31 MAGGIO 2024

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31 MAGGIO 2024 - 18:15


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RAVENNA: Santa Balera, il 1° giugno all’Esp parte il tour ufficiale

Lo scorso Festival di Sanremo, nella serata di mercoledì 7 febbraio, il teatro Ariston si è trasformato nella più grande balera d’Italia, così come aveva annunciato Amadeus, grazie ai Santa Balera, orchestra di giovanissimi del liscio che hanno fatto cantare e ballare Romagna Mia a  13 milioni e 500 mila spettatori. Il brano di Secondo Casadei. pubblicato nel 1954 e diventato popolare nel mondo, è un inno di condivisione che festeggia quest’anno i 70 anni è stato premiato in diretta durante il Fetival con una Targa Siae consegnata da Amadeus. Intanto il video della loro esibizione a Sanremo supera le 300 mila visualizzazioni. L’orchestra, visto il grande successo, si è già ritrovata in sala prove per allestire una scaletta rivisitata dei principali Giganti del Liscio, alcuni inediti e altri brani particolari per prepararsi ad un tour che porti il nuovo liscio ad un nuovo pubblico a partire dalla prossima primavera. Il tour dei Santa Balera parte ufficialmente il 1° giugno, dopo i grandi consensi raccolti a Savignano sul Rubicone per la Festa del Primo Maggio, a Eufonica a Bologna, alla Fabbrica delle Candele e agli eventi per gli studenti europei di Eye a Forlì e per gli Alluvionati di Via Ragazzini a Faenza. 

 

Le date del tour a paritre dal 1° giugno :

1° giugno: Ravenna festa dell’Esp

3 giugno : su tv 2000 canale 28 dalle 12 e 20 ospiti del programma l’ora solare di Paola Saluzzi

14 giugno: Liscio Street Parade a Rimini insieme a Moreno il Biondo e tanti altri ospiti

15 giugno: Palacattani di Faenza alle ore 13 ospiti della regione Emilia- Romagna

15 giugno fiera agricola del Santerno a Imola

16 giugno: Faenza – centro le maioliche di Faenza per i 15 anni insieme agli alluvionati del liscio

1 e 2 luglio - Birichina e Sanliscio a Gatteo Mare con premiazione il liscio nella rete e lancio inno della notte rosa

4 luglio – anteprima notte rosa a Rimini con le voci dei santa balera

7 luglio - alba della notte rosa a Gatteo mare al bagno Corrado

20 luglio- rocca sforzesca di Forli

21 luglio- Comacchio festa del campeggio florenz con gli alluvionati del liscio

2 agosto- Comacchio – ai tre ponti

18 agosto- reda – sagra del buongustaio con gli alluvionati del liscio e i ballerini del team dance borgo e magiche fruste

20 agosto- cesena - ippodromo

23 agosto- Massalombarda – sagra delle Sfogline

25 agosto- Meeting dell’amicizia tra i popoli alla fiera di rimini

26 agosto- Meldola in piazza con gli alluvionati del liscio

7 settembre- Cara forlì

4 ottobre- Faenza al MEI per il premio arte tamburini




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FORLÌ: Foibe ed esodo raccontati da Fausto Biloslvavo | VIDEO

È stato presentato a Forlì con una vera e propria lezione di storia sUl tema delle foibe e dell’esodo giuliano-fiumano-dalmata, il nuovo libro del reporter di guerra Fausto Biloslavo. Si intitola “Le pagine strappate della storia” e ripercorre nel dettaglio i tragici momenti dell’occupazione jugoslava di Trieste e Gorizia e il terrore comunista sul confine orientale di Italia al termine della Seconda Guerra Mondiale.   Oltre 10mila vite spezzate sull’altopiano del Carso; più di 300 mila storie di famiglie forzatamente divise e strappate dalle proprie terre riunite solo dalle masserizie stipate nel Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste; indotte ad andarsene. Bambini costretti ad assistere al massacro dei padri e alle violenza sulle madri. Uomini e donne prelevati dalle loro case e mai più tornati. Sono solo alcune delle tragiche vicende raccontate ne “Le pagine strappate della storia”, il nuovo libro di Fausto Biloslavo presentato anche a Forlì. Giornalista e reporter di guerra da oltre quarant’anni, figlio di esuli e nipote di nonno infoibato, Biloslavo ripercorre le drammatiche fasi dell’esodo giuliano-dalmata e la tremenda esperienza delle foibe. Pagine di storia italiana cancellate dalla stessa matrice: l’ideologia comunista del maresciallo Tito e del connivente Partito Comunista iitaliano. Tito che, ad armistizio firmato, il 3 maggio 1945 invade Trieste e Gorizia infoibando decine di migliaia di italiani ritenuti nemici della “Jugoslavia”. Una pulizia etnica, politica e ideologia che, alla ritirata del IX Korpus titino, portò nella sola foiba di Basovizza, divenuto monumento nazionale nel 1992 e sede della cerimonia del “Giorno del Ricordo” ogni 10 febbraio dal 2004 quando venne introdotta con legge dello Stato votata a maggioranza da tutto il Parlamento (furono solo 12 i voti contrari: quelli di deputati e senatori del PCI ndr.), all’estrazione di 450 metri cubi di corpi esanimi. Fino al cimitero a cielo aperto della Slovenia, dove l’ultima foiba scoperta delle 700 cavità scoperte tra grotte, fosse comuni e appunto foibe, a Kočevski Rog, vede la riesumazione di 3.540 cadaveri. Nel mezzo la sofferenza degli eredi di esuli e infoibati. Alimentata da un oblio pilotato da coloro che credevano “fratelli”. Italiani. Come loro.