell'anno scorso- spiega Pieri-. Un confronto incentrato sui temi della sanità e del sociosanitario e della loro necessaria integrazione per dare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. Programmare e organizzare la sanità ospedaliera e territoriale, garantendo accesso alle cure in modo adeguato e uniforme in tutta la regione, gestendo anche l'annoso problema delle liste d'attesa, deve essere un obiettivo da realizzare senza rinvii. Perché non è solo un tema di risorse-aggiunge il segretario regionale Cisl-, ma di garantire servizi di qualità. Una qualità che deve tradursi anche in qualità dell'organizzazione e qualità del lavoro, dove aumentare i parametri di personale in servizio nelle Cra, ad esempio, significa dare una prima risposta nella giusta direzione. E' quindi fondamentale per la tenuta dell'intero sistema sanitario e socio sanitario puntare inoltre sulla valorizzazione del personale, che ha bisogno di risposte concrete e segnali tangibili immediati". "Questi accordi sono un passo importante, perché dopo tanto tempo si cerca di costruire una visione unica per la sanita regionale da Piacenza a Rimini- rimarca Borghetti, affrontando le sfide dell'innovazione e nel contempo di una gestione delle risorse che sappia tenere insieme le esigenze degli utenti, valorizzando il ruolo fondamentale del personale dipendente sanitario e integrando la sanità ospedaliera con la sanità di territorio. Sottolineiamo come elemento positivo il metodo della partecipazione alla riorganizzazione, che riconosce il valore di un vero confronto con Cgil, Cisl e Uil in tutto il territorio regionale. Nel quadro Nazionale molto critico sulla sanità- aggiunge il segretario regionale della Uil- e di fronte ad un sottofinanziamento nazionale che rimane un tema aperto sul quale la Uil è impegnata, è bene che la Regione provi a tenere la barra al centro ribadendo il ruolo del pubblico e cercando di mettere al centro i bisogni di Cittadini e Personale rispetto a modelli organizzativi astratti".