15 LUGLIO 2024

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CESENA: Emergenza caldo e solitudine, servizi territoriali disponibili per anziani e fragili | FOTO

Una task force di servizi per far fronte alle elevate temperature di queste settimane. La colonnina di mercurio negli ultimi giorni ha superato abbondantemente i 30 gradi e, così come previsto, la Protezione Civile dell’Unione dei Comuni Valle del Savio, d’intesa con i Servizi Sociali, è pronta a fornire assistenza, sostegno e pronto intervento alle categorie di cittadini a rischio, in particolare anziani soli e malati cronici. 

Il piano di intervento, che nasce dalla collaborazione dell’Ausl della Romagna e dei Comuni dell’Unione Valle Savio con Enti, Istituzioni e Associazioni di volontariato del territorio, prevede determinate azioni principali: 


Il Centro Risorse Anziani del Comune di Cesena “Contrada Dandini” (numero di telefono 0547/26700) si conferma un punto di riferimento per gli anziani soli che vivono in città e in particolare nel centro storico. Aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore 08:30 alle ore 12:30 (al pomeriggio è possibile lasciare un messaggio in segreteria telefonica) offre disponibilità all’ascolto, all’informazione e per l’attivazione di interventi che possono facilitare la indipendenza degli anziani che vivono soli favorendo la permanenza nel proprio ambiente di vita. Questo presidio è predisposto per accogliere le segnalazioni di criticità da parte dei  Servizi Sociali, Sanitari, Associazioni, medici di base attuando piani di monitoraggio attivo tramite contatti telefonici e visite a domicilio, attivazione consegna spesa, trasporti, acquisto e consegna farmaci. Tra le iniziative predisposte dal Centro Risorse Anziani per l’emergenza caldo, c’è un “ventaglio” da distribuire agli anziani che contiene alcune informazioni sul cosa fare e cosa non fare quando è molto caldo e i numeri da contattare per richiedere aiuto in caso di difficoltà. 

Filo d’Argento AUSER. Le volontarie e i volontari di AUSER svolgono attività di contatto attivo rivolto ad anziani soli segnalati dal Centro Risorse Anziani attraverso  telefonate  periodiche per verificare lo stato generale della persona anziana ed attivare, laddove necessario, specifici interventi. A richiesta, stante le disponibilità di volontari, gli anziani possono essere accompagnati in strutture sanitarie o sociali sia con normali mezzi di trasporto sia con mezzi adatti al trasporto di carrozzine. I volontari sono presenti presso la sede dell’Associazione (corso Comandini, 7) dal lunedì al venerdì dalle ore 09:00 alle ore 12:00 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00 e sono reperibili allo 0547/612551.

Il Servizio di Telesoccorso e Teleassistenza. Il servizio di teleassistenza/telesoccorso è attivo 24 ore su 24 per circa 80 utenti fragili segnalati dai Servizi Sociali. In casi di criticità climatica può essere installato per brevi periodi avviando un monitoraggio costante e l’attivazione di servizi di prossimità tramite il Centro Risorse Anziani. Nelle giornate di lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 8:00 alle 14:00, e del giovedì, dalle 11:00 alle 17:00,  è sempre presente un operatore nella sede di Cesena (Piazza Pasolini, 80). Contatti: numero verde 800301771, 0547/600640, mail: teleassistenza@aspcesenavallesavio.eu.


La Fondazione Don Baronio mette a disposizione locali climatizzati per accoglienza e sollievo dalla calura durante le ore diurne (contatto telefonico 0547 620607).




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MILANO: Uno Bianca, interrogati i Savi, Roberto non risponde ma Fabio parla

Enigmatico e sibillino davanti alle telecamere di 'Belve Crime', ma silenzioso con i magistrati bolognesi che sono andati ad interrogarlo nel carcere milanese di Bollate. Roberto Savi, uno dei capi della Banda della Uno Bianca, conferma la sua natura misteriosa, e avvalendosi della facoltà di non rispondere lascia cadere nel vuoto le dichiarazioni rilasciate nello studio di Francesca Fagnani, dove tra le altre cose aveva detto che alcune azioni criminali erano state 'imbeccate' dai Servizi e che il vero obiettivo della rapina all'armeria bolognese di via Volturno non erano le armi, ma uccidere l'ex carabiniere Pietro Capolungo. Il fratello Fabio, assistito dall'avvocata Emanuela Sabbi, risponde invece ad alcune domande dei pm, così come aveva fatto a Quarto Grado, seppur in trasmissione non aveva aggiunto nulla di nuovo alla storia già scritta del gruppo criminale, che tra il 1987 e il 1994 fece 23 morti e oltre cento feriti. Non c'è stata nessuna protezione della banda, nessun livello superiore, né una strategia del terrore, la sintesi della sua intervista televisiva, dove aveva ridimensionato le parole di Roberto in una sorta di duello a distanza sul piccolo schermo. Le dichiarazioni di Fabio ai pm sono secretate, ma da quello che si è potuto capire non avrebbero aggiunto informazioni particolarmente utili. A trent'anni dalle sentenze della Cassazione che hanno reso definitive le loro condanne, c'era attesa per gli interrogatori dei due fratelli - sentiti nella posizione di imputati in procedimento connesso - in particolare per quello di Roberto, 'il corto', assistito dall'avvocata Donatella Degirolamo, che avrebbe potuto spiegare meglio al capo della Procura di Bologna, Paolo Guido, e alla procuratrice aggiunta, Lucia Russo, le sue 'nuove verità', in particolare le ipotetiche coperture del gruppo. Niente di tutto questo però, visto che l'incontro con i pm è durato pochi minuti: il tempo di dichiarare la volontà di avvalersi della facoltà di non rispondere. "E' vergognoso che uno vada in tv per lanciare messaggi biascicati senza alcuna sostanza o prova possibile e quando vanno i magistrati a sentirlo non dica nulla. Questo conferma la totale inattendibilità del criminale", ha commentato Alberto Capolungo, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime. "E' ancora più grave che due assassini che hanno partecipato a tutti gli eventi diano versioni così contrastanti. Questo dimostra - ha aggiunto - che non possiamo assolutamente fidarci delle loro parole, illazioni o dei loro silenzi". Mentre il 'corto' e il 'lungo' si sono presi la scena, tra rivelazioni tutte da verificare, attacchi reciproci e messaggi lanciati via etere, proseguono le indagini della Procura di Bologna che sentirà anche tutti gli altri componenti della Banda ed è in attesa delle analisi del Ris su alcuni importanti reperti e identikit dell'epoca che potrebbero dare una svolta alle nuove indagini. I familiari delle vittime, che proprio oggi si sono riuniti nell'assemblea annuale dell'associazione, rilanciano, chiedendo di dare impulso a "nuove e più incisive attività investigative" e di investire "maggiori risorse umane, economiche e tecnologiche" per gli accertamenti.