3 APRILE 2024

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3 APRILE 2024 - 16:23


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RIMINI: Dispersione scolastica, il Comune ricorre ai servizi sociali | VIDEO

I genitori di 50 famiglie riminesi rischiano la denuncia, in base al decreto Caivano sulla dispersione scolastica, perché i loro figli non vanno più a scuola. Il Comune preferisce un approccio dialogante e ricorre ai servizi sociali.

 

Sono una settantina i casi di dispersione scolastica nel territorio comunale di Rimini. In realtà alcuni, una ventina, sono già rientrati. Quali sono gli strumenti per poter fare fronte a questo fenomeno?

“Innanzitutto bisogna fare chiarezza. La maggior parte di questi casi, infatti, sono ricollegabili alle scuola dell'infanzia e molto spesso sono legati a dei trasferimenti delle famiglie in altri comuni – afferma la vicesindaca Chiara Bellini -. Per fortuna di abbandoni scolastici propriamente detti, cioè ragazzi e ragazze che rinunciano alla scuola, per esempio sulle superiori abbiamo solamente tre casi”.

Il Comune di Rimini ha deciso di affrontare il tema ricorrendo ai Servizi sociali prima ancora di applicare il decreto Caivano del governo che prevede denunce per i genitori.

“Unitamente alla segnalazione che siamo obbligati per legge a far partire, attiviamo i nostri servizi sociali per capire innanzitutto se i minori sono in carico presso i nostri servizi e quindi di interagire con le famiglie, cercare di capire qual è la situazione”.

Il decreto Caivano, secondo voi, è efficace?

“Lo troviamo forse poco efficace perché va subito a sanzionare le famiglie, a cercare di far emergere quasi una colpa, una responsabilità”.

Avete notato un modificarsi del fenomeno della dispersione scolastica? Il Covid in particolare ha inciso negli anni scorsi?

“Il Covid ha sicuramente inciso. Poi abbiamo quello che non è un abbandono scolastico, ma una disiscrizione dalla scuola pubblica, cioè l’home-schooling. Quindi famiglie che decidono di tenere a casa i propri figli e di occuparsi della loro istruzione”.




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