15 LUGLIO 2024

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15 LUGLIO 2024 - 12:24


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FAENZA: La piccola Sara non ce l'ha fatta, la sua storia aveva commosso tutti

La storia di Sara Cantagalli, bambina di Faenza, e dei suoi genitori che raccoglievano fondi per lei, colpita da un tumore irreversibile, aveva commosso tante persone. Anche quando le cure sono state interrotte ed è stata stilata la lista dei desideri da farle realizzare. Ieri la bambina si è spenta, a sei anni. "Un abbraccio alla piccola Sara, alla famiglia e a tutti i suoi cari", ha scritto il sindaco di Faenza Massimo Isola.

Cordoglio arriva anche dal sindaco di Ferrara, Alan Fabbri: "A nome di tutta la comunità ferrarese mi stringo nel dolore nell'apprendere la notizia della scomparsa della piccola Sara. La ricorderemo per sempre, felice, vestita da principessa e attorniata da tanto amore, nel suo grande castello". Nei mesi scorsi, quando erano state interrotte le terapie, era partita una gara di supporto per esaudire i suoi desideri. Tra questi, andare a cavallo e diventare per un giorno "una vera e propria principessa". E Fabbri aveva messo a disposizione della bambina il Castello estense: a maggio era stata accompagnata dai figuranti del Palio cittadino, vestiti per l'occasione con i costumi storici rinascimentali.

La campagna di raccolta fondi aveva suscitato anche qualche polemica, per esempio quando Selvaggia Lucarelli aveva sollevato dubbi e il padre aveva risposto, spiegando che i soldi, alla morte della figlia, "non resteranno a noi, ma andranno a famiglie bisognose che hanno bambini malati come Sara". 




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EMILIA-ROMAGNA: Affitti brevi, Corte costituzionale conferma competenza delle Regioni a intervenire

“La sentenza riconosce la competenza delle Regioni a intervenire su una questione che riguarda da vicino la qualità della vita delle nostre città e il diritto all’abitare. Prendiamo atto dei rilievi formulati dalla Corte su due specifiche disposizioni e ne approfondiremo le motivazioni per procedere ai necessari adeguamenti. Resta fermo il nostro impegno a lavorare, insieme ai Comuni, per un equilibrio tra sviluppo turistico e tutela della residenzialità”. Così l’assessore regionale alla Casa, Giovanni Paglia, sulla sentenza con cui la Corte costituzionale si è pronunciata sul ricorso presentato dal Governo circa la legge regionale sugli affitti brevi, approvata lo scorso anno dall’Emilia-Romagna. La pronuncia, che riconosce la competenza delle Regioni a intervenire in materia anche attraverso strumenti urbanistici e respinge le censure relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza, riguarda due specifiche disposizioni della normativa, gli articoli 4 e 5. Le restanti disposizioni della legge regionale rimangono in vigore. La legge regionale ha introdotto la destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’ e previsto la possibilità per i Comuni di stabilire limiti percentuali alle locazioni turistiche nelle zone più sensibili, oltre a restrizioni sui frazionamenti e sulle demolizioni finalizzati a nuove destinazioni per affitti brevi. Nella sentenza, la Corte riconosce che il contrasto all’overtourism rappresenta un obiettivo meritevole di tutela, ma ritiene che l’articolo 4 sia sproporzionato rispetto alle finalità perseguite, poiché applicabile all’intero territorio regionale, senza distinzioni tra le diverse realtà locali. La Consulta rileva inoltre una disparità di trattamento tra chi gestisce locazioni turistiche e chi opera nel settore delle strutture ricettive extralberghiere. Quanto all’articolo 5, che disciplina l’insediamento della nuova destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’, la Corte osserva che le criticità individuate nell’articolo 4 si riflettono anche su questa disposizione. “La scelta dell’Emilia-Romagna nasce dalla necessità di affrontare un fenomeno che in alcune città e territori sta incidendo sempre di più sulla disponibilità di abitazioni per chi vi risiede stabilmente-afferma l’assessore Paglia-. Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per la nostra economia, ma la sua crescita deve potersi accompagnare alla tutela del diritto all’abitare e alla possibilità, per le comunità locali, di continuare a vivere nei propri centri urbani. È su questo equilibrio che abbiamo costruito il nostro intervento legislativo, nella convinzione che le Regioni debbano poter esercitare pienamente le proprie competenze per affrontare problemi concreti che interessano le comunità. La sentenza riconosce questa possibilità e respinge le contestazioni del Governo relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza. Allo stesso tempo, la Corte individua alcuni aspetti della disciplina che richiedono una revisione: approfondiremo le motivazioni insieme agli esperti che hanno seguito il percorso normativo, per individuare le soluzioni più appropriate, nel pieno rispetto delle indicazioni della Corte. L’obiettivo resta quello di mettere a disposizione dei Comuni strumenti efficaci e proporzionati, capaci di rispondere alle diverse esigenze dei territori, ma quando la Corte Costituzionale interviene- conclude Paglia- non si discute, ci si adegua”.